Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

GIORNI DI BATTAGLIE
23/04/2020 09:15

La permanenza del prezzo del petrolio a livelli prossimi a zero è durata due sedute. Ieri si sono risvegliati i compratori che confidano nelle 4 settimane che separano dalla prossima scadenza del contratto future, quando potranno emergere nuovamente i problemi di stoccaggio che hanno portato in negativo il prezzo lunedì scorso, e sperano che nel frattempo i grandi produttori mondiali (OPEC, Russia e USA) intervengano con tagli alla produzione in aggiunta a quella di quasi 10 milioni di barili al giorno, decisa all’inizio di aprile e che entrerà in vigore ai primi di maggio. Intanto hanno apprezzato la decisione di Trump,  fedele alla regola che i regali non si rifiutano mai, di portare al massimo le riserve strategiche americane approfittando dei prezzi quasi a zero.

Sta di fatto che la frana dei prezzi si è arrestata ed è iniziato anche un po’ di rimbalzo tecnico, che ha portato le quotazioni del contratto giugno a superare anche i 16 $, per chiudere a 13,78, che rispetto ai 10 $ della chiusura della seduta precedente, è pur sempre un +37,8%. Buttalo via…

E’ ovvio che tale è stata la profondità del calo che i danni strutturali ci metteranno tempo ad essere rimarginati e necessiteranno l’aumento della domanda, che ora sta viaggiando intorno ai 70 milioni di barili al giorno, contro una produzione di quasi 100.

Ma perché questo succeda ci vorrà una riapertura delle imprese ed il ritorno ad una maggiore mobilità nel mondo. E questo non sarà immediato, ma molto graduale, per non rischiare ondate virali di ritorno. Pertanto occorre cautela e non scambiare un rimbalzo tecnico, come è l’attuale, con la soluzione dei problemi, che non è ancora vicina.

I mercati azionari occidentali sono stati comunque rinfrancati dalla tenuta del petrolio ed hanno recuperato una parte più o meno grande delle perdite subite nella seduta di martedì.

Il miglior recupero l’ha fatto SP500 (+2,29%), non tanto in termini assoluti, quanto in termini relativi, poiché è riuscito a annullare gran parte della perdita di 3 punti subita la seduta precedente, ma soprattutto ha ottemperato alla necessità, che avevo indicato nel commento di ieri, di recuperare tutta la candela ribassista del giorno precedente e di riportarsi in area 2.800, per tornare sopra la trendline rialzista sfondata martedì. La missione è compiuta, con la chiusura a 2.799, sopra la trendline.

E’ salita anche l’Europa, anche se ad un passo un po’ più lento dell’indice USA. Il recupero di Eurostoxx50 (+1,56%) è meno appariscente, e soprattutto la risalita non ha colmato neppure la metà del tratto di strada fatto al ribasso la seduta precedente. Si conferma ancora una volta il minor smalto dell’azionario europeo che, rispetto a quello americano, tende a salire di meno nelle giornate positive e scendere di più in quelle negative.

Entrambi gli indici sono comunque ancora all’interno di una fascia di congestione laterale che su SP500 dura dal 9 aprile e vede come bordo superiore il massimo del recupero finora effettuato (2.879), mentre il bordo inferiore è rappresentato da 2.720, testato il 13 aprile e riavvicinato martedì scorso. Analogamente, su Eurostoxx50 la congestione dura dal 7 aprile e vede come barriere al rialzo i 2.950 punti e come difesa dal ribasso 2.790, testato con lo scivolone di martedì. Dato che ieri Eurostoxx50 ha chiuso a 2.834, si nota che l’indice europeo è molto più vicino al bordo inferiore che a quello superiore, a differenza di SP500 che è circa a metà del suo range. Non resta che aspettare l’esito del braccio di ferro tra rialzisti e ribassisti, che imprimerà un nuovo impulso direzionale agli indici.

Quella tra rialzisti e ribassisti non è l’unica battaglia che si svolgerà oggi. Molto attesa, in Italia e Spagna più che altrove, è la riunione in videoconferenza del Consiglio Europeo, cioè il vertice del 27 capi di Stato e di Governo della UE, che dovrà dire l’ultima parola sui provvedimenti da mettere in campo per combattere il virus e rilanciare l’economia europea.

