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I DAZI DI TRUMP FANNO PAURA SOLO AGLI ALTRI
03/08/2018 08:27

Il mese di agosto ha una tradizione stagionale molto particolare, analoga a quella che nel meteo viene di solito associata al mese di aprile, caratterizzato da piogge intense che interrompono il primaverile addolcimento del clima. Negli anni passati si sono spesso viste in borsa in Agosto piogge abbondanti ed improvvise, magari poi seguite da recuperi vigorosi, che hanno riportato il saldo a fine mese nei pressi della parità.

Anche quest’anno sembra che per i mercati europei agosto voglia riservare il medesimo trattamento agli operatori che non vanno in vacanza. La volatilità è aumentata in modo repentino e le prime due giornate di agosto si sono già mangiate su Eurostoxx50 (ieri -1,16%) un bel pezzo del recupero di luglio. Per il nostro Ftse-Mib il calo è stato molto più intenso (ieri -1,73%) ed ha annullato in soli due giorni tutto il rialzo di luglio, portando l’indice a sfondare il supporto di 21.500 e ad avvicinare l’ultima trincea difensiva posizionata intorno a 21.150.

A penalizzare l’Europa sono le ansie per il riacutizzarsi della guerra commerciale dichiarata da Trump, che si sta convincendo sempre più che i dazi fanno bene all’economia USA e male alle altre, contrariamente a quanto affermano tutte le banche centrali e le istituzioni economiche mondiali.

A dire il vero, se guardiamo i comportamenti dei listini azionari USA, anche le borse sembrano essere abbastanza dello stesso parere di Trump. Infatti ieri, mentre l’indice cinese era sprofondato in mattinata e quelli europei lo hanno fatto più tardi,  l’indice SP500 ieri è andato nuovamente a testare l’area 2.800 per poi convincersi a rimbalzare con una certa veemenza e chiudere in crescita di mezzo punto. Anche il Nasdaq100 (ieri +1,36%) sta brillantemente cancellando la fase di appannamento subita la scorsa settimana per colpa di Facebook e Twitter. Il merito della riscossa è tutto di Apple, che è riuscita già ieri a raggiungere il mitico record di capitalizzazione di un miliardo di dollari, grazie ad un rialzo di quasi il 3%. Per rendere l’idea delle dimensioni raggiunte dal valore di borsa della società di Cupertino, ricordo che il valore di mercato dell’intera Borsa Italiana, tutto compreso, MTA e AIM, raggiunge la cifra di 630 miliardi di euro, cioè circa 730 miliardi di dollari. Pertanto la sola Apple vale molto di più dell’intera Borsa Italiana.

Tra Europa in calo e America in rialzo, il risultato è un nuovo profondo deterioramento della forza relativa del nostro mercato azionario rispetto a quello americano.

La debolezza europea è confermata anche dalla scivolata dell’euro, tornato sotto quota 1,16 nei confronti del dollaro, e dal ritorno in auge dello spread tra BTP e Bund, a ricordarci che in caso di turbolenza sono sempre gli anelli deboli a soffrire maggiormente.

Chi si era dimenticato del rischio Italia e pensava che i mercati avessero digerito il governo pentaleghista, ha occasione di riflettere, guardando lo spread che ieri ha rivisto quota 250 punti ed i rendimenti del BTP decennale che sono risaliti a 2,93%.

Agosto vedrà il nostro governo impegnato, dopo la breve vacanza di ferragosto, a lavorare alla preparazione del DEF e della legge di bilancio, che devono essere presentati alla Commissione UE ed al Parlamento  in settembre. Qui la partita a poker, che ha visto finora i due padroncini del governo rilanciare continue promesse, arriverà alla sua naturale conclusione, con l’esibizione delle carte.

Il brutto segnale di rallentamento della crescita italiana nel 2018, che i dati del secondo trimestre ci hanno consegnato, rende ancor più difficile la quadratura del cerchio delle promesse elettorali con dei saldi di bilancio compatibili con le regole europee. La recente fuga in avanti dello sprovveduto Conte (è il Presidente del Consiglio, per chi non se ne fosse ancora accorto), che è andato da Trump col cappello in mano a chiedere trattamenti privilegiati per il nostro paese, non deve essere piaciuta a Bruxelles e quando andremo a chiedere tonnellate di flessibilità, ci verrà rinfacciata.

Non sarà un autunno facile. Ecco perché le borse si allenano a vendere l’Italia.

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