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LO SCENARIO CORRETTIVO E' ANCORA DA PREFERIRE
08/10/2019 08:45

Dopo una prima settimana di ottobre molto volatile sui mercati azionari, caratterizzata da una scivolata generalizzata nei giorni centrali, che gli indici americani hanno quasi completamente neutralizzato giovedì e venerdì, mentre quelli europei non ci sono riusciti, la cosa più logica che potesse capitare ieri era l’arresto dell’impetuoso recupero da parte di Wall Street, e la prosecuzione della più faticosa risalita europea, in modo da ridurre la divergenza comportamentale dei due lati dell’Atlantico, in attesa che a partire da oggi anche le borse cinesi riaprano i battenti dopo ben 6 sedute di chiusura per il compleanno della Repubblica Cinese.

Così è stato. L’Europa è riuscita, dopo una titubanza mattutina, ad estendere il recupero e renderlo un po’ più corposo. Eurostoxx50 ha realizzato una chiusura largamente positiva (+0,71%), anche se il rimbalzo dai minimi della scorsa settimana per ora non è ancora riuscito a ricoprire nemmeno il 38,2% della profonda scivolata attuata nei primi giorni di ottobre. Ha favorito il recupero europeo una discreta intonazione iniziale di Wall Street, che sembrava voler addirittura lasciarsi alle spalle il superamento della media mobile a 50 sedute e recuperare del tutto il calo di ottobre.

A trainare i listini ieri era soprattutto il settore energy, che ha tentato il rimbalzo da una fase di debolezza dovuta al calo del prezzo del petrolio, prolungatosi per tutta la seconda metà di settembre e le prime 3 sedute di ottobre. Ora sembra voglia tentare un rimbalzo non effimero in seguito agli sviluppi della crisi siriana, che ha visto nel weekend il colpo di scena dell’annuncio del ritiro americano dai 1000 soldati che in Siria si interponevano tra i territori curdi e il confine con la Turchia e proteggevano il popolo curdo dalla minaccia di invasione della zona da parte dell’esercito turco di Erdogan.

Contro il parere di consiglieri e generali, contro il più elementare senso di gratitudine nei confronti dell’esercito curdo, che fu protagonista dell’annientamento dello stato islamico terrorista dell’ISIS, Trump ha deciso di cessare la presenza americana in Siria e lascerà il popolo curdo completamente in balia di Erdogan, che sta già da tempo preparando l’invasione della zona ed il probabile genocidio di un intero popolo, usato dagli americani contro l’ISIS, illuso con la promessa di creazione di uno stato curdo indipendente e poi scaricato in pasto ai turchi, che non aspettano altro che regolare i conti aperti da molti anni con questo popolo che lotta per la sua indipendenza.

Inutile ricordare che questa escalation di violenza, che vedremo nei prossimi giorni, infiammerà nuovamente l’area, già martoriata da molti anni di combattimenti, e creerà tensioni aggiuntive sulla produzione di petrolio, che i mercati sembrano voler scontare nei prezzi.

La seduta americana ha comunque visto un marcato rallentamento nel finale, anche perché sulla ripresa delle trattative tra USA e Cina sui dazi, che dovrebbe avvenire nella seconda parte della settimana, incombono previsioni contraddittorie. Mentre l’amministrazione USA si dichiara ottimista, sembra che la delegazione cinese arrivi disposta a ben poche concessioni, il che rende poco probabile un esito concretamente soddisfacente. Del resto l’economia cinese sta in questo momento subendo meno danni di quella americana dall’inasprimento dei dazi. Mentre i PMI americani (e quelli europei) hanno subito una batosta, quelli cinesi si trovano di nuovo in territorio  positivo. Inoltre Xi non ha alcuna elezione da affrontare, né consenso da mantenere, a differenza di Trump.

Pertanto il mercato resta guardingo e poco propenso a slanci direzionali oltre i supporti e le resistenze che imbrigliano l’indice SP500 e che potrebbero segnare buona parte del mese di ottobre. Si tratta dei minimi e dei massimi fin qui segnati ed è bene averli in mente, poiché il mercato non prenderà una direzione affidabile fino a quando rimarrà all’interno di questi due limiti.

Sono 2.992 e 2.856. E’ bene ricordarli, poiché ci accompagneranno almeno per qualche giorno.

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