La divaricazione tra Europa e USA si sta facendo profonda, sia nelle scelte geopolitiche che nell’andamento dei mercati finanziari.
La settimana passata, che ha visto l’insediamento ed i primi confusi passi del maggiordomo Conte al timone del Governo italiano, ha già permesso di verificare la perplessità dei mercati sul futuro dell’Eurozona.
Gli eventi geopolitici ci hanno confermato che l’Unione Europea sta subendo un attacco dall’esterno ed un tentativo di destabilizzazione dall’interno.
Il vertice G7 ha mostrato platealmente la distanza di posizioni tra gli USA e gli attuali “azionisti di controllo” dell’Unione Europea (Germania e Francia). Trump ha demolito completamente il prestigio del G7, abbandonandolo a metà per dedicarsi ad una questione per lui assai più importante, cioè lo storico incontro con Kim Jong Un, che si terrà domani a Singapore per siglare la pace nucleare nella penisola coreana.
Inoltre ha provocato Francia, Germania e Gran Bretagna, proponendo la riammissione al vertice della Russia, che venne espulsa quando violò il diritto internazionale annettendosi la Crimea. In questo frangente abbiamo potuto immediatamente constatare l’improvvisazione del nostro Maggiordomo della Repubblica, che dapprima ha appoggiato Trump, poi ha fatto un mezzo passo indietro dopo essersi accorto che gli europei erano arrabbiati. Alla fine è stato prodotto un documento ufficiale molto generico, per non dare l’impressione del fallimento del vertice. Trump prima ha ordinato ai suoi rappresentanti di firmarlo, poi lo ha rinnegato quasi immediatamente, dopo che Trudeau, il leader canadese che ospitava il vertice, aveva osato criticare i dazi americani nella conferenza stampa finale.
La rabbia di Trump, molto più presente su Twitter che ai vertici, è andata oltre, minacciando nuovi dazi sulle auto importate dagli USA.
A questo punto non mi stupirei che quello fallito in Canada rimanga alla storia come l’ultimo dei G7. Quel che resta è la netta sensazione di caos geopolitico nel quale Trump sguazza, poiché all’insegna di America First non si fa scrupolo di demolire la credibilità USA, cambiando continuamente le carte in tavola, e cancellare decenni di storia delle relazioni tra i paesi occidentali, trattando gli alleati come se fossero i principali nemici degli USA, pur di conseguire qualche vantaggio commerciale da sventolare al suo elettorato.
L’altra impressione, che ci fornisce la partecipazione italiana, è quella della caotica disgregazione dall’interno del nucleo storico dei paesi fondatori dell’Unione, che non si sono mai presentati divisi ai vertici globali prima d’ora. C’è voluta la sapienza del maggiordomo per inaugurare anche questa nuova tappa nel processo di sfaldamento dell’Europa, che poi ieri è platelamente proseguito con la polemica chiusura dei porti italiani agli sbarchi di immigrati da parte di Salvini. Ora una nave con oltre 600 profughi, salvati da morte certa, vaga per il mediterraneo in attesa di attraccare da qualche parte.
I profughi sono diventati carne da macello per la campagna elettorale permanente del nostro condottiero degli Interni.
I primi passi non economici del nuovo Governo assumono perciò i caratteri dell’ostilità nei confronti dell’UE, in attesa di vedere come verranno affrontate le necessità di finanziamento delle promesse elettorali da mantenere, altro possibile terreno di scontro con Bruxelles.
I mercati la scorsa settimana hanno registrato la divaricazione politica tra Trump e l’Europa, andando puntualmente a fotografarla col comportamento degli indici. Per quelli USA si è trattato della seconda settimana rialzista consecutiva, che oltretutto ha consentito a SP500 di fornire un segnale di continuazione del rimbalzo verso i massimi assoluti, che ora distano appena 94 punti, ovvero poco più del 3%. Il tecnologico Nasdaq100 ha addirittura aggiornato il suo massimo storico proprio nel corso della settimana.
Ben diverso il comportamento dell’indice Eurostoxx50, che dopo 8 settimane consecutive di recupero mostrate da fine marzo a metà maggio, ha iniziato una correzione che ormai prosegue da 3 settimane ed ha già restituito circa metà del rimbalzo primaverile.
Il risultato evidente è la perdita di forza relativa dell’Eurostoxx50 rispetto all’americano SP500. Questo indice sta tornando sui minimi del 2018, registrati ad inizio marzo.
Ad incidere sulla performance poco soddisfacente delle borse europee è sicuramente anche il recupero del cambio EUR/USD, che dai minimi di 1,15 di fine maggio, si è progressivamente riportato a 1,18.
Un contributo non indifferente lo sta dando anche la debolezza italiana, che nella settimana ha visto lo spread BTP-Bund tornare venerdì a 266 punti, dai 225 a cui aveva iniziato.
Il Ftse-Mib, dopo il rimbalzino attuato quando Mattarella decise di varare il governo dell’improvvisazione, ha ripreso la via del ribasso e proprio venerdì scorso ha accelerato verso il ritorno ai minimi del 29 maggio, che sono anche quelli del 2018, a quota 21.122.
Venerdì ha chiuso a 21.356. La distanza dall’importante supporto è ormai di soli 234 punti, poco più di un punto percentuale. Superfluo affermare che siamo ad un punto estremamente delicato. La rottura anche di questo minimo potrebbe causare ulteriori avvitamenti al ribasso e trascinare giù, insieme al valore dell’azionario italiano, anche quel po’ di fiducia degli investitori che ancora rimane verso il nostro paese. Non resta che osservare perplessi la battagli acampale tra rilazisti e ribassisti che si giocherà oggi.
I nostri SERVIZI INFORMATIVI ti aiutano a guadagnare in borsa con un metodo chiaro, semplice, efficace e, soprattutto, replicabile!
GOLD, Report Quotidiano sul Mercato Azionario, fornisce ogni giorno ANALISI sui principai indici, analisi e INDICAZIONI operative sul AZIONI di ITALIA, USA e su ETF-ETC quotati. Prova 1 mese GRATIS!
GAP, Report settimanale per investire con ottica di medio periodo su ETF-ETC e AZIONI di ITALIA e USA Prova 1 mese GRATIS!
In più avrai la possibilità di partecipare ai Webinar FOCUS mensili di approfondimento, riservati agli iscritti a GOLD e GAP.