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LE BANCHE SALVANO UNA SETTIMANA INCERTA
15/04/2019 07:20

Il ritorno ai massimi assoluti nel corso del 2019 è la missione da compiere per i mercati azionari americani, mentre quelli europei si debbono accontentare di superare i massimi dello scorso anno, dato che quelli assoluti sono ancora distanti. Gli indici cinesi, invece, con il potente rally attuato da inizio anno, hanno lo scopo di recuperare il pesante calo del -25% subito lo scorso anno da Shanghai. Per farlo ci vuole un rialzo del 33%

Tutti questi mercati hanno cercato la scorsa settimana avanzare di un altro passo nella direzione voluta. Ma la seconda settimana di aprile ha mostrato che più il recupero avanza, più si riduce la distanza ancora da compiere, più aumentano le difficoltà da superare. Esattamente come per un maratoneta, gli ultimi chilometri sono decisamente i più duri, quelli in cui a volte la sofferenza si fa lancinante e conduce al ritiro.

Comunque, sebbene in extremis e senza un ritmo paragonabile a quello delle due esaltanti settimane precedenti, i principali indici USA (SP500 e Nasdaq100) nonché quello che rappresenta le blue chip dell’Eurozona (Eurostoxx50), sono riusciti a salvare la settimana e chiuderla al di sopra dei livelli raggiunti il venerdì precedente. A dire il vero un po’ meglio hanno fatto i listini USA, con un rialzo settimanale intorno al mezzo punto percentuale, mentre quello europeo ha migliorato il suo massimo da inizio anno solo in misura infinitesimale (+0,01%).

Gli indici cinesi, invece, si sono presi una pausa correttiva, arretrando di circa due punti percentuali rispetto al precedente venerdì. La performance da inizio anno si è comunque ridimensionata solo di poco e rimane veramente eclatante: quasi il 30% di rialzo per l’indice di Shanghai e quasi il 40% per quello di Shenzhen.

Il film della settimana, sui mercati americani, ha visto un lunedì positivo, che ha sfruttato l’inerzia rialzista della settimana precedente, seguito da una mini-correzione il giorno seguente, e dalla faticosa ripresa di convinzione nella parte finale, conclusasi con il botto di venerdì, che è bastato a ritoccare i massimi del 2019 ed a portare l’indice principale SP500 (+0,66%) a chiudere una seduta per la prima volta al di sopra dei 2.900 punti in questo 2019.

A far tornare il buonumore su Wall Street è stato l’inizio col botto della stagione delle trimestrali. Venerdì hanno infatti rendicontato il primo trimestre del 2019 le prime tre banche, JPMorgan, PNC Financial e Wells Fargo. Tutte hanno battuto le previsioni degli analisti e le prime due sono state premiate in modo vistoso dagli investitori, che hanno esteso gli acquisti speculativi su un po’ tutto il settore bancario in USA ed in Europa.

La performance dei bancari ha permesso così anche al nostro indice Ftse-Mib (+0,80% venerdì e +0,46% settimanale), dove le banche hanno una rappresentanza dominante, di raddrizzare il bilancio settimanale e riavvicinare il livello dei 22.000 punti, già sfiorato martedì scorso.

La settimana che inizia oggi, che sarà di sole 4 sedute, poiché il Venerdì Santo in tutto l’occidente i mercati chiudono i battenti, pare perciò destinata ad essere fortemente influenzata dai risultati delle trimestrali che verranno presentate.

Se i mercati hanno ignorato i tanti segnali di rallentamento della crescita provenienti un po’ da tutto il mondo, e si sono diretti nuovamente verso i massimi, non è solo per le attese fiduciose che si concluda la guerra commerciale USA-Cina, e il tormentone Brexit. A queste aspettative occorre aggiungere la confidenza che la FED, dopo aver comunicato la fine della normalizzazione dei rendimenti, possa  tornare ad una politica accomodante, anche per accontentare la smania di crescita economica di Trump, che continua a fare la voce grossa affinché  la FED tagli i tassi di mezzo punto. Ho l’impressione che questi 3 driver rialzisti abbiano dato al mercato quel che potevano, ed ora siano già pienamente scontati. Ben poco può ancora arrivare da questi tre fronti. Anzi. Eventuali sorprese negative, che i mercati non prendono minimamente in considerazione, sarebbero foriere di correzione.

Ma c’è una ulteriore riserva di ottimismo, che abbiamo visto spuntare venerdì, e potrebbe continuare  anche nei prossimi giorni: l’aspettativa che anche nei rendiconti del primo trimestre del 2019 le imprese USA riescano a battere le previsioni degli analisti, come sono solite fare negli ultimi due anni.

C’è da dire che questa volta gli analisti sono piuttosto pessimisti. Secondo Factset, l’agenzia specializzata nello studio dei risultati aziendali, che riporta ed aggiorna continuamente il consenso  degli analisti, per le società del paniere SP500 i rendiconti del primo trimestre 2019 dovrebbero mostrare un calo stimato in -4,3% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. In calo, per ora, sono anche le stime dei risultati del secondo trimestre, anche se molto provvisorie.

Se gli analisti avessero visto giusto sarebbe la prima volta che gli utili scendono da quasi tre anni. L’ultimo calo registrato risale al secondo trimestre del 2016, quando Trump era ancora soltanto uno stravagante ed egocentrico miliardario all’assalto della Casa Bianca, che eccitava i suoi potenziali elettori al grido “Make America Great Again” e attaccava Obama per i magri risultati economici.

Per mercati azionari abituati alla sbornia di utili, buyback e dividendi, piovuti lo scorso anno sugli investitori grazie ai regali fiscali di Trump, scoprire che “la pacchia è finita” (copyright Salvini) causerebbe qualche problema esistenziale e forse renderebbe difficile l’ulteriore frequentazione dei massimi storici. Ma i mercati non credono a questa ipotesi, ed hanno aspettative ben più positive. Scommettono che anche stavolta utili e ricavi batteranno le stime, come nel passato, e magari riescano a portare il saldo in positivo. Per questo motivo venerdì, scoprendo che per i bancari la stagione delle trimestrali è cominciata piuttosto bene, hanno stappato lo spumante.

Da oggi in avanti verificheremo se l’ottimismo permarrà anche dopo l’arrivo delle prime trimestrali flop.

Oggi la parte del leone la faranno ancora le banche (Citigroup e Goldman Sachs), perciò la festa potrebbe continuare. Ma nei giorni successivi avremo le trimestrali di società anche di altri settori. La partita tra rialzisti e ribassisti tornerà assai più equilibrata.

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