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IL SOGNO D'AZZARDO
13/07/2020 09:15

La scorsa settimana i mercati azionari hanno vagato in uno spazio ristretto, poco al di sotto dei massimi del 8 giugno, cercando invano le forze per mettere fine alla correzione laterale che ha superato il mese di durata, ma senza perdere la fiducia che il ritorno ai massimi storici è questione di tempo. Infatti la settimana si è conclusa sulla forza. Il guizzo di venerdì è riuscito a fugare i timori di una rottura ribassista della congestione che li ha costretti per l’intera settimana e li ha riportati sul bordo superiore della gabbia, ed oggi proveranno lo sfondamento degli argini e cercheranno di coprire in fretta quel tratto di strada che ancora manca ai massimi dell’8 giugno e per poter riprendere il cammino rialzista interrotto da oltre un mese.

Forse molti non comprendono quale strano ragionamento stiano facendo i mercati per rimanere così testardamente convinti che andrà tutto bene, nonostante il virus nel mondo stia segnando quotidianamente nuovi record di contagi, sia a livello globale che nei paesi più colpiti, che oltretutto sono estremamente popolosi. Nel bollettino di guerra che ogni giorno viene diramato dalle autorità sanitarie mondiali c’è un solo vincitore ed è quello che porta la corona, si diffonde in modo più aggressivo che mai e semina morti tra la popolazione più anziana o già colpita da altre patologie.

Costringe le autorità a non abbassare la guardia per proteggere la salute pubblica, ma ha un potente alleato nella impossibilità di chiudere troppo l’economia per evitare che a far morire la gente sia la povertà e la fame di chi perde il lavoro, specialmente nelle aree meno sviluppate.

La brutalità del virus lacera la convivenza civile. Costringe i governanti a scegliere tra la salute pubblica e l’economia. Divide la popolazione tra chi teme per la sua salute (prevalentemente gli anziani, che hanno il reddito garantito delle loro pensioni e la vita minacciata dal virus) e chi teme per il suo bilancio ed il suo futuro economico (prevalentemente i giovani, che escono quasi sempre indenni da questa malattia, mentre il blocco dell’economia sottrae loro la possibilità di lavoro e li spinge verso la povertà e la precarietà). Si vedono sempre di più proteste contro le restrizioni e prendono piede le teorie sulla necessità di “convivere” col virus. Facile per i giovani, letale per gli anziani.

Il mondo pare piegato da un nuovo tipo di selezione naturale, che mette in discussione certezze che parevano acquisite (il diritto alla vita ed alla salute, prima di ogni altra cosa) ed impone nuove forme di divisione sociale, tra chi lotta per difendere la propria vita e chi lotta per difendere il proprio lavoro e tenore di vita.

Perché, allora, i mercati non scendono? Probabilmente perché la realtà dell’oggi ed il pessimismo sui possibili guai futuri sono ampiamente neutralizzati dal “sogno d’azzardo” che i mercati stanno vivendo.

Questa sorta di neologismo mi sembra ben descrivere quel che i mercati stanno facendo in questa fase. Puntano tutto sul sogno che andrà tutto bene ed il virus si adatterà a convivere senza uccidere troppo, oppure verrà debellato dal vaccino, che a tappe forzate e con parecchi azzardi metodologici per accelerare i test, molte imprese farmaceutiche stanno tentando di produrre, lautamente finanziate da cordate di stati in cambio della discutibile “esclusiva” o “precedenza” di utilizzo per primi.

I mercati puntano sul fatto che, nel frattempo, costi quel che costi in termini di vite umane e disastri sanitari, nessun governo si azzarderà a ripetere il lockdown generalizzato che l’Europa ha conosciuto in marzo ed aprile.

Puntano su resoconti aziendali del secondo trimestre, che da questa settimana cominceranno ad affluire sui monitor, decisamente migliori di quanto si attendano gli analisti, che li vedono ora in calo del -44% (dati Factset) rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Se le previsioni non venissero battute alla grande non sarebbe minimamente giustificabile il rally che da fine marzo i mercati hanno sviluppato, mentre gli analisti continuavano a rivedere al ribasso le loro stime (al 31 marzo la previsione per il 2° trimestre era solo -13%).  

Ma, soprattutto, i sognatori d’azzardo puntano sul fatto che prosegua il sostegno fiscale degli stati, a colpi di bonus, incentivi, garanzie e salvataggi, e quello delle banche centrali, a colpi di bazooka monetari da parecchi trilioni di dollari di acquisti di ogni sorta di strumenti finanziari, pur di mantenere in piedi i mercati ed azzerare i rendimenti. Una rete di protezione stesa con grande rapidità e dispiegamento di risorse. Risorse delle generazioni future, non dimentichiamolo mai!

Il mercato è certo che le ondate di contagi del coronavirus non la scalfiranno, anzi convinceranno a rafforzarla ulteriormente, per la gioia delle quotazioni che vengono gonfiate dalla droga debitoria e monetaria.

L’esempio viene anche oggi dagli indici cinesi che, dopo la breve pausa di venerdì, per rifiatare al termine di una settimana che ha segnato comunque +7,3% per Shanghai e +10% per Shenzhen, oggi hanno ripreso la marcia trionfale con +1,7% di Shanghai e +3,4% di Shenzhen. Hanno così trasinato al rialzo l’intera Asia e favorito l’apertura positiva delle borse europee. Poi anche Wall Street, nel pomeriggio, intonerà il contrappunto rialzista

E’ un sogno quello a cui stiamo assistendo? Sì.

E’ un azzardo il volo rialzista dei mercati? Si.

E’ un sogno d’azzardo.

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