Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

Il Caos regna sovrano
08/06/2017 08:35

I mercati finanziari, con qualche sussulto intraday, si trascinano un po’ frastornati all’appuntamento con i molti eventi che ci aspettano oggi.

Ieri, come spesso accade alla vigilia della riunione BCE, si sono susseguiti rumor e smentite sulle intenzioni del Direttorio, che hanno agitato un po’ le acque. La soffiata che la BCE stesse per rivedere significativamente al ribasso le previsioni sull’inflazione futura hanno dato smalto in tarda mattinata a obbligazionario ed azionario europei, dato che, se così fosse, le prospettive di normalizzazione della politica monetaria europea si allontanerebbero nuovamente, insieme all’allontanarsi dell’inflazione da quel 2% che è da sempre l’obiettivo della BCE.

La smentita della soffiata ha poi calmato le acque nel pomeriggio, durante il quale poi, l’arrivo di un dato sulle scorte di petrolio americane sorprendentemente alto, ha causato un vero e proprio crollo del prezzo del greggio, che ha perso istantaneamente quasi due dollari ed è atterrato persino sotto i 46 dollari al barile, annullando i segnali di rimbalzo che le tensioni in medio-oriente avevano suggerito fino ad un attimo prima del dato.

Lo shock ha piegato anche l’azionario europeo, che ha chiuso la giornata in modesto ribasso e restituito i guadagni che a metà seduta erano anche abbastanza evidenti. Sullo sfondo, a complicare le cose, anche l’evoluzione dello scacchiere geopolitico medio-orientale, dopo il clamoroso isolamento del Qatar da parte dei principali governi sunniti dell’area, che si sta ingarbugliando sempre più. Infatti ieri si è registrato il primo attacco terroristico dell’ISIS all’Iran, con l’assalto di un commando nientemeno che al Parlamento iraniano. Che l’Iran fosse uno dei principali nemici dell’ISIS lo si sapeva, dato che si sta dando molto da fare nei combattimenti per annientare lo stato islamico in Siria, in collaborazione con Assad e i russi. Ma vedere che l’ISIS ha gli stessi obiettivi dell’Arabia Saudita, che a parole dichiara guerra al terrorismo, complica un po’ le idee. In realtà tutti parlano di terrorismo ma lo intendono in modo diverso gli uni dagli altri. Per i sunniti il terrorismo è quello sciita dei fratelli musulmani e di Hezbollah. Per gli sciiti il terrorismo è quello dell’ISIS, di matrice sunnita. La battaglia semantica rivela che in realtà stiamo assistendo ad un inasprimento dell’eterna lotta fratricida tra mussulmani sciiti e sunniti, che prosegue da molti anni. Il terrorismo viene usato e strumentalizzato dalle monarchie  e dalle dittature  sunnite per combattere il nemico sciita iraniano, e viceversa.

Un bel grattacapo per l’occidente, che si trova a dover scegliere da che parte stare e non può stare contro entrambi. Trump, che si è trovato a dover gestire una situazione che, ovviamente, non conosceva, con le recenti prese di posizione durante il suo viaggio in Arabia Saudita ha soffiato sul fuoco di questo braciere, che è presto divampato in scontro aperto. Allora, con improvvidi tweet, ha prima appoggiato il fronte sunnita contro il Qatar traditore e l’Iran, poi devono averlo informato che gli USA in Qatar hanno la principale base militare da cui decollano gli aerei che bombardano l’ISIS. Allora ha fatto marcia indietro e sembra disposto a lavorare per una mediazione tra le parti, anche se l’Iran rimane ufficialmente il nemico numero 1. Un nemico che però sta combattendo l’ISIS che fa le stragi in occidente, mentre gli alleati arabi lo stanno facendo solo a parole, e neanche troppo. Il lettore che ci capisce poco da questo guazzabuglio, non si preoccupi. Non ci capiscono molto neanche i leader politici, che però dovrebbero preoccuparsi un po’ di più, dato in questa situazione è il caos a regnare sovrano. Non va molto meglio nella politica interna americana, dove l’audizione di Comey sul russia-gate nella notte non ha fornito nessuna novità significativa. Ha confermato che Trump gli aveva chiesto “fedeltà” e che lui l’ha interpretata come una richiesta di chiudere un occhio sul collaboratore di Trump, Flynn, che sembra abbia avuto finanziamenti elettorali dalla Russia. Ma non ha dichiarato che Trump abbia fatto pressioni esplicite. Perciò i democratici possono urlare contro Trump sulla sostanza delle pressioni, mentre gli avvocati di Trump possono sostenere che Comey ha scagionato Trump, non avendo portato prove esplicite contro Trump.

