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PRIMI SEGNALI DI INVERSIONE DI BREVE TERMINE
27/07/2020 09:15

La settimana che ha seguito il “Vertice storico” sul Recovery Fund ha lasciato l’amaro in bocca a tutti quelli che si aspettavano chissà quali esplosioni di giubilo da parte dei mercati.

La festa è stata allestita il lunedì, quando l’accordo era ancora lontano, ed il martedì mattina, quando è arrivata la fumata bianca. Qui l’indice europeo Eurostoxx50 è riuscito a scavalcare i massimi di giugno ed il lato superiore del triangolo rettangolo disegnato nelle 7 precedenti settimane. Sembrava così avviarsi con spavalderia verso i massimi dell’anno.

Ma ancora una volta i mercati ci hanno mostrato la validità del detto “Buy the Rumors, Sell the News”, che si manifesta abbastanza spesso, quando si materializzano le aspettative che i mercati hanno scontato in anticipo. La parte restante della settimana è stata perciò vissuta al ribasso dai mercati azionari europei, al punto che Eurostoxx50 non si è limitato a rientrare nel triangolo ed a tornare al di sotto della media mobile a 200 sedute, negando così il segnale di forza fornito nella prima parte della settimana. L’Analisi Grafica sostiene che spesso la negazione di un segnale si trasforma in un segnale contrario. Detto fatto, Eurostoxx50 venerdì, con una pessima giornata tutta in calo (-1,80%), è andato anche a sfondare al ribasso la trendline che unisce i minimi ascendenti di giugno e luglio e costituisce il lato inferiore del triangolo. Dopo la negazione del precedente segnale rialzista, ha subito scodellato un segnale ribassista. Anche il grafico weekly fornisce una pessima candela settimanale di esaurimento, che manda in soffitta i sogni di gloria e costringe l’indice europeo a lottare per non retrocedere nuovamente sui minimi di giugno.

Ma anche altri mercati hanno inviato indicazioni di esaurimento della spinta.

Le più forti sono state fornite dagli indici cinesi. Shanghai, dopo il mese di euforia vissuto dal 12 giugno al 13 luglio, con un rialzo del 20%, e il forte storno successivo, la scorsa settimana era chiamata alla prova del 9, per dimostrare di riuscire in fretta a ripristinare l’euforia. Ma il tentativo è andato bene solo nella prima parte della settimana, per poi naufragare proprio venerdì, con una giornata da quasi -4% che ha azzerato il recupero e riportato l’indice sui supporti di area 3.180, su cui anche oggi stanno lottando compratori e venditori. Ovviamente uno sfondamento di questi livelli richiederebbe un’ulteriore purga ribassista.

Il motivo pare essere stato soprattutto l’escalation di ostilità tra USA e Cina, con la reciproca chiusura di un consolato per motivi di spionaggio. Gli USA stanno alzando il tiro della polemica diplomatica perché Trump è in enorme difficoltà elettorale ed ha necessità di trovare qualche nemico per aizzare il popolo sempre più ridotto dei suoi fan. Ma questo nemico deve essere più debole del coronavirus, che gli è già costato un dissanguamento di consensi rilevante. Un sondaggio fresco fresco dell’Associated Press ci ha rivelato che solo il 32% degli americani approva la condotta di Trump contro il Coronavirus. Urge diversivo, e lo si cerca nella guerra commerciale-diplomatica con Pechino. Ma se i mercati hanno dimostrato negli ultimi mesi di non temere più i contagi del virus, perché l’antivirus monetario della FED è sufficiente, secondo loro, a neutralizzarlo, temono invece assai più le conseguenze dello scontro con i cinesi, in grado di sottrarre altro PIL dopo il calo  provocato dal lockdown e che questa settimana troverà il primo dato di misura ufficiale del secondo trimestre. Avremo infatti la pubblicazione della prima stima (advanced), che dovrebbe rivelare un calo mostruoso del PIL USA (addirittura -34% annualizzato, secondo il consenso degli analisti).

Se il brutto secondo trimestre veniva tollerato dalle aspettative degli operatori, poiché doveva essere seguito da un 3° trimestre di grande e veloce recupero, comincia ad affiorare sui mercati qualche dubbio in seguito alla persistente violenza del virus in USA, che diminuisce il numero dei contagi soltanto nei week-end, per l’ovvio motivo che di festa si fanno meno tamponi. Si moltiplicano così i provvedimenti restrittivi da parte di numerosi stati e questo parziale lockdown potrebbe forse arrestare, ma sicuramente almeno rallentare significativamente il recupero del terzo trimestre, che ora è in pieno svolgimento.

Perciò anche Wall Street, che mantiene comunque un’intonazione molto più forte degli altri mercati, la scorsa settimana ha scricchiolato un po’.       

Dopo la parte iniziale in cui SP500 ha sfondato il precedente massimo di giugno di 3.233, spingendosi mercoledì fino a 3.279, nelle ultime due sedute hanno prevalso di nuovo le vendite, che hanno spinto l’indice nuovamente al di sotto della precedente resistenza. Venerdì poi sembrava persino che il mercato USA volesse imitare la debolezza europea, sfondando la trendline rialzista che sostiene il movimento di recupero ed unisce i minimi ascendenti del 23 marzo, 29 giugno e 14 luglio. Acquisti in extremis hanno riportato l’indice a contatto , ma oggi occorrerà una prova di forza per evitare il segnale ribassista.

La settimana che inizia oggi ha il compito di fare un po’ di chiarezza. Forse aiuteranno i molti dati che affluiranno al giudizio degli operatori.

Oltre al PIL del 2° trimestre che arriverà il 30 luglio, ma che il mercato già ha dimostrato di non considerare come indicato realistico, la settimana vedrà l’arrivo di  un numero molto consistente di trimestrali, in grado di segnare profondamente il risultato dei profitti medi della “corporate America”.

Tra esse avremo le principali mega-cap del Nasdaq100. Sarà anche molto interessante capire, e forse sarà questo a rimodulare le aspettative dei mercati,  quale sia la visione dei manager per il trimestre in corso e per quello successivo, dato che nel giro precedente le loro attese sul futuro sono state spesso generiche o taciute.

Avremo anche la FED, che sicuramente non farà mancare la benevolenza della vecchia zia per l’esuberanza dei mercati e per la campagna elettorale di Trump.

Ma la sensazione è che il recupero sia alla frutta ed agosto possa portaci quella correzione un po’ più significativa che giugno e luglio non sono stati in grado di portare a termine.

 

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