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POWELL NON VUOLE DISTURBARE
30/07/2020 09:15

Ho scritto ieri mattina che il destino immediato dell’indice azionario principale sarebbe dipeso dalle parole pronunciate in serata da Powell, nella Conferenza Stampa che illustra il comunicato e le eventuali decisioni di politica monetaria del FOMC.

L’indice SP500 si è preparato all’evento con un’apertura tranquilla ed una continua progressione rialzista, confidando nella consueta magnanimità del vecchio zio, quasi sempre attento ad accompagnare la speculazione rialzista con tutto il carburante monetario necessario. A volte anche più del necessario, come ha ammesso lui stesso ieri sera, quando ha dichiarato, candidamente, che le necessità finanziarie degli operatori economici USA per ora sono state inferiori a quanto la FED ha messo a disposizione.

Al “momento FED” delle ore 20 l’indice saliva di +0,9%, segno che l’attesa era per parole dolci.

L’uscita del comunicato ufficiale non ha mosso le acque poiché non ha rivelato alcuna novità, oltre all’estensione fino a fine marzo 2021 della linea di finanziamento in dollari a disposizione delle banche centrali straniere che ne avessero bisogno.

Alle 20,30 Powell non ha voluto disturbare il sogno dei mercati ed ha dato un colpo al cerchio del pessimismo sul presente (per giustificare il bazooka monetario) ed uno alla botte dell’ottimismo sul futuro.

Sul presente ha avvisato che oggi (alle 14,30, per chi vuole partecipare all’appuntamento) sarebbe arrivato un brutto dato di stima del PIL USA del secondo trimestre. Possiamo essere certi che sarà brutto, poiché lui quel dato lo ha già visto. Alla FED i dati macroeconomici ufficiali vengono comunicati con un giorno di anticipo rispetto ai comuni mortali. Inoltre ha ammesso qualche preoccupazione per il contagio e si è addirittura messo a fare pubblicità all’uso delle mascherine, poiché,  se non si sconfigge presto il virus, si potrebbe complicare il recupero dell’economia. Questa è la parte vuota del bicchiere che ci ha mostrato. Ma subito ha fatto notare la parte piena, che ovviamente riguarda il futuro. Grazie al buon lavoro della FED l’economia USA appare “sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi massimi di occupazione e stabilità dei prezzi”. Se qualche lettore ha pensato che ci vuole una bella faccia tosta per comunicare l’arrivo di un dato devastante sul PIL e subito dopo aggiungere che l’economia USA è sulla buona strada per la piena occupazione, ebbene, sappia che lo penso anche io.

Ma Powell ha aggiunto anche la solita rassicurazione, quella che più conta per i mercati. Cioè che la FED manterrà ferma la rotta almeno fino a quando la crisi del virus non sarà del tutto superata. E questo significa tassi a zero senza scadenza temporale ed acquisti di titoli almeno al ritmo attuale, o anche di più, se sarà necessario. Una diga per impedire scivolate troppo evidenti da parte dei mercati.

E’ apparsa perciò molto chiaramente la necessità di non deludere e l’intenzione di confermare la disponibilità totale a fornire tutta la droga necessaria alla forte tossicodipendenza monetaria dei mercati, appena questi vadano in crisi di astinenza.

Powell ha così dato il via libera a chiudere la seduta sui massimi a 3.258 punti (+1,24%) per SP500. Stesso risultato, curiosamente, per il Nasdaq100.

Diversamente da Wall Street, l’Europa azionaria vive invece un momento di chiara debolezza. Ieri Eurostoxx50 ha passato la terza seduta consecutiva senza direzione, né volatilità, a cavallo di 3.300 punti e non ha minimamente approfittato della buona verve degli indici americani e di quelli cinesi.

Nemmeno il Ftse-Mib, che ha chiuso ancora una volta col segno negativo, seppure di poco.

Ma pareggiare quando l’America sale significa essere deboli e rischiare la possibilità di un calo profondo, quando gli USA smetteranno di salire.

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