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BUON NATALE DIVERSO
23/12/2020 09:15

Dopo lo sconquasso provocato dall’inatteso regalo di Natale che il coronavirus ha pensato di fare agli umani, con la cosiddetta “variante inglese”, tutti stanno cercando di capire l’entità del danno.

Le risposte con maggior affidabilità arriveranno non prima della prossima settimana, perché pare ancora presto per rispondere con certezza alla domanda principale: quanto impatterà sull’efficacia dei vaccini ora disponibili. Al momento nel mondo occidentale sono due: quello di Pfizer-Biontech, che si sta già somministrando in USA e Gran Bretagna, mentre la UE inizierà le inoculazioni nel Vaccine Day del 27 dicembre; e quello di Moderna, che in questi giorni comincerà ad essere inoculato in USA.

Ieri la Biontech ha dichiarato che il loro vaccino dovrebbe essere efficace anche contro la variante inglese, ma se così non fosse in poche settimane verrebbe ottenuta una versione efficace. Queste dichiarazioni hanno certamente rassicurato, anche se fa veramente impressione l’impennata esponenziale della curva dei contagi in Gran Bretagna a partire dall’inizio di dicembre, con la continua realizzazione di nuovi massimi storici, ormai stabilmente oltre i 30.000 contagi quotidiani. E, dato che ci dicono che la mutazione del virus è avvenuta in settembre, è molto improbabile che, nei quasi tre mesi in cui ha potuto agire indisturbato, non sia già andato a replicarsi  in giro per il mondo. Si comprende così il terrore dei governi europei di vedere durante le feste anche da loro  quel che sta succedendo in Gran Bretagna.

I mercati però sono riusciti a contenere le paure nella sfuriata ribassista di lunedì. Ieri sui mercati occidentali  è prevalso dappertutto l’ottimismo della volontà, e gli indici hanno recuperato in Europa gran parte del terreno perso il giorno precedente, mentre in USA, dove SP500 aveva già recuperato lunedì stesso quasi tutta la scivolata di due punti percentuali avuta nelle prime battute della seduta, la giornata è trascorsa in sostanziale lateralità. E’ la dimostrazione che, se sono continuate le prese di beneficio di chi vuole affrontare senza rischi la pausa natalizia, non è certo mancato chi continua a comprare ogni piccolo storno, impedendo all’indice delle 500 blue chips americane di correggere veramente per più di qualche ora.

Del resto ieri, ridimensionata la paura del contagio inglese, in USA è stato rimesso al centro delle attenzioni il piano di sostegno ai disoccupati da 900 miliardi, che il Congresso ha varato in fretta prima di andare in vacanza, che contiene anche il permesso al Governo ad indebitarsi per fronteggiare la spesa prevista fino a settembre 2021, per un ammontare complessivo che supera i 2.000 miliardi. Viene così anche impedito il cosiddetto shutdown, cioè la chiusura degli uffici pubblici per mancanza di finanziamenti, che abbiamo visto più volte in passato.

Questa notizia fornisce carburante all’ottimismo, soprattutto in ottica futura, dato che questi soldi verranno spesi solo in parte, viste le difficoltà che i lockdown impongono ad effettuare spese non strettamente necessarie. Buona parte verrà risparmiata, per cui l’arrivo di altro denaro sui mercati, ad alimentare la speculazione rialzista, pare garantito.

Il 2021 si candida a vedere ingigantirsi la già enorme bolla speculativa in atto. Le paure sulla variante inglese del Covid riescono a malapena a frenare la foga rialzista. La giornata delle streghe venerdì scorso ha effettivamente presentato realizzi e chiusure di posizioni in guadagno, ma l’impressione è che molta della liquidità sia stata già rimessa sul tavolo, con nuove puntate speculative quando si è vista la scivolata di lunedì. E’ la classica tecnica del “Buy the dip”, compra sulla debolezza, che tante soddisfazioni ha dato a chi l’ha praticata a partire da aprile di quest’anno, al termine del mese di terrore provocato dallo scoppio della pandemia.

C’è poco da fare. Il denaro è come l’acqua (per questo, forse, lo chiamano liquidità). Da qualche parte deve sempre andare. Se si blocca la possibilità di spendere, ma si continua ad erogare liquidità, questa si incanala dove le è possibile andare, cioè sui mercati.

I valori così si discostano dalla realtà? Certo. Ma è inevitabile. Io ed altri chiamiamo questo fenomeno “inflazione finanziaria”, perché ha la stessa natura dell’inflazione reale (l’eccesso di liquidità rispetto a quel che si può comprare), ma si esprime sui mercati finanziari perché non può esprimersi nell’economia reale, bloccata dai lockdown.

Si viene così ad invertire, assurdamente, la relazione che ci dovrebbe essere tra economia e mercati.

Se l’economia si blocca i mercati volano, grazie alla liquidità.

Non può andare così all’infinito, è ovvio. Ma intanto così va, per volontà di governi e banche centrali, che preferiscono inflazionare i mercati che ridistribuire la ricchezza.

Quello che viene sarà un Natale strano, assai diverso da quello dello scorso anno, con il Bambino Gesù che dovrà anticipare la nascita per evitare il coprifuoco, l’albero spoglio di regali che non ci permettono di fare e senza l’abbraccio tradizionale di augurio ai propri cari.

E, per finire, con i mercati finanziari che hanno perso del tutto ogni relazione con la realtà.

E allora… Buon Natale diverso a tutti, per quanto compatibile con le restrizioni anti-Covid.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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