Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

AIUTINO FED PER ANNULLARE DICEMBRE
31/01/2019 08:45

La giornata di ieri è passata tutta ad attendere il comunicato della FED sulla politica monetaria e la Conferenza Stampa di Powell.

Tra l’altro, per colpa della chiusura di molti uffici pubblici USA per gran parte del mese di gennaio, è saltata la prima stima del PIL USA del 4° trimestre, che era calendarizzata per ieri. Non si sa ancora quando il dato verrà comunicato. Il contrattempo ha ulteriormente sottratto volatilità ad una seduta europea che si è stancamente trascinata ancora una volta intorno alla parità. Eurostoxx50 (+0,26%) ha collezionato la sua terza seduta consecutiva al di sotto dei massimi di venerdì scorso, come anche il nostro Ftse-Mib (+0,36% a 19.771 punti), mentre il Dax tedesco, per colpa della revisione ufficiale della stima della crescita attesa dal governo per il 2019, abbassata dal precedente +1,8% al modesto +1%, ha passato addirittura tutta la seduta il modesto calo.

Wall Street, con l’indice SP500, è partita subito con una certa fiducia ed è andata a chiudere il gap ribassista aperto lunedì scorso, poi si è adagiata per un paio di ore ad attendere la FED e Powell.

Alle 20 è arrivato il comunicato ufficiale che ha lasciato i tassi ufficiali invariati, come atteso da tutti,  ed ha evidenziato alcune novità comunicative che vanno nella direzione auspicata dalla speculazione rialzista. Infatti, pur ribadendo la solidità dell’economia USA, sebbene in crescita a passo più lento dei trimestri precedenti, ha sottolineato che si sono indebolite le pressioni sull’inflazione e pertanto il riferimento alla possibilità di alzare i tassi ancora qualche volta nel 2019 è stato rimosso e sostituito dalla promessa che il comitato sarà paziente nelle valutazioni dei fattori che possano portare a decidere eventuali rialzi futuri.

Questo significa che le possibilità di inasprimento monetario nei prossimi mesi si riducono drasticamente. In conferenza stampa Powell ha addirittura dichiarato che i livelli attuali sono già all’interno del range che caratterizza la neutralità monetaria. Insomma: l’opera di “normalizzazione” potrebbe essere vicina al termine. A questo proposito Powell ha dato anche un contentino a chi voleva che si riducesse il Quantitative Tightening, cioè il processo di riduzione della montagna di titoli di stato in possesso della FED, che per ora viaggia al ritmo di 50 mld di $ al mese. Si è mostrato disponibile, se necessario, a modificare il processo in corso, per adattarlo alle eventuali nuove condizioni economiche.

Tra comunicato e conferenza stampa si è consumato il cedimento della FED al diktat dei mercati. Quando Powell, a dicembre, provò a ignorare le richieste di allentamento monetario, alzando i tassi ed ipotizzando che il 2019 avrebbe richiesto altri rialzi, i mercati risposero con il crollo dell’indice SP500 del 20% dai massimi di ottobre, lanciandogli una chiara minaccia.

La FED, con le dichiarazioni di Powell fatte nelle prime settimane di quest’anno, ed ufficialmente ieri,   ha cambiato idea ed ha ceduto al ricatto.

Non stupisce che l’indice SP500, nello spazio di una sola ora, intercorsa tra la pubblicazione del comunicato e la fine della conferenza stampa di Powell, sia salito di oltre 30 punti, ed abbia chiuso la seduta a quota 2.681 (+1,55%), superando i precedenti massimi di gennaio, segnati venerdì 18.

Il movimento di ieri ha anche violato la trendline ribassista che unisce i massimi discendenti di ottobre e dicembre 2018, che era uno dei due ostacoli che ancora  impedivano il pieno recupero della scivolata di dicembre. Ora resta da superare soltanto la media mobile a 200 sedute, che oggi passa appena sotto quota 2.700.

Con l’aiutino FED non è impensabile che l’impresa riesca, aprendo la strada alla continuazione del rally fino a 2.800 punti, dove attende il massimo del 3 dicembre scorso, da cui partì la scenata isterica pre-natalizia del mercato azionario USA.

Un piccolo o grande contributo lo fornirà anche la trimestrale di Facebook, arrivata a mercati chiusi, che ha dispetto di scandali, privacy e multe, ha battuto le stime degli analisti, sia sui profitti che sui ricavi del 4° trimestre, ed oggi dovrebbe fare un bel balzo rialzista.

____________________________________________________________________________________________________
BORSAPROF.IT s.a.s. di Pierluigi Gerbino & c. - P. Iva e C.F.: 02980970046
V. Torino 81 - 12048 Sommariva Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

Tempi duri per il fai-da-te in borsa? Forse e' l'ora di imparare un metodo!

A Scuola di Trading Online:  È il percorso in 4 giornate per imparare a fare il trading online. La prima giornata è gratis. Clicca qui per saperne di più

Primi Passi con Futures e Opzioni: Per comprendere ed imparare ad utilizzare nel tuo trading gli strumenti finanziari derivati. Clicca qui per saperne di più

Fare Trading con le Obbligazioni: Per entrare nel mondo delle obbligazioni ed utilizzarle per l’investimento ed il trading . Clicca qui per saperne di più

Riparte il Tour Formativo !! Ecco le date previste