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BUY THE DIP E' ANCORA LO SPORT PREFERITO
04/02/2020 09:00

Dopo la scivolata di venerdì, che ha portato tutti i principali indici a chiudere in negativo il saldo del mese di gennaio, ieri è tornato un po’ di ottimismo sui mercati, proprio in coincidenza con il tonfo delle borse cinesi, che hanno riaperto dopo oltre una settimana di chiusura ed hanno dovuto scontare tutte insieme le notizie negative sul corona-virus, che gli altri mercati hanno ricevuto centellinate ogni giorno.

Ma, mentre le borse cinesi crollavano, le altre hanno imbastito un rimbalzo che ha consentito di recuperare qualcosa delle perdite della settimana precedente.

Come sempre, quando c’è da sfoggiare ottimismo, sono stati i listini USA a trascinare al rialzo il resto del mondo.

Il refrain che si sente in questi giorni in USA è “buy the dip”, che significa “compra la debolezza”.

Il ragionamento che quasi all’unanimità i guru di Wall Street ripetono alla plebe degli investitori è il seguente. Il bull market ha mostrato una forza così evidente nel 2019, che nel 2020 è obbligato a proseguire al rialzo, anche perché in un anno elettorale non esiste proprio che il candidato Donald Trump consenta ai mercati di uscire dal mercato rialzista, rischiando di perdere la rielezione a Presidente per il secondo mandato. Una correzione ci sta. Del resto il virus cinese ha colto un po’ tutti di sorpresa e si sta mostrando più aggressivo del previsto, per cui qualche punticino di PIL (pochi, come insegnano i precedenti casi analoghi, in particolare la SARS del 2003) la Cina potrebbe lasciarlo sul terreno e qualche scossa di assestamento potrebbe arrivare sull’economia globale.

Ma, oltre al grande Donald, il re dei manipolatori mediatici a colpi di Tweet, abbiamo anche le banche centrali a proteggere il toro. Certamente non faranno mancare la liquidità che permetterà un veloce rimbalzo produttivo ai cinesi non appena il picco virale sarà raggiunto. Questione di poche settimane e il corona-virus se ne tornerà nell’oblio, permettendo al toro di sfondare nuovamente i massimi storici, come se niente fosse successo.

Pertanto la correzione che i mercati stanno abbozzando potrebbe essere una magnifica occasione di acquisto a prezzi di saldo.

E, siccome i mercati potrebbero ripartire prima di quanto non ci si aspetti, è bene non attendere troppo a comprare, per non rischiare di perdere il treno della ripartenza. Del resto molti avranno osservato che il calo di venerdì ha portato l’indice SP500 proprio a raggiungere con il minimo della seduta la media mobile a 50 sedute, che avevo indicato nei giorni scorsi come un obiettivo ma anche un possibile sostegno.

Allora perché aspettare? Ieri in USA gli operatori sono tornati a comprare con una certa convinzione, quando hanno visto che il tonfo degli indici azionari di Shanghai e Shenzhen è stato subito seguito da una iniezione immediata di liquidità in yuan equivalente a 160 miliardi di dollari USA da parte della banca centrale cinese, nella convinzione che stampare denaro sia il miglior vaccino per l’economia piegata dal virus.

SP500, con una seduta da +0,73% a 3.249, ha così messo a segno un chiaro rimbalzo sulla MM50. Anche meglio ha fatto il tecnologico Nasdaq100 (+1,50%), galvanizzato dalle attese sulla trimestrale di Alphabet (risultata poi meno brillante delle previsioni) e dall’incredibile +20% di Tesla, che da inizio anno ha già collezionato +86% di rialzo.

La ritrovata esuberanza americana stamane ha spinto anche i cinesi verso l’ottimismo. Ovviamente il recupero degli indici cinesi è stato solo parziale, ma l’aver evitato un secondo affondo consecutivo è una notizia che rasserena un po’ gli animi piegati dalla psicosi del virus.

Tutto lascia pensare che il rimbalzo possa proseguire oggi anche sui mercati europei, che comunque già ieri hanno recuperato mediamente mezzo punto.

Correzione finita?

Per ora non ancora. Vedremo, anche se in USA molti ci scommettono già. Io sarei un po’ più cauto e continuerei a inquadrare questo rimbalzo come un semplice pullback all’interno di un movimento correttivo ancora da completare, che a mio parere potrebbe anche raggiungere la media mobile a 200 sedute, che ora passa poco sotto i 3.050 punti. Cambierei idea se venisse superato il livello di 3.295, oltre il quale il ritorno ai massimi diventerebbe l’obiettivo da raggiungere.

D’altra parte non è che le notizie sanitarie invitino a festeggiare. Tantomeno l’impatto sull’economia, anche se gli analisti, per ora, sdrammatizzano e si comportano come l’organizzazione Mondiale della Sanità, che per tutto il mese di gennaio ha sottovalutato il virus, prima di lanciare l’allarme mondiale a fine mese.

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