Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

Azionario tranquillo, obbligazionario dubbioso
24/05/2017 08:36

L’abbiamo già visto altre volte e nel commento di ieri è stato facile pronosticarlo. Il feroce attentato di Manchester, che nella notte ha seminato la morte tra i ragazzini ad un concerto ed ha colto completamente alla sprovvista l’intelligence britannica, è riuscito a frenare i listini europei solo per qualche minuto, all’inizio della seduta.

Poi il cinico “Business as usual” è tornato ad imporsi ed il terrore è stato rapidamente dimenticato. Le Borse occidentali hanno così potuto estendere ancora un poco il recupero verso i massimi di periodo o assoluti. Eurostoxx50 (+0,58%) ha recuperato appieno il calo di ieri, mentre l’americano SP500 ha nuovamente accarezzato quota 2.400, chiudendo definitivamente quel poco di gap che ancora restava aperto da mercoledì scorso.

La volatilità si è ulteriormente contratta e l’indice Vix, che la misura, si è mosso ancora al ribasso, sotto quota 11, fotografando il ritorno alla tranquillità per gli operatori, tornati a loro agio in questi giorni in cui Trump ha accantonato le polemiche politiche e giudiziarie interne per esprimere mirabolanti prodezze geopolitiche nel suo viaggio teologico - commerciale da questa parte dell’oceano, dove sta incontrando le tre grandi religioni del mondo e nel tempo libero ha piazzato qualche centinaio di miliardi di armamenti agli arabi, facendosi promettere che questa volta non verranno usate contro i soldati americani, come è sempre successo in passato da quelle parti.

Oggi i media saranno tutti presi a descrivere il pittoresco incontro di primo mattino tra il diavolo del business e l’acquasanta vaticana e l’imponente apparato di sicurezza, di cui ho già assaggiato stamattina l’invadenza, essendo a Roma per un corso, avrà il suo del daffare per vegliare sullo shopping delle sue signore, e Roma si bloccherà per assistere allo show, come spesso accade quando arrivano i super-vip.

La ritrovata tranquillità dei mercati si potrebbe esprimere oggi in un nuovo attacco ai massimi assoluti da parte dell’indice USA SP500, mentre quelli europei distano ancora un po’ troppa distanza dai massimi della scorsa settimana per pretendere di metterli sotto pressione fin da oggi.

Il commento potrebbe terminare qui, dato che non vedo altro di urgente da segnalare. Non è urgente, ma lo segnalo lo stesso, il fatto che in USA da qualche giorno si assista ad un’accelerazione nel processo di appiattimento della curva dei rendimenti dei Treasury Bond.

La questione è un po’ tecnica. La curva dei rendimenti in base alla durata dei prestiti esprime il rendimento che giorno per giorno il mercato pretende per i gli strumenti obbligazionari di diversa durata residua. Il comportamento normale di questa curva è quello di avere una certa inclinazione positiva, che esprime il fatto che gli strumenti di durata più lunga hanno un rendimento effettivo a scadenza progressivamente più alto di quelli di più breve durata residua. E’ una cosa normale perché anche il rischio è maggiore sui prestiti di lunga durata. Quando si verifica un appiattimento dei rendimenti, cioè si riducono in modo significativo le differenze tra strumenti di durata diversa, questo è un segno che il mercato obbligazionario sta scontando un possibile rallentamento congiunturale. L’appiattimento è un primo segnale di attenzione, anche se l’allarme rosso scatta solo quando la curva si inverte e i rendimenti a lungo termine scendono a livelli inferiori a quelli di breve.

Il fatto nuovo è che in questi giorni il differenziale di rendimento tra il Treasury decennale ed il titolo biennale si è significativamente ristretto al di sotto del punto percentuale, e ciò è dovuto all’incremento dei rendimenti a breve, che scontano le mosse future della FED, che dovrebbe presto alzare nuovamente i tassi ufficiali, e la diminuzione dei rendimenti a lungo termine, che invece scontano le incertezze della crescita futura dell’economia americana. Un’incertezza che i mercati azionari ancora non vedono, dato che stanno appiccicati ai massimi storici. Questa diversa interpretazione della realtà da parte dei due comparti finanziari principali non è una novità. La si vede spesso nei momenti di incertezza, quando il ciclo economico sembra essere al culmine ed in procinto di svoltare verso il rallentamento o magari la recessione.

Evidentemente gli operatori dell’obbligazionario e quelli dell’azionario non possono avere ragione entrambi, dato che scontano scenari opposti. Qualcuno evidentemente ha una percezione errata. A volte è eccessivo il timore degli obbligazionisti, che scambiano per inversione un semplice rallentamento. Altre volte invece è l’euforia dell’azionario a offuscare la mente degli operatori che continuano a comprare senza accorgersi per tempo che il ciclo è cambiato.

E’ comunque un fatto che quasi sempre le inversioni congiunturali sono precedute e quasi annunciate dall’inversione della curva dei tassi. Per questo ciò che si comincia a vedere non può essere sottovalutato ed andrà attentamente monitorato in futuro.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

VUOI FARE TRADING CON SODDISFAZIONE?

IMPARA IL TRADING DA CASA - ESTATE:  9 Video per imparare a fare bene il trading online.

Il primo webinar è gratis. Gli altri sono disponibili fin da subito e fino a fine settembre in edizione registrata.

Inoltre sarai iscritto al prossimo ciclo in diretta che partirà a settembre.

                                           SCOPRILI QUI