Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

I MERCATI SI FERMANO A DAVOS
23/01/2019 08:45

Dopo una serie di 12 candele giornaliere bianche consecutive e 10 sedute in crescita su 12, SP500, l’indice principale di Wall Street, presentava un’esuberanza un po’ eccessiva alla ripresa delle contrattazioni di borsa, dopo la festività dedicata a M.L. King.

Una discesa che scaricasse un po’ gli eccessi di brevissimo periodo era nell’aria. Mancava solo il pretesto. Tra lunedì e ieri ne sono arrivati un paio, sufficienti a produrre un secco storno (-1,42%, con atterraggio a quota 2.633) che ha certamente calmato l’euforia.

Motivi o pretesti che siano, le acque si sono agitate con l’inizio del World Economic Forum di Davos, il circo mediatico della grande finanza mondiale che si ritrova ogni anno tra le nevi svizzere, ufficialmente per indagare le prospettive del mondo, ma in realtà per blandire i politici che contano, allacciare relazioni d’affari o, più modestamente, per gran parte dei partecipanti, cercare un po’ di pubblicità, facendosi fotografare accanto ai grandi nomi che contano. L’edizione di quest’anno, peraltro, è in tono minore e vede l’assenza di molti protagonisti delle edizioni del passato: mancano Trump e Xi, i due antagonisti della guerra commerciale,  ma anche il vanitoso Macron e la discussa May, che hanno problemi in casa. La signora Merkel si presenta, ma in tono dimesso, da leader uscente. La grande finanza, come una esperta meretrice, volge allora lo sguardo verso i nuovi emergenti ed offre ai sovranisti il centro della scena. Sarà il fascista Bolsonaro ad attrarre su di sé gli occhi di chi dispone di soldi, e persino il nostro Conte, accompagnato dal ministro Tria, col suo sguardo da cagnolino triste, avrà i suoi 5 minuti di ribalta, dove potrà farsi apprezzare da qualche possibile futuro cliente, quando, tra qualche mese, verrà scaricato dai due sovranisti nostrani e dovrà ritornare alla sua professione di avvocato d’affari.     

Ebbene, il primo pretesto per stornare gli indici lo hanno ricavato dal fioccare, proprio in occasione di Davos, di revisioni al ribasso sull’economia mondiale nel 2019 da parte delle principali istituzioni sovranazionali. FMI e OCSE l’hanno già fatto e ieri Moscovici ha annunciato che sta per farlo anche la Commissione UE. Si tratta di previsioni pessimistiche soprattutto per l’Europa, che da parecchi anni si mette in mostra per la sua cronica paura di volare, dato che è sempre l’ultima a decollare e la prima ad atterrare. Ma questa volta c’è anche la Cina nelle ansie degli investitori. Inesorabilmente i dati ufficiali sulla crescita del PIL stanno scendendo e sono arrivati già sotto il 6,5%. Lo fanno in modo graduale e controllato, poiché le statistiche in Cina sono controllate e taroccate dal potere politico. Ma, come ci dice chi in Cina opera e vive da tempo, come l’estroverso businessman nostrano Alberto Forchielli, molti economisti locali parlano di un tasso di crescita ormai sceso in realtà sotto il 2%, con impennata di licenziamenti e migliaia di fallimenti di imprese.

C’è ancora titubanza a recitare il requiem per la crescita americana, ma anche qui i segni di rallentamento si accumulano.

Il secondo pretesto per vendere è stato l’immancabile rumor contradditorio sull’andamento delle trattative per la rappacificazione commerciale tra USA e Cina. Il Financial Times ha divulgato l’indiscrezione, poi smentita ufficialmente più tardi, che sarebbero stati cancellati da parte degli USA gli incontri con due vice-ministri cinesi per preparare la nuova tornata di trattative di fine mese. Può essere un segno che le cose non vanno così bene come Trump continua a cinguettare, anche perché queste sensazioni si aggiungono alla questione del ventilato bando di Huawei dalle gare per il 5G in diversi paesi occidentali, per paura dello spionaggio. Oltretutto, sempre ieri, sono arrivate voci che il Canada stia procedendo per estradare negli USA la manager di Huawei arrestata in dicembre. Sono situazioni che provocano grande fastidio alle autorità cinesi.

Queste perplessità sono piovute con gli indici azionari USA al test di importanti resistenze ed in situazione di stress da eccesso di acquisti. Naturale che qualcuno abbia preso profitto di un rally che aveva recuperato oltre metà delle perdite di dicembre.

SP500 è così tornato dalle parti del livello (2.630) che aveva brillantemente superato la scorsa settimana. Tecnicamente questo è ancora un robusto pullback del trend rialzista di breve periodo, che potremmo tollerare senza preoccupazioni se non oltrepasserà al ribasso i 2.595 punti. Sotto questo livello l’impostazione rialzista comincerebbe a scricchiolare vistosamente e dovremmo metterci a cercare i supporti che possano difendere l’indice dal ritorno di pessimismo. Preciso comunque che l’impostazione di medio-lungo termine resta ancora ribassista.

Ieri sono scesi anche gli indici europei, ovviamente, ed hanno aggiunto un altro po’ di calo alle perdite che avevano collezionato già lunedì. Anche per gli indici europei dobbiamo per ora parlare di pullback, almeno finché i valori non avranno rimangiato del tutto il forte strappo rialzista di venerdì scorso.

La volatilità comunque continua mantenersi sostenuta. Il Vix americano è tornato a quota 20 senza neanche riuscire a testare i supporti di 16. Anche questa, in ottica di medio-lungo periodo, è una cattiva notizia.

____________________________________________________________________________________________________
BORSAPROF.IT s.a.s. di Pierluigi Gerbino & c. - P. Iva e C.F.: 02980970046
V. Torino 81 - 12048 Sommariva Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

UN AIUTO PER LA TUA OPERATIVITA'

Le nostre NEWSLETTER ti aiutano a guadagnare in borsa con un metodo chiaro, semplice, efficace e, soprattutto, replicabile!
 

GOLD, Report Quotidiano sul Mercato Azionario, fornisce ogni giorno indicazioni di acquisto e vendita sul azioni italiane, sulle blue chips  europee e sui principali ETF-ETC quotati.     >>>  Provalo GRATIS per un mese!  <<<

GAP, Report settimanale per investire con ottica di medio periodo su Fondi ed ETF.  >>>  Provalo GRATIS per un mese!  <<<