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DOPO LE STREGHE ECCO IL PERICOLO INGLESE
21/12/2020 09:15

Venerdì l’appuntamento con le streghe ha effettivamente provocato, almeno in parte, quel che ci attendevamo, cioè la liquidazione di molte posizioni speculative rialziste in opzioni. La giornata ha avuto perciò connotati correttivi, che hanno smussato un po’ la positività della settimana, che ha cercato, nelle prime sedute, di far dimenticare la negatività della precedente e di riprendere la strada rialzista iniziata a fine ottobre.

In Europa il rialzo settimanale è stato ancora abbastanza significativo, con Eurostoxx50 (+1,72%) e soprattutto con il Dax tedesco (+3,94%, alla faccia dei lockdown). Meno per il FtseMib italiano (+1,26%), il CAC francese (+0,37%) ed Ibex spagnolo (-0,32%). Tutti gli indici europei, comunque, hanno risentito venerdì della giornata delle streghe, accusando cali generalizzati, anche se non drammatici, che sono arrivati nella seconda parte della seduta, mentre al mattino sia il Dax che Eurostoxx50, prima che arrivassero le prese di beneficio, hanno addirittura ritoccato i suoi massimi post pandemici.

Anche in USA sono arrivate prese di beneficio, che hanno mantenuto SP500 in correzione per quasi tutta la giornata e a mezz’ora dal termine hanno registrato il minimo di seduta a 3.686, con perdita in quel momento di circa un punto percentuale rispetto al giorno prima. Nell’ultima mezz’ora però sono arrivate folate improvvise di acquisti euforici da parte di mani sconosciute, che hanno risollevato ampiamente l’indice fino a farlo chiudere con una risicata perdita (-0,35%) e ben al di sopra di quota 3.700. La settimana ha così prodotto un saldo di +1,25% per SP500 e di +2,93% per Nasdaq100, entrambi con nuovi massimi storici messi nel carniere.

Se non ci fosse stato il week-end oggi dovrei parlare di un probabile proseguimento della festa nella seduta odierna.

Ma questa volta il week-end si è divertito a scombinare la placida ed ottimistica routine rialzista dei mercati con alcune notizie in grado di portare quantomeno una dose notevole di volatilità nella settimana che inizia oggi e che sarà breve, perché giovedì e venerdì le borse chiuderanno per Natale.

Ecco che cosa è successo. Se in USA, come previsto dai mercati con l’ultimo rally, si è finalmente trovato un accordo bipartisan ed oggi verrà votato dal Congresso il provvedimento che istituisce un nuovo piano di soccorso per i disoccupati e di finanziamento per le piccole imprese, in Europa si è invece materializzata sulla Gran Bretagna una sorta di tempesta perfetta che rischia di estendersi anche ai vicini paesi europei.

L’ultima delle tanto temute mutazioni del virus Sars-Cov-2, sta emergendo come decisamente più aggressiva della configurazione originaria e sta seminando il panico nella sanità inglese. Sembra che il virus “inglese” sia molto più aggressivo della versione “cinese”, e che riesca a contagiare con il 60% di rapidità in più, sfuggendo ai tracciamenti e causando un incremento dei contagi che, per ammissione del ministro della salute inglese, è ormai “fuori controllo”. La cosa ha scatenato il panico nei governanti europei, che hanno chiuso tutti i voli nei confronti della Gran Bretagna ed ha portato gli scienziati a farsi parecchie domande, a cui al momento hanno dato risposte parzialmente rassicuranti, ma subito precisando che non ci sono ancora abbastanza dati per dare risposte sicure: sulla letalità della nuova variante virale, sulla sua reale diffusione al di fuori della Gran Bretagna, sulla efficacia nei confronti del nuovo ceppo virale delle vaccinazioni ora in fase d’avvio nel mondo.

Una botta non da poco alle sicurezze chi aveva già voltato pagina sul virus e pensava già ad una nuova normalità. Lo scenario rischia di complicarsi non poco e comunque, anche nella versione più ottimistica, cioè che i vaccini mantengano l’efficacia, la minima conseguenza di questo regalo di Natale sarà un restringimento della mobilità in Europa ancora più prolungato e severo di quello attuato finora, almeno fino a quando i vaccini non abbiano raggiunto fette considerevoli di popolazione.

A questo problema si aggiunge anche, per la Gran Bretagna, il fallimento sempre più vicino delle trattative con la UE per il periodo transitorio della Brexit, con il tempo che sta veramente per scadere. A fine anno, se i parlamenti del Regno Unito e della UE non avranno ratificato un accordo, si materializzerà lo scenario “no deal”, cioè quello dell’uscita dura e senza accordi.

Spero di trasmettere correttamente il senso di precarietà e di smottamento della terra sotto i piedi, che oggi vivranno i mercati. La seduta odierna dovrebbe essere dominata dalla volatilità, soprattutto in Europa, dove i mercati sono più sensibili al Covid di quelli americani, ma penso che anche quelli USA dovranno in qualche modo scontare uno scenario di maggiore incertezza, con questa nuova emergenza che non lascerà indifferente la nuova amministrazione USA, quando si insedierà.

La mattinata sarà di sofferenza, poi, nel pomeriggio, vedremo quanto Wall Street riuscirà a mantenere l’aplomb rialzista che ha fatto vedere nei giorni passati. A fine seduta valuteremo le macerie rimaste sul terreno.

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