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CORREZIONE GIA' FINITA?
12/03/2019 08:45

Nel commento di ieri ho sostenuto che alcuni importanti dati sull’economia americana e quella cinese, che ultimamente sono stati divulgati, apparivano troppo brutti per essere veri. Hanno contribuito alla prima modesta correzione del 2019, che necessitava del cosiddetto “catalyst” per manifestarsi, ma non potevano essere presi troppo sul serio.

Evidentemente lo stesso ragionamento debbono aver fatto i mercati, con quelli cinesi in testa, che hanno ripreso imperterriti il rialzo dopo la violenta frenata di venerdì scorso. Shanghai, che venerdì era scesa di circa 4 punti percentuali, ieri ne ha recuperati la metà e poco meno ha fatto oggi, cancellando quasi del tutto il passo falso di venerdì. Poi sul finale di seduta ha avuto un po’ di vertigini ed ha ridimensionato il risultato di giornata a +1% L’indice più speculativo di Shenzhen è addirittura riuscito a fare un nuovo massimo dell’anno, portando la performance da inizio anno alla stratosferica percentuale del +36% circa. Evidentemente i cinesi preferiscono volgere lo sguardo al futuro, continuando a scommettere sui tanto sospirati accordi per il cessate il fuoco commerciale tra USA e Cina, oltre che sulle misure accomodanti in arrivo da governo e banca centrale, che deprimersi sul presente di un’economia che ha rallentato in modo evidente.

Un atteggiamento che, fatte le dovute proporzioni, ieri si è visto anche in occidente. Wall Street, dopo le riflessioni del week-end, ha pensato che è molto meglio comprare in attesa di novità positive, che vendere per colpa delle cattive notizie del recente passato.

Pertanto l’indice SP500 ha vissuto una giornata di gloria, recuperando in una sola seduta le perdite delle tre precedenti sedute. Apertura in gap rialzista e tutta la seduta in crescita, hanno prodotto la risalita fino a 2.783 punti (+1,43%) ed il recupero del 62% del terreno perduto la scorsa settimana. Ancora più tonico è stato Nasdaq100 (+2,11%) tornato a soli 50 punti dal suo massimo del 2019.

Ad alimentare l’entusiasmo degli investitori USA, tornati all’assalto, sono state le parole rassicuranti di Powell, che ha sostanzialmente confermato il nuovo corso FED improntato alla pazienza ed il dato migliore delle attese sulle vendite al dettaglio di gennaio, che ha in parte rimediato al crollo di questo indicatore nel mese di dicembre e confermato le perplessità che molti osservatori hanno avuto quando quel dato così brutto fu annunciato.

L’esuberanza americana ha contagiato anche i mercati europei, partiti calmi e diffidenti sulle performance asiatiche. Quando, nel pomeriggio, si è capito che Wall Street non scherzava, anche i listini europei si sono rilassati e i compratori hanno preso il sopravvento, consentendo ai listini principali di portare a casa un risultato lusinghiero, anche se non come quello di Wall Street (Eurostoxx50 +0,63%, Dax e Ftse-Mib +0,75%).

In Europa si sono risvegliate le banche, dopo una settimana difficile, grazie ai rumors circa la possibile fusione in Germania dei due colossi bancari Commerzbank e Deutsche Bank, che ha fatto dimenticare le pene dovute al prolungamento della stagione dei rendimenti a zero annunciata da Draghi.

Oggi è presumibile che in mattinata l’effetto di traino di Wall Street, consenta alle borse europee di estendere il rimbalzo e consenta ad Eurostoxx50 di riavvicinare il massimo dell’anno a 3.341, che dista un punto percentuale dalla chiusura di ieri. E’ evidente che il superamento di quel livello, che è una resistenza importante, fornirebbe all’Europa nuove motivazioni rialziste per estendere il rimbalzo fino a 3.450 circa.

Il nostro Ftse-Mib ha mostrato buona tenuta, rimbalzando fin sopra i 20.600 punti, ma ora deve dimostrarsi capace di ritornare all’assalto di quota 21.000, miseramente fallito giovedì della scorsa settimana.

Nonostante l’ottimo rimbalzo di ieri pare ancora prematuro pensare che la correzione della scorsa settimana possa essere archiviata così in fretta dai mercati. Resto del parere, fino a prova contraria, che la resistenza di area 2.800 – 2.820 dell’indice principale SP500 non sarà tanto semplice da superare e che una lateralità compresa tra 2.820 e 2.680 sia l’ipotesi più probabile. Se poi i mercati la pensano diversamente, nessun problema. Hanno sempre ragione loro.

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