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TANTI PRETESTI PER UNA FERMATA AI BOX
14/10/2020 09:00

Ieri il mercato azionario USA, che guida il resto del mondo, ha dato una prima parziale risposta alla domanda che ci siamo posti e per la quale attendevamo lumi dal comportamento dell’indice SP500 nella seduta di ieri e dei giorni seguenti di questa settimana: siamo pronti ad attaccare i massimi storici fin da subito, oppure è necessario proseguire la correzione ancora per qualche tempo, con un significativo ritorno di debolezza al di sotto dei minimi di settembre?

Ieri è arrivata dal mercato azionario una prima risposta, significativa, ma parziale: “Per ora non sono ancora pronto. Non ho più le forze per proseguire il rally, dopo il ceffone che ho preso sui massimi di lunedì a quota 3.550. Mi fermo ai box e poi ti faccio sapere.”

Infatti ieri l’indice principale delle 500 maggiori società americane ha proseguito il calo iniziato da 3.550 nell’ultima ora di lunedì. La seduta è stata tutta sott’acqua,anche se la scivolata non è stata drammatica, non avendo mai superato il punto percentuale di perdita, e si è conclusa a quota 3.512 (-0,63%). La classica seduta dominata dalle prese di beneficio degli operatori più nervosi, che debbono aver accusato il colpo della notizia dello stop al vaccino che era più avanti nelle sperimentazioni. La Johnson&Jonhson ha infatti comunicato la sospensione momentanea delle sperimentazioni di fase 3 del suo vaccino anti-Covid, dovuta ad effetti collaterali inspiegabili in un paziente osservato. Ovviamente non c’è alcun pericolo che venga buttato tutto, ma fino a quando non si capiranno i motivi dei sintomi imprevisti la sperimentazione subirà una pausa. Dato che tutte le altre sperimentazioni procedono non è il caso di allarmarsi più di tanto. Però è il caso di non avere troppa fretta. Si dà il caso però che i mercati stessero scommettendo proprio sul rilascio in tempi stretti delle autorizzazioni, per cui la doccia fredda ha comportato forse qualche presa di profitto.

Anche il tanto discusso ed atteso Recovery Plan americano da oltre 2.000 mld $, su cui poggiano le speranze i rialzisti, nonostante Trump abbia alzato la posta, non ha molta speranza di decollare. Anzi, pare che le due parti del tavolo, repubblicani e democratici, più che tentare di venirsi incontro, stiano lanciando proposte provocatorie per addossare all’avversario la responsabilità del fallimento.

Debbono aver contribuito alle vendite anche le notizie che i bookmaker vedono un recupero di popolarità dell’invincibile Trump, dopo il ritorno in grande stile sulla scena elettorale, seguito alla dichiarazione dei medici della Casa Bianca che il Presidente-candidato non sarebbe più contagioso.

I sondaggi continuano comunque a registrare un vantaggio di Biden superiore ai 10 punti, che sembra garantire ottime probabilità di en plein Camera + Senato + Presidenza. E’ anche vero però, che la popolarità dei sondaggisti, dopo il flop previsionale delle scorse elezioni, non è ai massimi storici.

Tutta questa serie di incertezze ha rabbuiato l’umore di Wall Street più di quanto potessero rasserenarlo le discrete trimestrali delle prime banche che hanno presentato i rendiconti del terzo trimestre. JPMorgan, Citigroup e BlackRock hanno battuto le attese degli analisti sui profitti attesi, pur presentando ricavi in calo. Anche la tanto attesa presentazione del nuovo Iphone 12 da parte di Apple non ha particolarmente entusiasmato ed il Nasdaq100, rimasto in positivo per gran parte della seduta, si è adagiato alla fine poco sotto la parità.

Le borse europee sono andate, come sempre, al traino di Wall Street, perdendo percentuali simili.

In Europa la paura del Covid-19 è una zavorra troppo pesante e mantiene una costante tendenza di Eurostoxx50 a sottoperformare quel che fa SP500. In Europa si sale di meno e si scende di più.

Al contrario i bond dei paesi più indebitati. Più peggiora la situazione sanitaria, più il mercato sente aria di interventi BCE di sostegno. Per cui i BTP italiani ed i Bonos spagnoli sono ormai richiesti quasi come i Bund tedeschi. Lo spread BTP-Bund è sceso a 120 punti e ieri l’asta dei Buoni triennali italiani ha segnato un rendimento negativo a -0,14%. Non resta che ammettere che il Covid fa bene allo spread.  

Se il mercato azionario ci ha detto ieri di aver esaurito la benzina rialzista e per questo di essersi fermato ai box, non ci ha però ancora detto se il motore della speculazione ha subito seri danni oppure se una semplice pausa per un rifornimento di aspettative basterà a riprendere la fiducia rialzista ed arrivare ai massimi.

I grafici ci dicono che questo arretramento potrebbe puntare al supporto di area 3.460, che dovrebbe essere testato questa settimana. Se terrà il mercato ci invierà la conferma della seconda ipotesi e dovremmo vedere l’attacco ai massimi storici di SP500 ancora prima delle elezioni americane. Se invece verrà sfondato, significa che il motore dell’ottimismo è in panne. L’onda C ribassista sarà partita e la correzione si protrarrà per qualche altra settimana e dovrebbe puntare all’obiettivo di sfondare i minimi del 24 settembre di 3.209.

Quando emergerà l’intenzione del mercato arriveranno anche le notizie che la giustificheranno.

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