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IL CAPITOMBOLO DELLE REGINE
09/09/2020 09:00

La seduta di ieri ci ha dato alcune importanti risposte alle ipotesi sulla natura ed i possibili sviluppi della correzione in atto.

Innanzitutto ci ha confermato ancora una volta che, se è assodato che le borse europee si adeguano a quel che indica Wall Street, non è assolutamente vero il contrario. Alla ripresa delle negoziazioni in USA, dopo un giorno di festa contrassegnato da un corposo rimbalzo dell’azionario europeo, quelli che si attendevano che Wall Street avrebbe seguito il buonumore europeo e sarebbe anch’essa rimbalzata, sono rimasti profondamente delusi. Non solo l’indice SP500 ieri ha interrotto il rimbalzo che aveva abbozzato nella seconda parte della seduta di venerdì scorso e che aveva illuso lunedì le borse d’Europa, ma è ulteriormente scivolato fino a rompere anche il minimo di venerdì (3.350), per fermarsi a 3.332, praticamente sui minimi di giornata. Con il -2,78% realizzato ieri il numero delle sedute consecutive ribassiste sale così a 3. Una serie negativa che non vedevamo da circa 3 mesi. In 3 sedute l’indice principale dell’azionario USA ha lasciato sul terreno oltre 7 punti percentuali ed ha bruciato un mese di rialzo, tornando ai valori del 5 agosto.

Con questi chiari di luna le borse europee hanno dovuto piegare la testa, restituire molto di quel che avevano accumulato durante il ponte di Wall Street, e rimettere il guinzaglio americano.  

A spingere le vendite sono stati due fattori. Il crollo del petrolio, che ieri ha lasciato sul terreno ben 3 dollari, cioè il -7%, e portato la discesa dai massimi di 43 dollari di fine agosto fino a lambire quota 36. Ma anche il nuovo crollo delle regine del Nasdaq, che dopo i fasti estivi culminati con i record storici di inizio settembre, stanno ora subendo una dura punizione. Ieri il Nasdaq100 ha perso un altro -4,77% ed ha così superato il -11% di calo dal massimo del 2 settembre. A guidare la lista dei peggiori questa volta è Tesla (-21% ieri, nel giorno in cui è stato deciso di non ammetterla nell’indice SP500), diventata ormai un vero e proprio giocattolo d’azzardo, meglio delle macchinette del videopoker. Dal 12 agosto scorso è passata da 273 $ fino ai 502 $ del 1 settembre e da lì è precipitata ai 330 $ di ieri.

Chi aveva mantenuto un po’ di buon senso anche in agosto, quando le regine del Nasdaq, spinte dal gioco d’azzardo dei Robinhooder, toccavano vette sempre più alte ed aumentavano il loro peso sugli indici fino al 35% nel Nasdaq100 e a circa il 25% in SP500, temeva che, al risveglio dopo la sbornia, la correzione delle FAMAG avrebbe fatto molto male agli indici di Wall Street. E sui social veniva deriso.

Ora, mentre i Robinhooders si leccano le numerose ferite, possiamo forse renderci conto che non è passato di moda il vecchio detto che chi bazzica i mercati da decenni ben conosce: quanto più la Borsa dà, tanto più la Borsa prende.

Delle tre ipotesi previsionali che ho presentato ieri ha così prevalso la terza, la più pessimista, cioè quella che SP500 non avesse la forza neanche di attaccare quota 3.455 e ripiegasse nuovamente verso il basso. Perciò abbiamo avuto la conferma di essere ancora nell’onda impulsiva A, che ha superato al ribasso i minimi di venerdì e che rinvia il rimbalzo di onda B a momenti migliori.

Quando potremo decretare concluso l’impulso ribassista di onda A? Secondo me quando verrà superato il massimo di ieri, perciò oltre quota 3.380. Il rimbalzo oltre tali livelli assumerebbe la classificazione di onda correttiva B, con possibile risalita verso un’area compresa tra 3.430 e 3.490 che dovrebbe fermarlo. A quel punto dovrebbe poi partire l’onda ribassista C, che concluderà il movimento correttivo primario, raggiungendo probabilmente valori di 3.200 o anche meno.

Ovviamente se l’impulso ribassista di onda A continuasse anche oggi, dovremmo adeguare i conteggi. Comunque, fino a quando l’indice rimane sotto 3.380 l’onda A ribassista rimane viva e la possibilità di scendere ancora fin da subito e magari raggiungere quota 3.200 più prima che poi resta molto probabile.  

Perciò è bene affrontare questa correzione con cautela.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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