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UN ATTIMO DI PAUSA, PLEASE
13/02/2020 08:45

I mercati ieri hanno proseguito il rialzo, mostrando molta tranquillità, convinti che, se vengono a mancare le forniture dalla Cina di componenti per molte imprese, non mancheranno certo le forniture di liquidità da parte delle banche centrali per sostenere il rialzo delle borse che la campagna elettorale di Trump necessita.

Questa sintesi potrebbe tranquillamente esaurire il commento odierno.

Qualche particolare in più ci dice che anche ieri i mercati azionari USA hanno alzato un po’ l’asticella del massimo storico (ora a quota 3.381 per SP500 e a 9615 per Nasdaq100), l’indice cinese di Shanghai ha continuato ancora il recupero dal tonfo del 3 febbraio ed ha realizzato la settima seduta positiva consecutiva, in Europa l’indice delle blue chip dell’Eurozona Eurostoxx50 è arrivato fino a quota 3.854 ed ha superato il massimo del 2015, riprendendo così, dopo quasi 5 anni, la strada interrotta nell’aprile 2015 verso il ritorno ai massimi storici realizzati nel lontano 20 giugno 2007, prima del devastante calo dovuto alla crisi finanziaria. Il nostro Ftse-Mib, dopo il segnale rialzista fornito nei giorni scorsi ha proseguito il suo rialzo arrivando a 24.901.

A mantenere il sorriso ritrovato sulla bocca degli operatori sono state notizie di rallentamento delle infezioni da corona-virus, che hanno immediatamente fatto fantasticare gli ottimisti su una imminente fine dell’emergenza, assai più rapida delle previsioni.

Peccato però che questa mattina il governo cinese abbia offerto una significativa doccia fredda all’opinione pubblica mondiale, comunicando numeri relativi a ieri che recuperano con gli interessi il rallentamento comunicato il giorno prima. Applicando nuovi criteri di conteggio, un po’ più realisti, sono stati dichiarati 242 morti e quasi 15.000 nuovi contagi nella giornata di ieri solo nella provincia di Hubei, epicentro dell’epidemia. Sono numeri mai visti prima, anche se la colpa è soprattutto dell’effetto scalino dovuto al cambio dei criteri di conteggio.

La sorpresa negativa ha un po’ spiazzato i mercati asiatici, che ieri si erano illusi che si fosse vicini al picco. Niente di drammatico, ma tutte le borse dell’area oggi correggono un po’ i rialzi dei giorni scorsi e forniscono anche alle borse europee il pretesto per qualche presa di beneficio dopo la lunga corsa, che oggi si dovrebbe osservare almeno nella parte iniziale della seduta.

Poi sarà Wall Street, come al solito, a decidere se sia il caso di darsi una calmata all’entusiasmo oppure, ancora una volta, di festeggiare al ritmo del consueto ritornello: quel che il virus toglie al PIL, le banche centrali regalano ai mercati.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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