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IL VIRUS FERMA I COMPRATORI, MA TRUMP LI INCITA
22/01/2020 09:00

La ripresa dei mercati USA dopo la festività di lunedì ha trovato ad accoglierli indici mondiali un po’ spaventati dalle notizie sul misterioso coronavirus cinese, battezzato 2019 NCOV. Infatti sono arrivate negli ultimi giorni notizie su un aumento della diffusione dei contagiati in Cina, dove sono ormai parecchie centinaia, e di una estensione del virus anche al di fuori dei confini cinesi. Oltre a tutte le nazioni confinanti, anche gli USA hanno comunicato ufficialmente il primo caso verificatosi nei pressi di Washington. L’allarme si ingigantisce dopo che è stato provato che il contagio avviene anche da persona a persona, anche se non è ancora chiaro con quale facilità.

Sta di fatto che ieri la giornata borsistica è iniziata al ritmo delle vendite. La Borsa giapponese ha perso un punto percentuale, mentre Shanghai ha lasciato sul terreno -1,4% e condizionato significativamente l’apertura, in deciso calo, anche delle borse europee.

Le perplessità degli investitori sono giustificate dal fatto che la diffusione di una psicosi di massa porterebbe significative limitazioni alla mobilità, con conseguente impatto negativo sulla crescita globale, che il Fondo Monetario Internazionale vede in rallentamento anche nel 2020, anche a prescindere dagli effetti del virus.

La mattinata è trascorsa in negativo su tutti i listini europei e soprattutto sul nostro Ftse-Mib, che ha subito anche la tensione che si è abbattuta sul governo, a causa dell’avvicinarsi del voto in Emilia, al quale i commentatori politici legano la tenuta futura del governo, e per le insistenti voci di rimozione di Di Maio dal ruolo di capo politico unico dei 5 Stelle, dopo la continua emorragia di parlamentari.

Ma poco prima di mezzogiorno ecco l’evento clou della giornata. I fari dell’auditorium di Davos si sono accesi su Trump, che ha usato la tribuna del World Economic Forum per la sua campagna elettorale. Ha dedicato solo poche battute ai cambiamenti climatici, ironizzando sui profeti di sventura (Greta Thumberg, che aveva parlato da poco, sciorinando numeri che i politici continuano a snobbare) e negato ancora l’esistenza del problema climatico: “Dobbiamo respingere questa apocalisse che ci era stata prospettata… dobbiamo dimenticare quelli che ieri ci prospettavano un futuro buio e cupo”.

Ha dedicato gran parte del tempo al consueto spot pubblicitario sul sogno americano, che “è di nuovo qui, più grande, migliore e più forte che mai”, sulla prosperità che la sua presidenza ha portato all’America: fabbriche, posti di lavoro, salari, investimenti. Merito suo e nonostante la FED, che tiene i tassi troppo alti. Ma questo è solo l’inizio, perché l’America, che ha raggiunto l’indipendenza energetica, sta per avviarsi verso “un periodo di crescita straordinaria”, grazie alla massiccia deregolamentazione e ai nuovi accordi commerciali, come quello stipulato con la Cina.

L’unica concessione all’ambiente è stata l’annuncio dell’adesione degli USA all’iniziativa del WEF di piantare mille miliardi di alberi in un decennio.

Di fronte al pessimismo della ragione, espresso dalla giovane Greta e ribadito da molti interventi a Davos, e l’ottimismo dei sogni di grandezza di Trump, che cosa potevano scegliere i mercati?

Ovviamente Trump, che ne rappresenta l’avidità predatoria meglio di chiunque altro.

Pertanto le falsità propagandistiche del presidente candidato hanno rianimato i compratori e Wall Street ha potuto aprire non lontana dai livelli di venerdì scorso, per poi risalire verso il massimo storico. Così anche le borse europee hanno potuto conseguire un discreto recupero dai minimi mattutini. SP500 non è poi riuscito a battere il record, mentre lo ha ritoccato l’indice Nasdaq100.

Le fasi finali hanno consigliato qualche timida presa di beneficio, che non è però riuscita ad allontanare troppo gli indici dai massimi.

A mercati chiusi sono poi arrivate alcune trimestrali migliori delle attese (Netflix e IBM), che hanno predisposto l’umore degli investitori nuovamente al bello per la seduta odierna.

Le borse asiatiche stanno timidamente rimbalzando ed altrettanto faranno quelle europee in apertura. Nel pomeriggio Wall Street tenterà di allungare la striscia dei record, tanto per confermare che tra la dura realtà dei disastri ambientali e la finta ricchezza che proviene dai mercati finanziari drogati, sceglie la seconda.

La correzione è rinviata, ancora una volta.

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