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FTSE-MIB DA CORSA, NONOSTANTE TUTTO
07/02/2019 08:45

Dopo ben 5 sedute rialziste consecutive e con gli indicatori di forza relativa di breve periodo ormai in situazione di eccesso rialzista, una piccola pausa di riflessione è il minimo che potesse capitare agli indici USA principali. SP500 ha passato la giornata di ieri, che seguiva il controverso discorso di Trump sullo stato dell’Unione, riflettendo su quel che potrà significare per il futuro immediato la promessa di costruire il muro col Messico e pertanto di rinnovare il braccio di ferro con l’opposizione democratica sul Budget, che resta da approvare entro una settimana, per evitare un nuovo e, a questo punto, preoccupante shutdown.

Oltretutto ieri è arrivato un altro dato controverso dalla Bilancia Commerciale relativa al mese di novembre. Si è registrato finalmente un restringimento del saldo negativo tra esportazioni ed importazioni USA verso il resto del mondo. Un risultato che Trump ovviamente si intesta come merito delle sue politiche protezionistiche “America First”, che avrebbero rafforzato la competitività americana e starebbero producendo il riequilibrio dei rapporti di forza commerciali. Ma il saldo è il risultato di una riduzione sia delle esportazioni che delle importazioni, e pertanto desta parecchie perplessità, perché sancisce una riduzione dell’interscambio, cosa che non può far bene alla crescita, né in USA, né nel resto del mondo.

Riflettendo su queste questioni SP500 ha passato la seduta tutta all’interno dell’escursione dei valori del giorno precedente. La chiusura è stata lievemente negativa (-0,22%). Tecnicamente si dice che ha disegnato una barra giornaliera “inside”, cioè tutta compresa tra i massimi ed i minimi della barra precedente. E’ una tipica situazione di incertezza, che viene spesso dopo un rally ed evidenzia una pausa del movimento in atto, causata dal prevalere delle prese di beneficio sui nuovi flussi di acquisto. Se si esaurirà in una piccola correzione, non intaccherà il trend ma, anzi, potrebbe consentire di scaricare un po’ gli eccessi ed attirare nuovi compratori, per riprendere la marcia verso l’incontro con la resistenza chiave di quota 2.800.

Se invece gli investitori saranno colti da maggiori perplessità, oggi e nei prossimi giorni, potrebbe svilupparsi una correzione più significativa, che potrebbe arrivare in area 2.660, dove transiterà nei prossimi giorni la media mobile a 50 periodi, che ora fa da supporto. Se questo succedesse non sarebbe comunque il caso di strapparsi i capelli, perché da lì il mercato potrebbe riprendere a salire.

Non resta che attendere gli sviluppi.

In Europa la baldanza del giorno precedente è stata subito frenata dalle perplessità americane, ma anche dal pessimo dato tedesco, giunto in mattinata, relativo agli ordini industriali di dicembre, che è crollato di -1,6% rispetto al mese precedente, ma del -7% rispetto al novembre 2017, ben oltre le attese degli analisti, e mette nella mente degli investitori un altro dubbio sulla crescita futura della Germania e, di conseguenza, dell’intera Eurozona. Eurostoxx50 ha contenuto la pausa a -0,07%, ma il Dax tedesco ha fatto peggio (-0,38%).

Il nostro Ftse-Mib è stato invece la vera sorpresa positiva di giornata, incurante delle revisioni al ribasso sulla crescita italiana del 2019, che fioccano abbondanti come la neve della scorsa settimana. Ieri è arrivato l’abbassamento della stima sul nostro PIL 2019 da parte del FMI (previsione scesa a +0,6%, come Bankitalia), che ha anche criticato reddito di cittadinanza e quota 100, suscitando le battute ironiche di Salvini e Di Maio. Anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, il temuto revisore contabile delle leggi che vengono approvate dal nostro Parlamento, ieri ha diramato una stima di crescita del nostro PIL 2019 di +0,4%, con rischi di ulteriore futuro ribasso. Oggi arriveranno quelle della Commissione Europea, che, secondo le anticipazioni filtrate ieri, dovrebbero essere ancora peggiori. Si parla di un misero +0,2%, che renderebbe del tutto campati in aria i numeri presentati a fine dicembre nel bilancio, concordato con la UE, ed approvato dalla maggioranza Pentaleghista.

Nonostante questa grandinata di pessimismo il nostro Ftse-Mib è riuscito a brillare con un +0,82% di rialzo, che gli ha permesso di superare l’ostacolo di 19.900 punti e toccare quota 20.000. A trascinarlo sono state ancora le banche, che sembrano uscire bene dalle trimestrali, che forse il mercato la scorsa settimana ha temuto troppo.

Stiamo a vedere, senza illudersi troppo. E’ difficile fare tanta strada al rialzo in presenza di recessione e di correzione degli altri mercati. Del resto lo spread ed i rendimenti sul decennale italiano continuano a salire, nonostante l’ottima richiesta di BTP trentennali che ha sostenuto l’asta di ieri. E’ segno che le perplessità sul futuro dell’Italia riprendono ad intensificarsi.

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