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WALL STREET ASPETTA L'EUROPA
07/04/2021 09:15

Dopo la fuga pasquale di Wall Street, che ha fruttato al suo principale indice, SP500, di distanziare di quasi due punti percentuali l’indice europeo Eurostoxx50, che nel frattempo era in vacanza, ieri la prima giornata nuovamente “regolare” e con tutti i mercati aperti, ha visto Wall Street prendere fiato ed attendere il recupero europeo. Eurostoxx50 non è che abbia fatto molto per azzerare il distacco, ma è comunque riuscito a chiudere in positivo la settima seduta delle ultime 8 e ad avvicinare ancora, con un +0,62%, l’obiettivo psicologico dei 4.000 punti, che ora distano meno di un punto percentuale.

Wall Street invece ha vissuto una seduta abbastanza incolore, con tutti i principali indici con il segno negativo, ma lieve, compreso tra il -0,10% di SP500 ed il -0,29% del Dow Jones.

A frenare un pochino gli entusiasmi ha provveduto il Segretario USA al Tesoro Yellen, che è tornata a chiedere che tutti i paesi del mondo applichino una tassa minima sul reddito di tutte le grandi imprese, anche straniere, per scoraggiare il nomadismo fiscale che i big della tecnologia attuano con regolarità, spostando le sedi legali nei paradisi fiscali per non pagare le tasse sui loro utili colossali.

Dichiarazioni come quelle di Yellen in situazioni normali avrebbero incupito l’umore degli investitori. Invece in questo momento di entusiasmo sono riuscite solo a dare agli indici un fastidio paragonabile al ronzio di una mosca.

Anche perché sono state compensate dalla generosa revisione dell’Outlook dell’economia mondiale per l’anno in corso, pubblicata ieri dal Fondo Monetario Internazionale.

Questo importante istituto di previsione economica ha addolcito la stima della recessione dello scorso anno, portandola, per il PIL globale, dal -4,4% stimato nell’ottobre scorso al meno drammatico -3,3%. Per il 2021, che maggiormente interessa i mercati, la stima di crescita è stata invece significativamente  alzata: dal +5,5% ipotizzato a gennaio, ora il FMI prevede un +6%, anche se si tratta di un dato medio che nasconde ampie disuguaglianze tra aree economiche e, al loro interno, tra le classi sociali ed anagrafiche.

Per gli USA anche il FMI si adegua all’ottimismo della FED e di molte altre agenzie sui miracoli economici che la vaccinazione sarà in grado di produrre. Dalla precedente previsione di un già notevole +5,1% di crescita per il 2021, la revisione ora attribuisce addirittura un +6,4%, che garantirà agli USA, unica tra le grandi economie, di superare nel 2022 il livello di PIL che avrebbe raggiunto senza la brusca frenata dovuta alla pandemia.

Meno eclatante, ma decisamente non sorprendente, il passo dell’Europa: lenta nelle vaccinazioni; lenta nell’erogazione degli stimoli (il Recovery Fund da 750 miliardi di euro è impantanato dal blocco decretato dal Parlamento tedesco, che deve attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale per poterlo ratificare); lenta perciò anche nel recupero economico. Il FMI prevede +4,4% nel 2021, poco più della metà di quanto perso nella recessione del 2020.

La giornata si è perciò conclusa senza particolari emozioni. Una volta giornate come queste si chiamavano “di consolidamento”.

Oggi è un altro giorno e verificheremo se gli eccessi di rialzo delle ultime due settimane cominceranno a pesare, necessitando il prolungamento del “consolidamento”, oppure se la marcia proseguirà fin da subito.

In un contesto di fondo fortemente rialzista il beneficio del dubbio va sempre concesso alla continuazione del rialzo.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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