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FALLITO IL PRIMO ATTACCO AI MASSIMI DI DICEMBRE
26/02/2019 08:45

Ieri si è verificato gran parte di quanto ipotizzato nel commento del mattino. Cina e Italia hanno festeggiato con performance superiori agli altri mercati. La prima ha gioito con un rialzo di oltre +5% sui suoi indici azionari, per la notizia che Trump concederà i tempi supplementari alle trattative commerciali USA-Cina e non alzerà i dazi a fine settimana, in attesa di celebrare lo storico accordo con Xi entro un mese.

L’Italia, più modestamente, ha messo in carniere un rialzo del +0,86% sul nostro Ftse-Mib, e un deciso abbassamento dello spread, dai 277 punti base di venerdì a 266. Qui il motivo sta tutto nel benevolo giudizio di Fitch, che per ora non ha abbassato il nostro rating, dando un po’ di respiro al nostro governo ed agli investitori. E’ quindi tornato qualche acquisto straniero sui nostri BTP e le banche, che ne hanno i bilanci pieni, ne hanno tratto giovamento, trascinando il listino al rialzo, in cima alle performance europee di giornata.

La mia curiosità ieri però non era rivolta verso quel che sarebbe successo in Cina ed Italia, ma alla prova che Wall Street non poteva più esimersi dal sostenere: l’assalto alla resistenza dei massimi di dicembre.

Dato il contesto generale rialzista su tutti i mercati europei, che ha accolto l’apertura della Borsa americana, Wall Street non ha potuto più nascondersi ed ha aperto in deciso gap rialzista, scavalcando fin da subito i fatidici massimi di dicembre: 2.800 punti per SP500 e 7.107 per Nasdaq100. Il Dow Jones aveva già compiuto l’impresa venerdì scorso. Dopo una partenza al fulmicotone ed una ulteriore salita fino alle ore 17, che ha consentito alle borse europee di chiudere positivamente la seduta, sebbene non ai massimi (+0,29% Eurostoxx50), in USA sono però spuntati i venditori, che per il resto della seduta hanno preso in mano le redini del gioco e provocato l’arretramento degli indici fino al termine.

Il risultato finale, per SP500, è stato l’azzeramento quasi completo dei guadagni, la sostanziale chiusura del gap iniziale e, soprattutto la negazione della rottura della resistenza, dato che la chiusura di seduta è avvenuta a 2.796 punti. Certamente non una bella figura, che oggi potrebbe essere seguita da un proseguimento delle vendite, almeno inizialmente.

Nasdaq100 ha fatto leggermente meglio in termini di risultato di giornata (+0,35%), ed anche se consideriamo che la chiusura, seppure sui minimi, è stata di 8 punti superiore al livello della resistenza da superare. Però anche la figura disegnata dall’indice tecnologico non è di quelle che entusiasmano, e potrebbe provocare oggi quel che per un pelo è stato evitato ieri, cioè la falsificazione del segnale di forza iniziale.

Che cosa abbia provocato l’arretramento, a mio parere va ricercato nell’importanza della resistenza da superare, che è stata affrontata in eccesso rialzista e pertanto col fiatone. Ha contribuito anche il devastante tweet di Trump, in linguaggio poco istituzionale, che riporto per intero, anche per far capire come colui che dovrebbe conoscere le conseguenze delle sue parole, in realtà le usi continuamente per manipolare i mercati: “I prezzi del petrolio stanno diventando troppo alti. Per favore Opec rilassati e prenditela comoda. Il mondo non può sopportare aumenti di prezzo, è fragile!”.

Subito si sono intensificate le vendite sul greggio, ed i prezzi sono rotolati giù di quasi due dollari rispetto a venerdì sera, chiudendo a 55,45 $ al barile (-3,2%).

Il calo del greggio ha influito sui titoli del settore energy, e forse anche l’accenno alla fragilità del mondo ha fatto riflettere qualcuno sull’opportunità di vendere piuttosto che comprare.

La seduta odierna diventa perciò molto importante. E’ assolutamente necessario che i mercati ritrovino subito convinzione, e si riportino saldamente oltre i 2.800 punti di SP500.

Se dovessero proseguire al ribasso anche oggi, infatti, ci consegnerebbero sui grafici un modello di “evening star”, la stella della sera che segnala l’esaurimento del trend in atto e l’inizio di una correzione. Se arrivasse proprio ora, al bivio tra la strada che riporta al toro e quella che invece finisce a casa dell’orso, potrebbe provocare conseguenze letali per questa e le prossime settimane.

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