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PAUSA DI RIFLESSIONE PRIMA DI UN FORTE MOVIMENTO
27/04/2020 09:15

La scorsa settimana ci ha portato la lateralizzazione del movimento dei mercati azionari, dopo le due forti scosse arrivate insieme al Corona-virus: la prima, di violentissimo ribasso, dal 19 febbraio al 23 marzo; la seconda, di recupero di oltre il 50% di quanto perso, a partire dal 23 marzo e fino ai massimi di venerdì 17 aprile.

E’ difficile dire se questa pausa sia un segno di accumulazione, che consolidi quanto ottenuto, per poi ripartire con un nuovo impulso rialzista verso i valori che gli indici segnavano prima che il virus atterrasse in Occidente, oppure se indichi una perdita di convinzione da parte degli investitori e preceda la discesa delle valutazioni di mercato a livelli meno aderenti alle aspettative e più alla realtà del ciclo economico, che questa e le prossime settimane ci confermeranno molto pesante.

L’unica evidenza è che da qualche giorno pare tornato un certo equilibrio tra compratori e venditori e lo si constata, oltre che dal movimento laterale, anche dalla diminuzione dei volumi di scambio, che in Aprile sono enormemente inferiori a quelli che si vedevano a marzo, e dalla minor volatilità, misurata a posteriori dalla Deviazione Standard a 20 sedute, che è tornata sui valori pre-virus, visti nella prima metà di febbraio. Ma anche la volatilità attesa, che viene misurata dall’indice Vix, ha esteso il suo calo e venerdì scorso è atterrata sotto i 36 punti. E’ ancora un valore alto, ma è meno della metà degli 85 punti visti il 18 marzo, al culmine del crollo dei mercati.

Questa settimana si presenta come molto importante per risolvere l’enigma, poiché al mercato verranno offerti argomenti di riflessione su alcuni elementi in grado di stimolare la sensibilità degli investitori. Il primo è la grandinata di trimestrali che sono attese. In settimana circa 200 delle società di SP500 presenterà i conti del primo trimestre. Le trimestrali finora giunte hanno sostanzialmente confermato sia il calo degli utili del primo trimestre, che una generale tendenza al pessimismo dei manager per il trimestre in corso. Ma il grosso delle principali società tecnologiche comunicherà i risultati e le prospettive solo questa settimana. I big della tecnologia, i cosiddetti FAAMG (Facebook, Apple, Amazon, Microsoft e Google) sono stati i trascinatori del rally di recupero degli indici. Il Nasdaq100 che li ospita è in positivo nella performance da inizio anno. Amazon ha addirittura cancellato l’orso e segnato pochi giorni fa il suo massimo storico.

Se le loro trimestrali batteranno le aspettative degli analisti potranno stuzzicare ulteriormente le fantasie degli investitori e, dato il loro peso considerevole nell’indice SP500 (oltre il 20%), potranno imprimere una nuova accelerazione in grado di riportare SP500 in area 2.940, dove passa il 61,8% di Fibonacci del ritracciamento del movimento ribassista dai massimi assoluti ai minimi del 23 marzo. O magari a testare dal basso la media mobile a 200 sedute, che passa oggi da 3.007 punti.

Se invece le trimestrali saranno meno pimpanti di quanto atteso, e soprattutto se i tecno-manager saranno pessimisti sul secondo trimestre, il mercato sarebbe costretto a tornare sui suoi passi, prendendo atto che le valutazioni attuali sono troppo generose.

I prossimi giorni consentiranno anche di verificare le prove di Fase 2 che i vari paesi stanno cominciando ad attuare. Spagna, Germania e Italia saranno le cavie per verificare se in Occidente riaprire la mobilità e l’economia più rapidamente di quanto abbia fatto la Cina riuscirà ad evitare ondate di ritorno dei contagi.

Relativamente all’Europa bisognerà verificare se le misure di sostegno all’economia, approvate giovedì in linea di principio dai Leader del Consiglio Europeo, riusciranno a trovare nei fatti una rapida definizione dei dettagli, dove, si sa, abita il diavolo.

Venerdì il mercato non ha accolto con entusiasmo l’esito del Consiglio Europeo (Eurostoxx50 ha chiuso la seduta con -1,52% e la settimana con -2,74%), poiché quell’urgenza che Conte è riuscito a far mettere nella dichiarazione finale e che sta sbandierando come una vittoria italiana, in realtà copre profonde divergenze sui dettagli chiave, che potrebbe essere non facile e non rapido dirimere.

Non si può pensare che le imprese europee, specialmente quelle dei paesi più colpiti, siano in grado di attendere fino a fine anno i salvataggi europei.

In USA Trump magari pensa che per sconfiggere il virus bisogna fare le iniezioni di candeggina, ma, quando decide che bisogna aiutare le imprese, dopo 3 giorni i soldi sono sul conto dei destinatari.

Come da noi. O no?

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