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SPUTARE ALL'ICEBERG DAL PONTE DEL TITANIC
09/10/2018 08:45

Il governo del cambiamento sarà magari riuscito ad “abolire la povertà” ma non sembra in grado di “abolire il ribasso”. Anzi, a giudicare dalle dichiarazioni dei due “giovani leader”, sembra persino che la caduta degli indici e delle quotazioni dei titoli di stato siano un “non problema”, un semplice e momentaneo inciampo nel radioso percorso del cambiamento. Nella fervida immaginazione dei due comandanti del Titan-Italia, a cui i sondaggi attribuiscono il 60% del consenso speranzoso dei viaggiatori, i mercati sono solo lo strumento usato dai burocrati europei per ostacolare il cambiamento  (Salvini); i mercati stanno sbagliando, ma capiranno (Di Maio); perciò andiamo avanti lo stesso, non ci fermeranno (entrambi). Intanto, mentre Mattarella cerca di capire quanto tempo abbiamo ancora prima che l’avvitamento comprometta definitivamente il risparmio degli italiani, e Fico va a fare la colomba a Bruxelles per “spiegare la manovra”, Salvini continua imperterrito a picconare l’Unione Europea e ieri ha lanciato con Marine Le Pen la campagna elettorale per le Europee, presentando il progetto di casa europea dei sovranisti.

I mercati invece continuano la fuga dal Rischio-Italia, dopo che anche il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso la crescita italiana del PIL (+1,2% nel 2018 e solo +1% nel 2019). A credere nel +1,5% di crescita sembra ci sia soltanto il duo sovranista con maggiordomo (ci sarebbe anche Tria, ma si vede bene, ogni volta che lo dice, che gli si allunga il naso). A dire il vero c’è anche chi la spara ancora più grossa ed è quel vecchio sognatore di Savona, che prevede il 2% nel 2019 ed il 3% nel 2020. E secondo lui i mercati si stanno comportando moderatamente con l’Italia, si aspettava di peggio. Beato lui.

Perche ieri è proseguito il bombardamento e i saldi di fine giornata sui mercati assomigliano ad un bollettino di guerra. Spread BTP-Bund schizzato nuovamente oltre i 300 punti (304, +19 punti base), rendimenti sul decennale al 3,62% (+ 20 p.b.), indice Ftse-Mib -2,43% e ritorno a valori dell’aprile 2017, indice del settore bancario -3,71% con ritorno a valori del dicembre 2016. L’avvitamento dei mercati italiani ieri ha messo un’altra bandierina ribassista sul grafico del Ftse-Mib, con l’abbattimento, avvenuto addirittura in gap ribassista, del supporto chiave di 20.230, quel valore che in agosto, settembre ed anche all’inizio del mese di ottobre aveva contenuto il pessimismo del mercato. Ieri l’argine ha ceduto di schianto ed è stata alluvione ribassista per tutta la seduta, con chiusura sui minimi a 19.851ed obiettivo che, a questo punto, possiamo individuare prima a 19.440 e poi in area 18.600.

Sembra a questo punto abbastanza chiaro che si stia giocando una partita molto pericolosa tra i mercati, che misurano l’incompatibilità sempre più evidente tra la manovra e l’equilibrio dei conti pubblici, ed il governo italiano, completamente sprovvisto di munizioni convincenti e dotato solo dell’ideologia sovranista e del tipico vittimismo italico, che si celebrano sui post di Facebook, ed  incitano la carne da cannone, cioè i fan di Salvini e Di Maio, a resistere all’insegna del “tanti nemici, tanto onore!”, in attesa della liberazione finale dai vincoli della burocrazia europea, l’abolizione della povertà, la felicità per tutti che avremo il prossimo anno. L’anno che verrà... evocato già nel 1979 da Lucio Dalla: “Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando. Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce, e anche gli uccelli faranno ritorno”.

Il problema è che l’autarchia ed il sovranismo, senza risorse e senza soldi non si possono fare. Non posso sputare in faccia a chi, un attimo dopo, devo rivolgermi per chiedere un finanziamento. E, dopo  aver accumulato in 40 anni di mani bucate, un debito che dal 56% del 1980, oggi è lievitato fino al 132% del PIL, non posso raccontare la favola che se mi presti più soldi di prima io ridurrò il debito e diventerò virtuoso, anche se nel frattempo lo aumenterò ancora un po’. Intanto tutti gli altri ospiti del condominio Unione Europea i loro debiti, che sono mediamente inferiori al 90% del PIL, li stanno già riducendo da 3 anni.

E’ l’Europa che ce l’ha con noi, ci dicono. Vabbè…

Peccato che gli investitori, dovendo scegliere (perché questo governo li costringe a scegliere tra la disciplina europea e la fantasia italiana), stiano scegliendo di scappare dall’Italia.

In questo modo il governo scoprirà amaramente (per noi) che il miracolo della crescita non s’ha da fare, perché non solo la manovra mette pochi spiccioli sugli investimenti pubblici (questo lo abbiamo già scoperto tutti), ma che il fuggi fuggi, che sta generando l’arroganza dei sovranisti e l’aumento dei rendimenti, bloccherà anche quel po’ di investimenti privati che magari sarebbero arrivati con una politica meno sfrontata, mentre gli interessi, che si dovranno pagare, si mangeranno il deficit orgogliosamente vantato e le banche stringeranno la cinghia dei prestiti alle imprese ed alzeraano i costi dei mutui, come capitò nel 2011, ai tempi del bunga bunga. E probabilmente scoprirà anche che bisognerà salvare qualche banca, che verrà ovviamente nazionalizzata, e infine, ironia della sorte, si dovrà magari andare col cappello in mano a Bruxelles a chiedere l’intervento del fondo salvastati e della troika che facciano il lavoro sporco di pulizia dai cocci che ci avrà lasciato il radioso governo del cambiamento. Tutto questo dopo aver sputato in faccia alla UE ed annunciato la volontà di spazzarla via. Complimenti!

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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