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SOLLEONE ANCHE SUI MERCATI
10/07/2018 08:33

L’estate si impone, non solo nel meteo, ma anche nel clima che caratterizza i mercati globali, con una seduta vissuta ieri all’insegna del bel tempo stabile e diffuso.

Praticamente tutti gli indici azionari dei principali mercati mondiali hanno collezionato un corroborante segno positivo. Per alcuni (Giappone e soprattutto Cina) ha rappresentato un rimbalzo dopo un periodo di significativo calo, per altri (quelli europei) è la conferma di una inversione di tendenza di breve che li vede allontanarsi dai pericolosi supporti testati ancora nei primi giorni del mese corrente. Per gli indici americani è la prosecuzione del cammino già iniziato da tempo verso il pieno ritorno ai massimi assoluti. Il principale indice USA, SP500 (+0,88%), ha così quasi raggiunto quell’area compresa tra 2.792 e 2.802, che rappresenta l’ultima resistenza da superare per ambire a rivivere l’ebbrezza provata a quota 2.873 il 26 gennaio scorso. Ancora più vicino alla vetta è il tecnologico Nasdaq100, che aveva già ritoccato il suo record recentemente (in giugno e più volte) e, dopo la correzione abbastanza contenuta nell’ultima parte del mese scorso, ieri si è ripresentato a soli 34 punti dalla sua cima di 7.310. Oggi gli basterà un mini-rialzo di mezzo punto percentuale per collezionare l’ennesimo record assoluto. Ancora meno per compiere l’impresa servirà all’indice Russell2000 delle small cap, giunto già ieri ad un’inezia dal suo massimo assoluto del 21 giugno scorso, approfittando del fatto che le small cap, che hanno un giro d’affari prevalentemente locale, beneficiano in qualche misura dei dazi imposti sulla concorrenza cinese. Tra i principali indici USA l’unico rimasto indietro, ma che ieri ha tentato di mettere la quarta con un roboante +1,31%, è il vecchio Dow Jones, quello che rappresenta la sintesi delle multinazionali old economy americane, che nei mesi scorsi hanno patito abbastanza la guerra commerciale. Per questo indice la distanza dai massimi di gennaio è ancora di 7,5 punti percentuali e non sarà facile un ritorno molto rapido ai fasti di inizio anno.

Gli indici europei, dopo una buona partenza, hanno rallentato la marcia, stazionando intorno alla parità, in attesa di sentire l’audizione di Draghi davanti al Parlamento Europeo e di verificare la voglia di rialzo degli indici americani.

Siccome Draghi ha elargito la sua consueta dose di ottimismo sulla solidità della crescita europea, ha rinnovato la sua generosità sulle condizioni monetarie, anche dopo la fine del QE, e ribadito l’irreversibilità dell’euro, mentre Wall Street è partita subito in rialzo e non ha dato alcun segno di ripensamento, allora anche le borse europee si sono convinte a salire un pochino, collezionando a fine seduta mediamente quasi mezzo punto percentuale di rialzo. Non è una manifestazione di grande entusiasmo, ma nemmeno una performance da buttare.

La giornata odierna potrebbe vedere il tentativo di sfondamento delle resistenze da parte degli indici USA, tutti molto vicini a questi ostacoli.

In questo caso avremmo la possibilità di osservare l’indice Eurostoxx50 avvicinare la trendline discendente che lo attrae, e che oggi passa da 3.492. Il Dax potrebbe proseguire verso 12.760, dove è ancora aperto un gap ribassista da chiudere. Il nostro Ftse-Mib potrebbe puntare alla resistenza intermedia di 22.325, prossimo step per poi approdare su quella molto più ostica di quota 22.516.

Intanto oggi inizia ufficialmente la stagione della presentazione dei conti societari del secondo trimestre per le grandi corporation USA. Ai nastri di partenza è Pepsico, che cercherà di rendere frizzante anche la seduta odierna.

Segnalo infine una nota di cautela, rappresentata dal Vix, l’indice che misura la paura di ribasso da parte del mercato azionario americano. Questo indice sta tornando di gran carriera verso l’area 12. Ieri sera ha chiuso a 12,69. Ricordo che l’area 12 è quella che in giugno ha arginato l’ottimismo del mercato e messo le basi per la correzione ribassista della seconda parte del mese. Perciò è bene moderare gli entusiasmi eccessivi.

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