Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

ANCORA UNA VERIFICA PRIMA DEL LANCIO
02/12/2020 09:15

La giornata di ieri ci ha comunicato che in America quel poco di ribilanciamento concesso dall’euforia rialzista potrebbe essersi già concluso con il ridicolo assestamento di lunedì 30 novembre.

Uso il condizionale perché ieri ci sono stati forniti alcuni elementi per ritenere che il rally di fine anno possa essere iniziato e che un altro tsunami rialzista stia per cominciare il viaggio verso le spiagge azionarie. Ma resta ancora una verifica da fare, che lascia ancora aperta la porta ad un possibile colpo di coda ribassista prima che ciò avvenga.

Vediamo prima gli elementi che fanno pensare positivo. Ovviamente oggi mi limiterò unicamente ad analizzare i grafici, perché dall’economia reale non viene nulla di buono, mentre dal fronte della pandemia abbiamo segni di raggiungimento del picco in Europa, ma non ancora sufficienti evidenze che l’ondata virale che ha colpito l’Occidente sia in sicuro ripiegamento. Meno che mai in USA.

Il primo elemento grafico che sostiene l’ipotesi che sia partita l’onda rialzista che avrebbe obiettivi molto ambiziosi (tra il 10 e il 15% almeno di rialzo impulsivo entro i primi mesi del 2021) è il superamento da parte di SP500 dei suoi massimi storici segnati il 9 novembre, il giorno del primo vaccino, a 3.646. Ieri l’indice delle 500 blue chips USA ha aperto sui massimi e li ha superati subito, estendendo il record di trenta punti, per chiudere poi la seduta solo leggermente sotto i massimi, a 3.667 (+1,25%).

Ieri abbiamo poi anche avuto una nuova prova di forza dal Nasdaq100, che ha approfittato della voglia di regali tecnologici per sfondare finalmente il suo massimo storico, anche se di pochissimi punti. Con un massimo di seduta a 12.447 ha lasciato alle spalle il vecchio record assoluto di 12.439 realizzato l’ormai lontano 2 settembre scorso, esattamente 3 mesi fa. Fine della correzione anche per Nasdaq100, dunque.

Veniamo ora agli elementi di qualche ambiguità, che mi impongono di pretendere dal mercato USA una ulteriore prova di forza prima di smantellare le mie residue perplessità.

Il primo elemento è la mancata partecipazione alla festa della old economy. Dow Jones e Russell2000 delle small cap, pur avendo ieri registrato un rialzo,  lo hanno contenuto al di sotto del punto percentuale e soprattutto non sono riusciti a riportarsi a contatto con i loro precedenti massimi di novembre.

Un secondo aspetto è che, guardando al principale indice SP500, il Future fa vedere una storia un po’ diversa da quella dell’indice. Il motivo è il differente orario di contrattazione. Per l’indice va dalle 15,30 alle 22 (ora italiana), mentre per il future dalla mezzanotte alle 23. Il future ha perciò possibilità di contrattazione e di oscillazione assai più estese di quelle dell’indice. Pertanto, quando un evento rilevante per il mercato capita al di fuori della seduta diurna del sottostante indice, il future lo registra ed incorpora nei prezzi, mentre l’indice non può farlo.

Si dà il caso che il 9 novembre la notizia del vaccino sia stata rivelata alle 13 circa italiane, a mercati azionari USA ancora chiusi. Perciò il future arrivò a segnare un massimo a 3.668, assai più alto di quello che registrò poi l’indice SP500 oltre 2 ore e mezza dopo (3.646). Questo fatto ha comportato che ieri il future sia riuscito, nel momento di massimo entusiasmo,  a segnare 3.677, battendo di 9 punti il precedente massimo storico del 9.11, ma che poi, alla chiusura delle contrattazioni, abbia realizzato un valore inferiore (3.653).

Ciò significa che la rottura del massimo non è stata confermata dalla chiusura della barra giornaliera.

Poco male se dovesse riuscire a fare oggi quel che ieri ha lasciato a metà. Ma se non ci riuscisse, retrocedendo in modo significativo, verrebbe a crearsi una pericolosa divergenza.

Se poi la discesa odierna dovesse estendersi fino alla rottura del minimo di lunedì scorso (3.592 sul future), allora dovremmo classificare il movimento di ieri come la classica Bull Trap (trappola per il toro), che si realizza quando un segnale non viene confermato dalla chiusura di candela e immediatamente il mercato prende la direzione opposta. Ed allora molto probabilmente avremmo la correzione che ancora ci manca.

Per questi motivi dobbiamo pazientare ancora oggi. Credo che oggi il mercato ci saprà dire se ha teso una trappola agli impazienti toreri, oppure se il rally di fine anno, e magari anche di gennaio, è già pronto per il lancio. Verso l’infinito… ed oltre.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

UN AIUTO PER LA TUA OPERATIVITA'

I nostri SERVIZI INFORMATIVI ti aiutano a guadagnare in borsa con un metodo chiaro, semplice, efficace e, soprattutto, replicabile!
 

GOLD, Report Quotidiano sul Mercato Azionario, fornisce ogni giorno indicazioni di acquisto e vendita sul azioni italiane, sulle blue chips  europee e sui principali ETF-ETC quotati.   Prova 1 mese GRATIS!

GAP, Report settimanale per investire con ottica di medio periodo su Fondi ed ETF.  Prova 1 mese GRATIS!

In più avrai la possibilità di partecipare ai Webinar (almeno 2 al mese) riservati agli iscritti a GOLD e GAP.