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VON DER MAIO
17/07/2019 08:45

Ieri, nella seconda seduta della settimana ed all’inizio della stagione delle trimestrali, i mercati hanno assunto un atteggiamento di maggior cautela ed attendono guardinghi l’arrivo di sorprese positive analoghe a quelle che tre mesi fa sconfessarono quasi del tutto le fosche aspettative degli analisti.

La prima sventagliata di conti in arrivo dal settore bancario non ha entusiasmato, sebbene tutte e 3 le grandi banche che hanno comunicato ieri i risultati del secondo trimestre (Goldman Sachs, JP Morgan e Wells Fargo) abbiano battuto le attese degli analisti. Non è piaciuto molto l’outlook prudente per il futuro che i manager hanno voluto esternare.

Ma quel che ha convinto Wall Street ad un colpo di freni (SP500 -0,34% e Nasdaq100 -0,50% finali), più delle trimestrali e dei dati macroeconomici USA sostanzialmente misti (produzione industriale ferma a giugno, ma vendite al dettaglio sopra le attese), è stata la loquacità di Trump, come spesso accade. Dopo la sua pressione quotidiana su Powell per fargli abbassare i tassi, il Presidente USA è tornato all’attacco della Cina, affermando che manca ancora molto per raggiungere un accordo e che, se volesse, potrebbe anche dare un nuovo giro di vite ai dazi, che, secondo lui, sono il vero motivo del rallentamento cinese, espresso dal tasso di crescita al 6,2% annuo, cioè il passo più lento da 27 anni. E, tanto per non farci mancare nulla, ha anche promesso indagini su Google, per verificare se non sia infiltrato da spie cinesi.

Per indici sui massimi storici e reduci da 5 sedute consecutive di rialzo, è parsa l’occasione giusta per prese di beneficio.

Un certo ruolo nel trascinare i listini in correzione, pare averlo avuto anche il petrolio, colpito da un calo di circa due dollari in due ore, quando in serata è arrivata la comunicazione del Segretario di Stato USA Pompeo di una maggior disponibilità dell’Iran a negoziare sul suo programma missilistico.

L’Europa invece, che ha chiuso i battenti prima delle esternazioni di Trump, ha messo nel carniere un discreto rimbalzo (Eurostoxx50 +0,55%), il secondo consecutivo, che ha recuperato in parte il gap di performance rispetto agli indici USA mostrato la scorsa settimana.

A Borse chiuse, in serata, è poi arrivata anche la fiducia del Parlamento Europeo alla futura Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. Ma questa notizia non dovrebbe avere grandi influssi positivi sui mercati, poiché la maggioranza di voti favorevoli è stata piuttosto risicata, assai più del previsto.

Dopo la rapida ma determinata “campagna elettorale” della candidata tedesca per raccattare i voti necessari al via libera per la sua nomina, le previsioni confidavano nel superamento almeno dei 400 voti, rispetto ad una maggioranza necessaria di 374 voti. Ma il segreto dell’urna ha attribuito alla delfina della Merkel solo 383 voti, cioè una risicata maggioranza di soli 9 voti, per la quale dovrà ringraziare niente meno che i 14 voti portati dai 5Stelle con una giravolta degli ultimi giorni e quelli della destra polacca sovranista.

Ne esce una Commissione molto fragile ed una nuova fonte di litigio nel governo italiano, tra il M5S, che è diventato di fatto più europeista di molti socialisti europei, e la Lega, che ha ovviamente votato contro la candidata del PPE.

Ho la sensazione che nel Movimento 5 Stelle qualcosa di significativo stia succedendo. L’abbraccio con Salvini sta diventando fastidioso come quello di una sanguisuga e le ultime uscite di Conte, molto duro con il vice leghista, sembrano indicare, accanto allo smarcamento europeo avvenuto ieri, che la strategia del movimento potrebbe forse svoltare apertamente dal sovranismo all’europeismo, vista anche la benevolenza che la UE concede all’Italia quando viene rappresentata dal duo Conte-Tria e riesce a frenare l’aggressività di Salvini.

Frastornati da tutta questa fluidità, i mercati nei prossimi giorni cercheranno di mantenersi a galla per far trascorrere senza troppo correggere il tempo che li separa dal regalo di Powell, che verrà consegnato il 31 luglio sotto forma di taglio dei tassi.

Bisognerà che, nel frattempo, le trimestrali non si mettano di traverso. Oggi insieme ad una sventagliata di altri grandi banche USA, arriveranno i dati dei primi tecnologici (IBM e Netflix in USA ed ASML in Europa).

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