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L'ENNESIMO BIVIO
12/01/2021 09:15

Dopo la settimana incredibile, in cui i mercati hanno vissuto come occasione di acquisto la peggior crisi della storia democratica americana contemporanea, ieri hanno cominciato ad avvertirsi i primi scricchiolii nell’euforia del sentiment.

La giornata odierna si candida perciò ad essere il potenziale innesco di una fase di correzione del lungo rally di fine anno (con appendice a gennaio), partito dai minimi dell’ultima seduta di ottobre e che in poco più di due mesi ha messo a segno un rialzo di oltre il 18% sul principale indice azionario USA (SP500), del 19,5% sul tecnologico Nasdaq100 e addirittura del 39% per l’indice delle small cap Russell2000.

Andiamo con ordine, cominciando dalle prime dissonanze che si sono viste ieri rispetto all’entusiasmo corale delle sedute precedenti.

Innanzitutto, ma non è certo il principale scricchiolio, tutti gli indici occidentali ieri hanno subito una battuta d’arresto. Perdite non clamorose e quasi tutte inferiori al punto percentuale: Eurostoxx50 -0,67%, Dax -0,8%, SP500 -0,66%, DowJones -0,29%. Solo il Nasdaq100 ha avuto una perdita superiore al punto percentuale (-1,55%).

La cosa abbastanza sorprendente è stata che, dopo una settimana di grande entusiasmo e dopo la chiusura di venerdì scorso sugli ennesimi massimi storici, fin dal mattino di lunedì i future occidentali volgevano significativamente al ribasso, come se avessero smarrito l’inerzia positiva della folle settimana precedente.

Quando capita così occorre andare cercare il colpevole nel week-end.

E, nel week-end, di fatti in grado di provocare una grattatina al capo degli investitori ce ne sono stati alcuni:

- il Bitcoin, il dominatore indiscusso del rally di fine anno, che ha la peculiarità di essere scambiato senza interruzioni ed anche nei giorni di festa allena le coronarie di chi vi opera, ha avuto un piccolo crollo. Dopo essere salito dal minimo del 12 dicembre di 17.620 $ in meno di un mese al massimo del 8 gennaio di 41.947 $ (+138%, non so se mi spiego), negli scambi del week-end è arretrato fino al livello dei 36.000 $. E’ stato un primo segnale che i rialzi non possono essere infiniti e prima o poi le prese di profitto prendono il sopravvento.

- I grandi social network hanno, come si suol dire, fatto la pipì fuori da vasino: forse per ingraziarsi il prossimo inquilino della Casa Bianca, hanno deciso di censurare Trump e l’estrema destra. Twitter ha oscurato gli account di Trump, Google ed Apple hanno eliminato dai loro store la app Parler, una piattaforma social molto gradita ai fan di Trump e all’estrema destra americana, poiché non controlla i contenuti che vengono postati. L’ideale per fomentare l’odio e le bugie complottiste. Pare che i sostenitori di Trump l’abbiano usata per organizzare l’attacco al Congresso. Ieri poi Amazon le ha dato il colpo di grazia, oscurandola dai server di sua proprietà, che la ospitavano. I media italiani ci hanno raccontato il perfetto tempismo di Salvini, lo sfigato leader del centro-destra italiano, che è riuscito ad annunciare la sua iscrizione a Parler poche ore prima della chiusura. Il bacio della morte?

Questo eccesso di zelo democratico a scoppio ritardato da parte dei grandi erogatori dei servizi social ha provocato il risentimento di larga parte dei fan di Trump, oltre che ampie critiche nell’opinione pubblica, che si interrogano, giustamente, se abbia senso che siano i vari Cook, Dorsey, Bezos e Zuckherberg a decidere che cosa vada pubblicato e che cosa no. Già la censura è odiosa e pericolosa per la democrazia quando viene praticata dagli stati. Lo è ancor più se a praticarla è il club dei più ricchi del pianeta.

Il mercato, che se ne frega degli aspetti etici e politici, ma guarda a quelli economici, ieri ha venduto con insistenza tutti gli interessati alla censura, temendo ritorsioni da parte dei fan di Trump. L’abbacchiato Presidente, fiutata la possibilità di sfruttare ulteriormente i suoi adoratori, dopo aver loro spillato centinaia di milioni di $ per la campagna elettorale infinita, ha già fatto sapere che sta valutando di varare una sua piattaforma personale.

Le vendite hanno colpito soprattutto Twitter (-6,4%, ma arrivato anche a perdere il doppio), ma anche Facebook, Apple, Amazon ed Alphabet (Google) hanno perso più del Nasdaq100.

- Si è un po’ oscurata anche la stella di Tesla, l’altro dominatore del rally di fine anno, insieme al Bitcoin. In Cina il piccolo (per ora) produttore di auto Nio ha presentato il prototipo della nuova berlina ET7 elettrica che fa sfigurare la blasonata Model 3 di Tesla. La capacità delle batterie è oltre il doppio di quella vantata da Tesla e con una ricarica arriva a percorrere circa 1.000 chilometri.

Immediato ieri il contraccolpo in Borsa per l’azienda di Musk, che venerdì scorso era arrivata alla quotazione stratosferica di 884 $ (+117% dal 16 novembre!), mentre ieri è ruzzolata del -7.8%.

- La scena politica USA vede il partito democratico all’attacco di Trump, con la presentazione alla Camera della richiesta di impeachment, che verrà votata mercoledì se il Presidente non si dimetterà. La procedura di impeachment non potrà compiersi in tempo utile prima del 20 gennaio, anche perché al Senato i numeri non bastano e non c’è tempo per convincere i repubblicani che non sopportano Trump a venire allo scoperto e votare bipartisan. Ma il sicuro voto favorevole della Camera gli toglierà la pensione ed altri benefici che spettano ai presidenti a fine mandato.

Il rovescio della medaglia è però la possibilità che i suoi fan più accaniti, che hanno indetto manifestazioni per il 17 gennaio, stiano organizzando effetti speciali più devastanti di quelli che abbiamo visto il giorno dell’Epifania.

Tutti questi elementi giustificano il nervosismo che si è visto ieri e potrebbero far da detonatore ad una correzione un po’ più significativa dei semplici sospiri che si sono visti nelle scorse settimane.

Il grafico del future SP500 presenta eccessi rialzisti ed un possibile testa e spalle di inversione ribassista ben visibile sul grafico orario.

Questa figura però non è ancora completata. Lo sarebbe se il Future oggi scendesse sotto il supporto di 3.775, che per due volte ha attirato i compratori venerdì scorso e ieri. In tal caso potrebbero arrivare altre prese di profitto e la correzione materializzarsi.

La figura ribassista verrebbe invece negata al di sopra del massimo di venerdì (3.824), lasciando spazio ad un nuovo ed ennesimo impulso rialzista.

La seduta odierna dovrebbe perciò darci qualche informazione per il futuro immediato.

Non resta che attendere.

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