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ATTENZIONE ALLE STELLE CADENTI
04/03/2019 08:45

La settimana passata ha comportato anche la conclusione del mese di febbraio, e ci permette di fare qualche riflessione “a bocce ferme” sui primi due mesi del 2019.

Che siano stati speculari all’ultimo trimestre 2018, terribilmente ribassista, è cosa risaputa, che discutiamo da settimane.

L’ultima di febbraio ha semplicemente aggiunto una ulteriore candela settimanale positiva per tutti i principali indici mondiali. La serie positiva del 2019 comprende perciò ben 8 settimane rialziste su 9 per l’indice USA SP500 e l’europeo Eurostoxx50. Leggermente meno bene hanno fatto il tedesco Dax e il nostro Ftse-Mib, che vantano 7 rialzi su 9 settimane. Non è un caso che questi due indici riguardino economie che nel 4° trimestre sono andate male, avvicinando (quella tedesca) ed oltrepassando (quella italiana) la soglia che porta nella recessione. Decisamente meglio hanno performato invece gli indici USA Dow Jones e Nasdaq100, che hanno fatto l’en plein di 9 su 9 e l’indice cinese di Shanghai, che fa tatto 8 su 8 (le borse cinesi sono state chiuse per l’intera prima settimana di febbraio).

Se guardiamo alla performance da inizio anno, Eurostoxx50, Ftse-Mib e quelli USA hanno realizzato un rialzo a doppia cifra, dal 10,4% di Eurostoxx50 fino al 13% di Nasdaq100, a dimostrazione che il movimento è stato corale ed ha viaggiato in occidente praticamente alla stessa velocità un po’ dappertutto. Il passo cinese è stato invece travolgente, poiché l’indice di Shanghai ha realizzato da inizio anno +24% e quello ancor più dinamico di Shenzhen addirittura +29%.

Queste esagerazioni cinesi ci dimostrano due dati di fatto. Il motore dell’ottimismo degli investitori quest’anno è soprattutto legato all’andamento dei negoziati tra USA e Cina, su cui Trump pone molto affidamento, per il raggiungimento di un accordo che ponga fine alla guerra dei dazi. La seconda evidenza è che il sistema che si avvantaggerebbe di più della fine delle ostilità commerciali è proprio quello cinese, che sta infatti festeggiando ad un ritmo che oserei definire smodato, ed anche un tantino pericoloso per chi entri a questi livelli di eccesso sugli indici cinesi.

Un’altra evidenza che emerge dal comportamento così frizzante ed apparentemente senza paure dei mercati principali è il ruolo dei “regolatori”, cioè delle autorità monetarie e di governo, che stanno tenendo un comportamento molto più attivo che nel passato.

Infatti ai primi segni di spavento, mostrati dai mercati nel mese di dicembre 2018, le banche centrali sono subito accorse in soccorso dei listini con interventi accomodanti (la banca centrale cinese) o con ipotesi di future manovre accomodanti (la BCE), o perlomeno con la promessa di una pausa di riflessione nel processo di normalizzazione dei tassi (la Federal Reserve americana).

Tutto questo attivismo rassicurante ha permesso agli indici di ritornare sui livelli di inizio dicembre e recuperare tutto il crollo pre-natalizio. SP500 proprio venerdì ha portato a termine (con un po’ di fatica) il suo compito ed ha chiuso la seduta e la settimana finalmente al di sopra del livello di 2.800.

E’ un primo segnale di continuazione del trend rialzista, dopo una minuscola pausa di riflessione nelle prime quattro sedute della settimana passata. Ora deve essere confermato da ulteriori prove di forza. Infatti il livello superato venerdì è l’ultimo dei tre massimi discendenti che hanno respinto al ribasso l’indice da meta ottobre in avanti. Gli altri due sono 2.815, segnato il 7 novembre, e 2.817, realizzato il 17 ottobre. Data la vicinanza spaziale dei tre massimi li possiamo considerare come una unica forte area di resistenza, che l’indice sta affrontando proprio ora.

L’impresa di superarla verrà proseguita fin da oggi e non sarà banale da compiere.

Anche perché gli indici cinesi stamane, dopo una prima parte di seduta piena di fuochi d’artificio speculativi, con performance che sono arrivate a superare anche i 3 punti percentuali, ha cominciato a subire vistose prese di beneficio, che hanno disegnato una candela di possibile esaurimento del trend. Il suo nome è “Shooting star”, che in italiano significa stella cadente, e spesso anticipa le inversioni di tendenza. Pertanto questo modello oggi potrebbe frenare gli entusiasmi occidentali ed impedire ai mercati azionari di proseguire anche a marzo la cavalcata di gennaio e di febbraio. A meno che nel cielo dei mercati quel che sembra una stella cadente non sia soltanto un innocuo meteorite.

Stiamo a vedere.

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