Il parto è molto difficile, tanto che l’esito più probabile è un rinvio ulteriore delle decisioni finali.

Sul campo di battaglia europeo ci sono 4 patate bollenti, di cui due sono però gradite a tutti: 100 miliardi di prestiti BEI alle imprese europee e 100 miliardi messi dalla Commissione Europea col fondo SURE, che istituirà la cassa integrazione europea e sarà finanziato con Bond emessi direttamente dalla Commissione.

Le altre due sono indigeste e su queste si incroceranno le spade dialettiche dei premier europei.

Una è da 240 miliardi messi a disposizione dal MES, a cui gli stati potrebbero attingere fino al limite del 2% del proprio PIL con una variazione alle procedure normali, che prevedrebbero la imposizione a chi attinge  di precise condizioni di riforme da attuare e verifiche ad opera della troika. In questo caso non ci sarebbero condizioni da rispettare oltre a quella di spenderli per spese sanitarie o collegate alla lotta al virus. Su questo strumento c’è una specie di ostilità italiana, che preferisce gli eurobond. Tuttavia gli eurobond non hanno alcuna possibilità di essere approvati per l’aperta opposizione di Olanda, Danimarca, Finlandia ed Austria e Germania.

Subodorata la sconfitta Conte ha già modificato la posizione italiana, affermando che se le nuove regole sull’assenza di condizioni saranno messe per iscritto, allora ingoierà questa patata, pur confermando che l’Italia non ha intenzione di attingere. Quindi l’Italia accetta di pagare la sua quota nel MES e si rifiuta di usarne i soldi. A prima vista, e non solo, non appare una scelta molto arguta.

Speriamo che cambi idea e riesca a convincere il M5S che è ostile al MES, a prescindere, come Lega e Fratelli d’Italia, del resto. Ma non Berlusconi, che, come Trump, non rifiuta mai i regali.

La quarta patata bollente è la più grossa e lunga da digerire: si tratta della proposta francese, accettata dall’Eurogruppo, ma da riempire di contenuto, per la creazione di un grande European Recovery Fund, da usare per la ripresa dell’economia europea dalla recessione portata dal Corona-virus.

La cifra è da definire. Si va dai 1.000 ai 1.500 miliardi. Ma da definire c’è anche come verranno erogati. La Spagna propone finanziamenti a fondo perduto, ma molti preferiscono linee di credito, che però hanno il problema che dovranno essere restituite e graveranno sullo spread dei paesi più in difficoltà. L’altro problema è come verranno reperite le risorse. La proposta della Commissione UE è quella di basarsi sul bilancio UE con 100 miliardi da istituire dal 2021 al 2027 e con questi garantire l’emissione di un bond che potrebbe raccogliere 1.000 miliardi.

La Spagna propone un bond irredimibile (quindi perpetuo, che paga solo interessi) da 1.500 miliardi, garantito dal bilancio europeo, mentre gli interessi sarebbero pagati con imposte varie e gli utili della BCE. La Francia propone l’emissione congiunta di un prestito che non condivida il debito preesistente o attuale, e che abbia una durata limitata a 5 anni. Ma sulle emissioni congiunte i rigoristi scuotono la testa.

L’Italia è un po’ spiazzata dal fatto che gli eurobond non se li fila nessuno e tiene le carte coperte. E’ trapelata l’intenzione di fare una “proposta riservata” non meglio specificata, per creare una struttura-ponte in attesa che il Recovery Fund prenda il via. Anche perché si capisce già che i tempi non saranno brevi. E l’urgenza invece è tanta, come la confusione.

Speriamo stasera di avere le idee più chiare.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

VUOI FARE TRADING CON SODDISFAZIONE?

IMPARA IL TRADING DA CASA - ESTATE:  9 Video per imparare a fare bene il trading online.

Il primo webinar è gratis. Gli altri sono disponibili fin da subito e fino a fine settembre in edizione registrata.

Inoltre sarai iscritto al prossimo ciclo in diretta che partirà a settembre.

                                           SCOPRILI QUI