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MASSAGGIO CARDIACO PER IL TORO COLLASSATO
06/01/2019 22:39

Quando i mercati scontano la possibilità di una recessione, la volatilità diventa l’ospite d’onore.

E volatilità non significa solo grandi scivolate degli indici, ma anche grandi recuperi, poiché ogni evento in grado di modificare anche di poco la percezione del trend in atto comporta oscillazioni amplificate proprio dalla enorme sensibilità degli investitori, che hanno i nervi a fior di pelle.

Così come giovedì abbiamo assistito al pesante calo degli indici USA a causa dei segnali di rallentamento cinesi e del flop dei ricavi trimestrali del colosso Apple, venerdì è bastato che arrivasse la notizia della missione diplomatica americana in Cina per trattare la riduzione del conflitto commerciale e la sospensione degli aumenti dei dazi reciproci, per ribaltare completamente l’umore dei mercati. Un umore che è diventato addirittura euforico quando, nel pomeriggio, dapprima è arrivato un clamoroso dato sulla creazione in USA di oltre 300.000 posti di lavoro in dicembre, quasi il doppio di quel che si attendevano gli analisti, poi Jerome Powell, il Presidente della Federal Reserve, ha parlato in modo assai più rassicurante che nella conferenza stampa di due settimane fa.

In particolare Powell ha dichiarato esplicitamente che non se andrà dalla guida della FED neppure se Trump glielo chiedesse, fornendo così un’ampia prova di indipendenza dal potere politico.

Ma ha anche affermato che, sebbene non intraveda ancora quei segnali di recessione imminente che i mercati, con i crolli dell’ultimo trimestre del 2018, invece sembrano ipotizzare, la FED sarà paziente nell’attuare ulteriori rialzi dei tassi e pronta anche a cambiare rapidamente la sua politica, se quel che anticipano i mercati dovesse effettivamente materializzarsi.

Il cocktail di buone notizie ha funzionato come un sapiente massaggio cardiaco al Toro collassato.

L’inversione a V è stata potente ed ha recuperato ben più di quel che si era perso nella seduta precedente. Non solo. L’indice SP500 è riuscito, sullo slancio, anche a superare la resistenza di 2.520, che varie volte in precedenza ha fermato i tentativi di recupero. In questo modo è stato imbastito un primo segnale di inversione di breve periodo, che al momento pare ancora un semplice pullback,  ma che ha spazio di salita fino ad incontrare l’area 2.630, cioè il vecchio supporto, ceduto il 14 dicembre scorso, da cui partì la forte scivolata vino a Natale. Quel livello ora funge da resistenza, rafforzata dal fatto che in quell’area sta transitando anche la media mobile a 50 periodi, ora orientata al ribasso. Non sarà affatto facile andare oltre, a meno che non capitino eventi di importanza tale da mutare completamente lo scenario, come potrebbe magari essere lo scoppio della pace commerciale tra USA e Cina.

Il tempo sarà galantuomo. Intanto però rileviamo dopo diverse settimane qualche segnale di forza.

L’Europa ha mostrato addirittura miglior salute, dato che giovedì era scesa assai meno di Wall Street e venerdì è salita più o meno allo stesso passo. Un passo da oltre 3 punti percentuali su tutti i listini, che ha consentito a Eurostoxx50 di abbandonare il bordo inferiore del canale ribassista che sta percorrendo da fine settembre e spiccare il balzo verso il bordo superiore, che ora dista circa 90 punti dal livello di chiusura di 3.042 realizzato venerdì, e coincide con l’ultimo massimo discendente realizzato il 13 dicembre. Pensare che si voglia testare nuovamente 3.132 non pare azzardato, anche perché l’azionario Europeo da un mese a questa parte sta mostrando una forza relativa superiore a quella degli indici di Wall Street. Anche il nostro Ftse-Mib ha partecipato alla festa da par suo, chiudendo seduta e settimana a 18.831 punti ed andando a negare il segnale ribassista del 27 dicembre. L’indice delle nostre Blue chips è così ritornato dentro il box laterale in cui ha viaggiato per quasi 3 mesi, da quando i nostri leaderini hanno deciso di evitare la procedura di infrazione UE. Siccome la negazione di un segnale rappresenta un segnale contrario, possiamo attenderci che ora il rialzo voglia proseguire fino a testare il bordo superiore del box, che è in area 19.660.

Tutti questi movimenti sarebbero semplicemente correttivi e non negherebbero l’impostazione ribassista di lungo termine. Per questo motivo paiono abbastanza fattibili e costituirebbero l’occasione per i ritardatari di uscire in modo abbastanza onorevole da scomode posizioni rialziste in perdita.

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