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Croci e delizie in attesa di Wall Street
05/07/2017 08:35

Come spesso capita quando le borse americane sono chiuse per festività, gli indici europei hanno fatto ieri il ballo della mattonella, e trascorso il tempo che li separava dalla riapertura dei mercati che dettano la linea al mondo finanziario, stando ben attente a non prendere iniziative azzardate. Ed allora, siccome la chiusura anticipata di lunedì aveva retrocesso un po’ gli indici USA dai massimi della giornata, si sono preoccupati di stornare leggermente il balzo entusiastico che lunedì avevano osato.

Del resto la situazione è assai poco leggibile e dominata da temi contrastanti.

Lo smalto ritrovato del settore bancario fa da propulsore rialzista. In USA la scorsa settimana il superamento quasi generalizzato degli stress test della FED da parte delle maggiori banche americane è stato seguito dall’approvazione, da parte dell’istituzione che vigila sul comparto, di corposi piani di distribuzioni di dividendi e di progetti di acquisto di azioni proprie (buyback) presentati da parecchie banche, che garantiscono il pompaggio futuro delle quotazioni o, almeno, costituiscono una rete di protezione se il clima dovesse deteriorarsi. In Europa la “soluzione” a spese del contribuente dei più spinosi problemi bancari, dopo le banche venete, annovera anche l’ufficializzazione della “ricapitalizzazione precauzionale” (cambia il nome, ma non la sostanza che sarà lo stato a cacciare i soldi necessari) a favore di MPS, che dopo l’estate ritornerà in quotazione dopo aver azzerato il valore delle attuali azioni e delle obbligazioni subordinate, che ai privati saranno rimborsate dal contribuente.

Nel diluvio di salvataggi pubblici diventa una manifestazione di forza, che non a caso è stata ieri premiata ampiamente dal mercato, la decisione attuata da Banca Carige di rivolgersi al mercato,  anziché a Padoan, per recuperare le risorse richieste dalla vigilanza BCE. Sarà fatto con un aumento di capitale da 500 milioni e la dismissione di attivi per altri 200.

Si spiega quindi così il motivo per cui anche ieri le banche italiane abbiano continuato imperterrite a salire, nonostante una corsa che dura già da parecchi giorni. Il nostro Ftse-Mib è stato nuovamente tra i migliori di giornata, sebbene non sia riuscito a chiudere col segno positivo, che aveva fino a pochi minuti dal termine della seduta.

Se le banche sono la delizia dei mercati, non mancano le croci. Tra queste oggi verrà riservata attenzione particolare al settore tecnologico, dato che il Nasdaq100 proprio non ne vuole sapere di rimbalzare e negare il pericoloso testa e spalle evidenziato la scorsa settimana e confermato lunedì.

Verificheremo oggi se il dominio del mercato è passato stabilmente ai venditori, con il possibile avvicinamento del target ribassista a 5.400 punti circa, oppure se l’ottimismo ci ha messo solo un po’ più del solito a riprendere il sopravvento e ripristinare le condizioni che hanno favorito il volo di questo mercato, che negli 8 mesi da inizio novembre 2016 ad inizio giugno 2017 è salito di oltre il 26%.

Un’altra croce è rappresentata dall’incognita sulle mosse di Trump. Il Presidente USA ogni giorno riserva qualche sorpresa che aggiunge dubbi sul suo equilibrio mentale. Il fatto che la situazione geopolitica si stia maledettamente complicando non gli facilita certo l’assunzione di decisioni sagge.

Le provocazioni della Corea del Nord, che continua a lanciare missili di prova, sollecitando reazioni da wrestling, trovano in Trump il terreno favorevole a far crescere le apprensioni.

Il G20 che vedrà ritrovarsi venerdì i leader delle principali economie è un altro campo minato in cui Trump potrebbe combinare altre frittate, dato che peraltro è previsto in quella sede un vertice con il nemico-amico Putin. Anche in Europa le ultime vicende sui migranti dimostrano che gli ideali europeisti per Macron sono stati lo strumento per infinocchiare i francesi e installarsi all’Eliseo, ma faticano assai a diventare pratica politica quando le questioni sul tappeto toccano l’egoismo nazionalistico. Non parliamo poi del fatto che l’Austria schiera l’Esercito al confine con l’Italia per respingere i migranti e persino la Spagna si è unita a Macron a schiaffeggiare le giuste richieste di aiuto e di coordinamento provenienti da un governo che pare un po’ troppo remissivo.

Possiamo dire che il nostro paese paga con l’indifferenza europea sui migranti la tolleranza della Commissione UE sul pasticcio dei salvataggi bancari?

In Europa niente è gratis. Forse dobbiamo ancora capirlo appieno.

Aspettiamo perciò che Wall Street sbrighi la matassa e ci indichi se i mercati vorranno trascorrere l’estate al rialzo o al ribasso.

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