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ORA CONTERANNO LE NOTIZIE
28/02/2019 08:45

Continua la serie delle sedute mosce, ma non troppo. Ieri Wall Street ha passato la terza seduta consecutiva nei pressi della resistenza chiave di area 2.800 punti dell’indice SP500, e per la terza volta ha chiuso sotto. A differenza delle due sedute precedenti, ieri l’indice non è più riuscito a superare i 2.800 punti, neanche per un attimo. Ma, dopo un inizio piuttosto debole, che lo ha fatto scendere a 2.775, sotto il minimo di venerdì scorso, la seconda parte della seduta ha visto un discreto recupero, che non ha evitato la chiusura di seduta lievemente negativa, ma lo ha riportato a 2.792, cioè nuovamente a pochi punti dall’ostacolo da superare.

Prendiamo perciò atto che, se il mercato sembra avere difficoltà a salire ulteriormente, ieri ha dimostrato che le difese dei rialzisti sono ancora robuste e, appena la discesa sembra accelerare, arrivano compratori di caratura sufficiente a far rimbalzare l’indice. Va detto però che questo braccio di ferro, che non vede al momento vincitori, indebolisce gli indicatori di momentum e li riporta verso una situazione di neutralità, rendendo l’indice meno sostenuto dalle aspettative e più condizionabile dalle notizie.

In tema di notizie le giornate passate sono state scandite da poco di rilevante, dato che Powell ha ribadito il messaggio, ormai completamente scontato, di una FED paziente ed attenta ai dati macroeconomici prima di prendere decisioni, e le trattative tra USA e Cina proseguono senza passi avanti degni di nota, ora che Trump ha deciso di rinviare l’aumento dei dazi.

Oggi però potremmo avere qualche novità in grado di scuotere i mercati, e non sono di quelle che possono entusiasmare gli investitori. La prima riguarda le conseguenze che potrebbe avere, e che i mercati non potranno più ignorare, l’audizione pubblica alla Camera USA di Cohen, l’ex avvocato di Trump, liquidato quando cominciava a diventare scomodo. Ieri ha vuotato il sacco quasi completamente con una testimonianza molto grave sul Presidente USA, accusandolo di sapere delle mail rubate alla Clinton da Wikileaks in campagna elettorale, nonché di aver più volte mentito sui suoi scandali sessuali e su altre questioni legate ai suoi affari. Si tratta di accuse che, se venissero ulteriormente provate, conterrebbero gli estremi per un impeachment. Su altre cose non è entrato in dettagli, poiché le ha rivelate a Mueller e sono state secretate finché l’inchiesta non sarà conclusa. Si presume però che rincareranno la dose dei guai a carico del disinvolto Presidente.

La seconda è un altro fallimento presidenziale, fresco fresco. Lo storico vertice di Hanoi tra Trump e Kim Jong Un, che avrebbe dovuto sancire la denuclearizzazione coreana in cambio dello sviluppo economico della Corea del Nord, è fallito. Si continuerà a trattare, ma intanto nessun accordo è uscito dal vertice. Un’altra botta all’immagine del Presidente che non ama perdere e che tutto quel che fa lo definisce fantastico.

Potrebbero essere due tegole in grado di far pendere la bilancia dal lato delle vendite ed accelerare la correzione ribassista.

Intanto il resto del mondo langue in attesa che Wall Street faccia la prossima mossa.

L’Europa ieri è stata lievemente negativa, con l’eccezione del nostro Ftse-Mib, che ha chiuso in lieve rialzo per merito, ancora una volta, del settore bancario. Banche a parte, comunque, anche sul nostro indice si vedono smottamenti non troppo beneauguranti.

Stamane gli indici asiatici segnano ribassi generalizzati, anche se non drammatici, ad eccezione della Corea del Sud, che sconta il mancato accordo di pace perdendo quasi due punti.

Appare naturale prevedere una mattinata sofferente anche per i listini europei. Al pomeriggio, come al solito, si andrà dove indica Wall Street, che sarà condizionata anche dal dato sul PIL del 4° trimestre 2018, che arriva in ritardo di circa un mese per colpa dello shutdown. Le attese sono per una crescita annualizzata del +2,6%. Uno scostamento significativo da questo numero farà sussultare Wall Street e tutti gli altri mercati.

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