Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

GLI INDICI EUROPEI ABBOCCANO ALL'AMO RIBASSISTA
11/12/2018 08:45

L’inizio di settimana è stato da cardiopalma, come anticipato nel commento di ieri. I mercati azionari, non sazi di essersi mangiati dai 4 ai 6 punti percentuali di valore degli indici la scorsa settimana, hanno iniziato quella corrente con lo stesso andazzo.

In mattinata ha dato il via all’ennesima emorragia l’indice Nikkei giapponese (-2,1%), tramortito da un PIL del 3° trimestre fotografato in contrazione al ritmo del -2,5% annualizzato. Roba che chiamarla rallentamento è fare un complimento. Hanno poi proseguito i mercati europei, che per la verità hanno passato la mattinata con un certo aplomb, senza esagerare nel calo. Ma la mazzata alla resilienza europea ci ha infine pensato a darla l’azionario americano, reduce dall’atterraggio venerdì sera in zona supporto da ultima spiaggia (l’area 2.620 di SP500).

La vicinanza del supporto lasciava intendere l’intenzione di testarlo. Ed infatti così è avvenuto, fin dalle prime battute, con una grandinata di ordini di vendita che lo hanno polverizzato, trascinando l’indice principale USA a perdere circa il -2% e a fermare la discesa a 2.583.

Questo livello costituisce il minimo raggiunto dal mese di aprile ed è inferiore anche al valore del precedente minimo della correzione ribassista in atto, quel 2.603, raggiunto il 29 ottobre, che si pensava in grado di fermare fino a fine anno le sfuriate dei venditori.

Curiosamente, ma non troppo, dato che il fenomeno capita con una certa frequenza che toglie casualità all’evento, il minimo è stato raggiunto proprio mentre i mercati europei stavano chiudendo la loro seduta. Esattamente come giovedì della scorsa settimana. Il panico ha perciò pervaso il finale europeo, con gli indici dell’eurozona a segnare l’ennesimo capitombolo eterodiretto: Eurostoxx50 -1,36%, Dax -1,54% e Ftse-Mib -1,77%.

Non che l’Europa, senza le pene americane, avesse molto da festeggiare. Macron è stato fatto a pezzi dalla protesta dei Gilet gialli e costretto ad un penoso mea culpa televisivo, in cui per fermare la protesta non ha solo eliminato la tassa ecologica, ma ha promesso per il 2019 sgravi fiscali e aiuti ai meno abbienti ed ora spera che basti a placare la rabbia popolare. La Brexit è diventata un thriller più avvincente delle serie televisiva House of Cards e si arricchisce di nuove e sempre più caotiche complicazioni. La sentenza della Corte di Giustizia UE ha concesso agli inglesi la possibilità di revocare unilateralmente e senza bisogno di trattative la loro scelta di uscire dalla UE. Perciò un nuovo referendum potrebbe eliminare quasi tre anni di psicodramma e concludere la vicenda con il classico finale: “Sei su Scherzi a parte!!”. Ma nessuno a Londra vuole prendersi la responsabilità di proporlo, anche perché tra i conservatori la maggioranza è ancora favorevole all’uscita, così come la premier Theresa May, che continua a ripetere che la Brexit è la volontà popolare che va rispettata. Però non ci sono i voti per approvare l’accordo con la UE per l’uscita morbida ed oggi avrebbe dovuto svolgersi il voto finale senza rete di protezione, con probabile bocciatura del governo e conseguenze assolutamente imprevedibili, data la spaccatura del partito conservatore e l’impossibilità di cambiare premier in corsa. La soluzione trovata dalla May è stata molto italiana: rinvio del voto e ricerca di ulteriori favori con la UE per rendere la pillola meno indigesta ai suoi parlamentari riottosi.   

Non so se sia stato questo rinvio oppure l’opera delle solite mani sante, ma si dà il caso che, dopo la chiusura europea, è partito ancora una volta il recupero di Wall Street che, con la seconda parte della seduta simmetrica alla prima, è riuscita ad annullare tutte le perdite sull’indice SP500 e riportarsi non solo al di sopra dei supporti, frettolosamente sfondati solo due ore prima, ma addirittura in positivo (+0,18% a quota 2.638). Il tecnologico Nasdaq100 ha mostrato tutta la sua miglior salute riuscendo dapprima a contenere le vendite al di sopra del suo minimo autunnale, realizzato il 20 novembre, poi a concludere la seduta con un rotondo +1%.

Tecnicamente perciò l’onta della rottura dei minimi autunnali si è verificata solo su SP500 e Dow Jones, ma non sul Nasdaq100. Inoltre la ferita è stata momentaneamente rimarginata dal recupero finale, che ha creato sul grafico a compressione Daily di SP500 e Dow Jones una candela “hammer”. Questo modello, se viene al culmine di una fase ribassista, spesso sancisce l’esaurimento della negatività ed apre la strada ad una inversione almeno momentanea della tendenza. Spesso, ma non sempre, dato che solo venerdì scorso, dopo l’analogo hammer realizzato giovedì, abbiamo assistito alla negazione del segnale, che ha aperto la strada alla scivolata della prima parte della seduta di ieri.

Avremo una conferma del rimbalzo solo se oggi assisteremo ad una seduta convincente, che riesca a riportarsi e rimanere fino al termine al di sopra del massimo della seduta di ieri, che per SP500 è a quota 2.648.

Il molto nervosismo impone cautela, ma la presenza di divergenze rialziste sui principali oscillatori, l’hammer di possibile esaurimento della pressione ribassista e l’interesse diffuso a chiudere l’anno meglio di quanto i giorni scorsi abbiano offerto, lascia sussurrare la possibilità che quello che abbiamo visto ieri sugli indici americani ed europei possa essere un minimo che nella parte restante del mese di dicembre non venga più testato.

____________________________________________________________________________________________________
BORSAPROF.IT s.a.s. di Pierluigi Gerbino & c. - P. Iva e C.F.: 02980970046
V. Torino 81 - 12048 Sommariva Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

Tempi duri per il fai-da-te in borsa? Forse e' l'ora di imparare un metodo!

A Scuola di Trading Online:  È il percorso in 4 giornate per imparare a fare il trading online. La prima giornata è gratis. Clicca qui per saperne di più

Primi Passi con Futures e Opzioni: Per comprendere ed imparare ad utilizzare nel tuo trading gli strumenti finanziari derivati. Clicca qui per saperne di più

Fare Trading con le Obbligazioni: Per entrare nel mondo delle obbligazioni ed utilizzarle per l’investimento ed il trading . Clicca qui per saperne di più

Riparte il Tour Formativo !! Ecco le date previste