La lista delle complicazioni politiche prosegue con il voto in Gran Bretagna, che appare molto incerto. La May, per raccattare qualche voto di paura, in questi ultimi giorni si è vestita da Trump, arrivando a dichiararsi pronta a stracciare i diritti civili pur di sradicare il terrorismo. Corbyn risponde con aplomb che basterebbe non commettere gli errori e le negligenze che la polizia ha commesso fin da quando era la May a guidarla da Ministro degli Interni. E avanza proposte di sinistra, come l’abolizione delle rate universitarie. I sondaggisti sono nel pallone e sparano cifre quasi a caso. Pertanto l’appuntamento elettorale pare più che mai “al buio” e solo nella notte capiremo, forse, il destino degli inglesi e della Brexit.

L’unica certezza per oggi sembra essere l’atteggiamento spavaldamente accomodante che Draghi si appresta a assumere ancora una volta nella riunione BCE e nella successiva Conferenza Stampa, forte dei dati sull’inflazione in calo, che danno ragione alle sue passate convinzioni, ribadite più volte, che l’inflazione strutturale non fosse ancora rianimata in modo convincente. Oggi potrà sorridere ed affermare: “Tutto come previsto”, accantonando con un’alzata di spalle tutte le ipotesi di accelerazione del tapering che nelle scorse settimane erano emerse tra gli esperti. Il niente di nuovo dal fronte BCE dovrebbe sicuramente fornire un contributo rassicurante ai mercati, sia a quelli obbligazionari che a quelli azionari. Ce ne sarà bisogno, dato lo sballottamento geopolitico che stanno subendo in questi giorni.

Il nostro mercato fa un po’ storia a sé, dato che pare appeso sempre più alle alterne vicende della legge elettorale, che è tornata in bilico per le giravolte dei 4 piccoli leader. Ieri è stato Grillo a causare uno stop, dovuto alle dissidenze interne al M5S. Sembra che voglia far votare ai militanti il testo da approvare in aula, in modo da vincolare i parlamentari alla democrazia del web. Ma questo provocherà qualche ritardo nell’approvazione. Intanto, dopo che molti dei grandi nomi del passato Ulivo (Napolitano, Prodi, Veltroni) si sono schierati contro la smania di Renzi e Prodi ha speso parole molto generose su Pisapia, comincia a prendere forma, alla sinistra di Renzi, un abbozzo di partito guidato proprio dall’ex Sindaco di Milano, in grado di calamitare un bel po’ di consensi. Un sondaggio del Fatto Quotidiano attribuirebbe ad un partito che unisse la Sinistra addirittura il 16% dei consensi, che verrebbero sottratti in gran parte al PD. Ma, ovviamente, per arrivarci, Pisapia dovrà mettere d’accordo gli innumerevoli grumi che compongono la galassia di sinistra, e sarà impresa titanica. Ma, se l’impresa andasse in porto, Renzi sarebbe riuscito a unificare la sinistra fuori dal PD, e verrebbe distrutto dalla sua stessa avidità di potere. Ma con lui anche le possibilità di fare governi con maggioranze organiche. L’odissea democratica del nostro paese continuerebbe e la necessità di passare in autunno tra Scilla e Cariddi dei mercati finanziari si farebbe piuttosto pericolosa.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

VUOI FARE TRADING CON SODDISFAZIONE?

IMPARA IL TRADING DA CASA - ESTATE:  9 Video per imparare a fare bene il trading online.

Il primo webinar è gratis. Gli altri sono disponibili fin da subito e fino a fine settembre in edizione registrata.

Inoltre sarai iscritto al prossimo ciclo in diretta che partirà a settembre.

                                           SCOPRILI QUI