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L'UOMO DELLA PROVVIDENZA
03/02/2021 09:00

L’effetto WallStreetBets ieri si è ulteriormente sgonfiato. I titoli “ciofeca” americani, beneficiati la scorsa settimana dal raid speculativo dei “nuovi barbari” dell’ormai popolarissimo Forum di trader, ieri hanno proseguito precipitosamente il ritiro verso i valori antecedenti alla settimana della follia. Gamestop, titolo simbolo del populismo finanziario di moda tra i millenials americani, ieri ha perso altri 135 $ ed è sceso a 90 $. Valori ancora esagerati rispetto ai 17 $ della sua quotazione al termine della prima seduta di quest’anno, quando era ancora un anonimo titolino del Nyse in via di estinzione. Ma decisamente meno pazzeschi dei 482 $ sfiorati giovedì della scorsa settimana, al culmine della frenesia rialzista dei trader d’assalto. Tutti quelli che lo hanno comprato la scorsa settimana e non lo hanno ancora venduto ora sono in perdita, magari dopo aver visto performance    virtuali, e pertanto provvisorie, a tre cifre.

I Fondi Hedge shortisti, dopo aver subito la beffa dei margin call la scorsa settimana, ora possono contare i danni e sperare che non li conducano alla chiusura. I media si sono tuffati sulle gesta dei novelli Robin Hood, che ora sono diventati una sorta di “influencer finanziari”, seguiti come quelli che, grazie ai social media, spingono i ragazzini a prosciugare i portafogli dei genitori nell’acquisto di oggetti spesso inutili e comunque strapagati, ma di grande appeal perché consigliati dai loro idoli.

Si fantastica che le orde barbariche del trading, dopo una rapida incursione sull’Argento, che è durata poco, perché le autorità di controllo del mercato CME delle materie prime hanno subito aumentato i margini richiesti per operare sul future, si stiano spostando ora in Europa ed è già partita la ricerca delle pepite d’oro, cioè dei titoli su cui atterreranno.

La tenuta dell’establishment, che ha per ora respinto, con perdite, le invasioni barbariche, ha rasserenato il clima sugli indici principali USA, che hanno proseguito anche ieri il recupero e fatto un altro po’ di strada verso i massimi storici. Così ieri tutti gli indici mondiali hanno potuto rimbalzare, con variazioni comprese tra uno e due punti percentuali. Sinteticamente riporto solo il risultato del faro americano SP500 (+1,39%) e di quello europeo Eurostoxx50 (+1,69%).

Pare in corso il tentativo di compiere l’impresa dimenticare già questa settimana il brivido corso lungo la schiena nell’ultima settimana di gennaio. Ma per compierla occorrerà che SP500 riesca a superare i massimi storici di 3.871. Non sono più molto lontani, ma, come sanno gli scalatori, sono sempre gli ultimi metri che ti separano da una vetta  quelli più difficili.

Se succederà potremo dichiarare conclusa la correzione e predisporci ad assistere al forte impulso che porterà il mercato a superare la fatidica quota 4.000.

Dedico le ultime righe del commento alla triste vicenda politica italiana.

E’ cessato ieri l’accanimento terapeutico sull’esperienza politica del governo giallorosso Conte bis.

Il suicidio politico di Conte, che si è incartato sul Recovery Plan e sulla gestione della seconda fase della Pandemia e dei vaccini, è stato potenziato dall’omicidio compiuto da Matteo Renzi, detto Ego, che per esistere deve sempre occupare il centro del centro della scena mediatica. Dopo averlo sponsorizzato solo un anno fa per tornare sotto i riflettori, ultimamente lo ha rosolato a fuoco lento aprendo una crisi che il mondo e la maggior parte degli italiani non hanno capito. L’obiettivo era eliminare Conte dalla scena, per non farsi oscurare dall’ombra della sua popolarità, peraltro ultimamente in calo.

Obiettivo raggiunto ieri, alzando sempre più la posta delle trattative fino al punto in cui PD e 5 Stelle hanno dovuto far saltare il banco ed il mesto Fico si è recato a mani vuote da Mattarella.

Il Presidente Mattarella, sebbene con qualche ragione pandemica in più, ha imitato la forzatura istituzionale di Napolitano di dieci anni fa e deciso che quest’anno non si può votare. Occorre perciò  un governo “del Presidente”, di alto profilo (con queste parole implicitamente rimarca il basso profilo dell’attuale classe politica italiana) che deve essere accettato a scatola chiusa e bocca ancor più chiusa dai parlamentari, a cui Mattarella regala un altro anno di “lavoro”, che consisterà nel non disturbare il conducente che ci deve portare alla salvezza. Ha così scelto l’ennesimo Uomo della Provvidenza, che ciclicamente si materializza per salvare questo paese dalla perdizione. Dopo Ciampi negli anni ’90 e Monti nel 2011, il tecnico salvatore della Patria questa volta è Draghi, il mitico SuperMario, che aspettava il suo turno di salvatore dopo la gloriosa Presidenza BCE. Il suo nome è stato tenuto ben nascosto durante la crisi, per non bruciarlo, ci spiegano gli esperti. Mi sono così accorto che avere puntato un mese fa su queste pagine proprio su questa soluzione come la più probabile, gli avrebbe potuto portare sfiga. Invece non è successo e il popolo italiano potrà cosi adorare il nuovo condottiero che ci salverà dal baratro per traghettarci a quello successivo. Come i suoi predecessori.

I media avranno così di che parlare per qualche tempo, come al tempo dell’altro SuperMario, cioè Monti.

Lo adoreranno anche i mercati, perché vedono in lui la longa manus della UE e della BCE  nella stanza dei bottoni italici, e soprattutto perché per un po’ i sovranisti rimarranno ad aspettare.

Comincia il Buy Italia.

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