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ALLA PAROLA TASSE IL TORO SI SPAVENTA
23/04/2021 09:15

I mercati azionari occidentali si avviano a concludere la settimana con un saldo negativo rispetto alla precedente. La correzione era necessaria, dopo averci fatto assaporare, tra marzo ed aprile, un rally di ben 6 settimane rialziste su 7 con l’indice USA SP500 e addirittura l’en plein di 7 settimane di rialzo consecutive per l’indice europeo Eurostoxx50.

Il massimo storico realizzato in USA venerdì scorso ha evidenziato eccessi rialzisti di breve periodo piuttosto marcati e provocato la partenza di prese di beneficio che hanno occupato le sedute di lunedì e martedì. Il rimbalzo di mercoledì, timido in Europa, ma decisamente più rampante in USA, ha consegnato alla giornata di ieri il compito di verificare la capacità dei mercati azionari americani, rappresentati dall’indice SP500, di concludere in fretta la minicorrezione all’interno della settimana.

Per farlo SP500 avrebbe dovuto estendere ancora il rimbalzo di mercoledì e colmare i 18 punti di distanza dal massimo di 4.191 punti, mancanti alla chiusura di mercoledì sera, mentre per Eurostoxx50 la strada da fare per recuperare la scivolata delle prime due sedute della settimana appariva più lunga.

Eurostoxx50 ieri si è così messa subito al lavoro per allinearsi alle indicazioni provenienti dall’America ed ha cercato di risalire fin dall’inizio di seduta. Dopo aver recuperato mercoledì circa metà della scivolata di martedì, l’indice ha mostrato molta voglia di imitare Wall Street ed ha approfittato dapprima delle parole dolci sussurrate da Lagarde, al termine della riunione mensile della BCE e poi della partenza tranquilla della borsa USA.

Lagarde ha confermato la necessità di sostenere ancora la ripresa europea con generose politiche monetarie e fiscali. Da parte della BCE, sebbene il Piano straordinario pandemico di acquisto di Bond sia stato confermato nella dotazione di 1.850 mld di euro complessivi, si è concesso che la durata degli acquisti si esaurirà non prima di marzo 2022 e solo se sarà conclusa la fase critica legata al Virus. Inoltre Lagarde ha confermato un aumento significativo degli acquisti netti nel trimestre in corso, già implementato.

Intanto a Wall Street il rimbalzo del giorno precedente sembrava in grado di continuare, grazie a buoni dati macroeconomici (sussidi di disoccupazione in deciso calo e superindice migliore del previsto).

Si è arrivati così alle 17,30, alla fine della seduta europea, con  Eurostoxx50 in grado di recuperare tutta la brutta candela di martedì, e superare nuovamente i 4.000 punti. La chiusura è avvenuta sui massimi di seduta a 4.015 (+0,97%), e non più distante dai suoi massimi dell’anno, segnati nella mattinata di lunedì scorso.

Tutto sembrava confermare le intenzioni di attaccare i massimi entro la fine della settimana, dato che dall’America stavano giungendo indicazioni volitive anche da parte di SP500, che stava ancora riducendo la distanza dal suo massimo storico.

Ma ecco che  alle ore 19 europee capita l’imprevisto. Sui monitor le agenzie battono la notizia che, secondo indiscrezioni provenienti dalla Casa Bianca, Biden abbia intenzione di aumentare la tassa sui guadagni di borsa per i ricchi.

Oggi l’aliquota per i capital gain sugli investimenti è unica e pari al 20%. Fa scalpore da parecchio tempo che sia inferiore all’aliquota media che pagano i redditi da lavoro. Per questo in campagna elettorale Biden aveva promesso di porre rimedio a questa smaccata disparità di trattamento a favore dei ricchi.

Ebbene, pare che la proposta in gestazione vada in questa direzione. Coloro che hanno redditi superiori al milione di $ (non proprio poveracci) vedrebbero aumentare l’aliquota fiscale sui guadagni di borsa fino al 43,4%, cioè oltre il doppio di quanto pagano ora. Il gettito verrebbe usato per finanziare i piani per ridurre le disuguaglianze sociali.

Immediatamente è partito il riflesso condizionato di Wall Street. In USA se volete cacciare via il toro da Wall Street, sparategli una tassa.

Il lieve segno positivo in pochi minuti è diventato decisamente negativo e alla chiusura il saldo di giornata ha presentato un duro conto. SP500 -0,92%, Dow Jones -0,94% e  Nasdaq100 -1,24%.

SP500 è così tornato nei pressi dei supporti di inizio settimana e la correzione, invece di terminare, torna in pieno svolgimento.

Si è così realizzato lo scenario che ritenevo più probabile all’inizio della settimana, cioè che la correzione (onda 4 di (3)) si sarebbe sviluppata con tre onde.

La prima gamba di ribasso di lunedì e martedì costituisce l’onda A. Il rimbalzo di mercoledì e della prima parte di ieri è l’onda B, mentre il ribasso sul timore delle tasse è l’onda C conclusiva.

Ovviamente sappiamo di essere in onda C, ma non sappiamo ancora fin dove arriverà il calo.

Per ora ha raggiunto ieri quota 4.124, praticamente segnando un terzo minimo sul supporto di area 4.120 già testata due volte martedì scorso. Potrebbe anche finire lì, se oggi vedremo un rimbalzo impulsivo che cancelli la paura delle tasse, magari favorito da smentite alle indiscrezioni.

Oppure l’avvitamento di onda C potrebbe violare il supporto e terminare la settimana sotto 4.100.

Ricordo che il prossimo livello da raggiungere, una volta rotto il supporto di area 4.120, si trova dalle parti di 4.070. Sotto questo livello credo sia difficile arrivare.

L’Europa, che in apertura oggi accuserà il colpo, poi seguirà Wall Street come un cagnolino al guinzaglio.

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