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In attesa della Resurrezione anche per i mercati
13/04/2017 08:41

La situazione geopolitica, che, per usare un eufemismo, potremmo definire non idilliaca, mantiene vivaci le prese di beneficio da parte degli investitori ed obbliga gli indici USA a passare tutta in negativo anche la terza seduta della Settimana Santa, che, ricordo, si chiuderà con la seduta odierna, dato che quasi tutte le borse mondiali domani saranno chiuse in occasione del Venerdì Santo. Lunedì invece saranno aperti i mercati USA, mentre faranno festa, la tradizionale Pasquetta, le borse europee.

La settimana Santa è tradizionalmente un periodo anomalo, dato che le assenze dai monitor di operatori che anticipano le feste si intensificano man mano che ci si avvicina alla Pasqua. Quest’anno però gli eventi geopolitici impongono una maggiore presenza e soprattutto il patema d’animo di temere brutte sorprese dai fronti caldi dello scacchiere mondiale, Siria e soprattutto Nord-Corea.

Qui prosegue l’avvicinamento alla penisola coreana di una flotta piuttosto nutrita di navi da guerra americane, con portaerei e sottomarini nucleari dotati di armi abbondanti e molto sofisticate, che lascia supporre un possibile, spettacolare quanto pericoloso, “contatto” con la Corea del Nord. L’occasione potrebbe essere proprio l’ennesimo test missilistico che il dittatore Kim Jong Un avrebbe in mente di effettuare proprio a ridosso del 15 aprile, in occasione dei festeggiamenti in onore del nonno, capostipite della dinastia dei dittatori coreani.

Intanto, ben prima dei razzi americani, l’Italia ha già sparato in Corea il suo “Razzi”. Il senatore più famoso d’Italia, per merito delle imitazioni di Crozza, ieri ha fatto sapere di essere in volo per partecipare ai festeggiamenti coreani, invitato dal regime, e che farà di tutto per favorire una distensione. Trump si sentirà certamente rassicurato.

Ieri si è svolto anche il tanto atteso incontro tra i ministri degli esteri di Russia e USA a Mosca. Si confidava in un allentamento della tensione, favorito da chiarimenti a quattr’occhi. Il clima non si è però svelenito. Le dichiarazioni al termine dell’incontro hanno rimarcato che i rapporti tra USA e Russia sono ai livelli minimi. Sulla pietra dello scandalo, cioè l’uccisione di decine di civili con armi chimiche, restano due versioni dei fatti diametralmente opposte. Per gli USA è stato Assad, definito “animale malvagio”, mentre per i russi sono stati i ribelli per scatenare la reazione americana contro Assad. Tuttavia l’incontro non ha acuito ulteriormente le divergenze, ed ha fatto apprezzare la capacità diplomatica del Segretario di Stato USA Tillerson, che ha addirittura incontrato, fuori programma, anche Putin. La capacità diplomatica, nell’amministrazione USA, è merce rara, come dimostra la gaffe di Spicer, portavoce di Trump, che ha candidamente affermato che neppure Hitler usò le armi chimiche, dimenticando gli oltre 6 milioni di ebrei, gasati prima di essere inceneriti nei campi di sterminio.

I mercati USA hanno perciò avuto motivi validi per scendere ancora un po’, mettendo a segno, con il più rappresentativo indice SP500, la sesta seduta negativa delle ultime nove.

Non che la discesa sia stata nel complesso molto forte. L’indice ieri ha chiuso a quota 2.345. Dai 2.368 punti del 30 marzo il calo è decisamente contenuto (-0,97%). Ma desta perplessità l’incapacità mostrata di invertire lo stillicidio delle vendite.

Questa situazione mantiene perciò pienamente in vita la fase correttiva di breve termine, che avrebbe un primo obiettivo ribassista a 2.325, raggiungibile per inerzia se continuerà il braccio di ferro. Una malaugurata escalation bellica in Corea porterebbe probabilmente anche allo sfondamento di questo supporto, con l’interessamento di area 2.300.

In Europa la seduta è stata caratterizzata dalla fuga dal rischio sui mercati obbligazionari. Le accresciute incertezze dei sondaggisti sul voto francese hanno mantenuto lo spread transalpino al di sopra dei 70 punti, sebbene in leggero calo rispetto ai 75 punti del giorno prima. Lo spread italiano è salito ancora a quota 208 finale, ma in mattinata aveva superato anche i 210 punti. Evidentemente i mercati penalizzano il nostro paese più degli altri, anche in considerazione della scarsa comunicazione del governo su DEF e manovrina correttiva. La conferenza stampa di Padoan di martedì ha comunicato numeri abbastanza in linea con quel che vuole la Commissione UE, non i dettagli su come verranno raggiunti questi obiettivi. In questi casi i mercati sospettano che nella maggioranza non ci sia molto accordo sulle misure da adottare e temono sorprese negative.

Il nostro indice azionario Ftse-Mib è stato nuovamente il peggiore d’Europa, stavolta a braccetto con lo spagnolo Ibex, trascinato giù, tanto per cambiare, dai titoli bancari, mentre la buona verve di qualche utility è servita a contenere il calo dell’indice, che avrebbe potuto essere anche maggiore.

Sta di fatto che il Ftse-Mib si è ormai allontanato abbastanza dai massimi raggiunti a 20.540 punti il 3 aprile scorso. Ieri è nuovamente sceso sotto il supporto di 20.025 e per un po’ anche sotto il livello psicologico dei 20.000 punti.

Una nuova rottura odierna di 20.000, confermata dalla chiusura di giornata (e di settimana) autorizzerebbe a parlare di fase ribassista iniziata anche per il nostro indice, che nel mese di marzo ha brillato per forza relativa rispetto a tutti gli altri mercati azionari.

Un mesta conclusione della settimana santa. Non resta che sperare nella Risurrezione anche per il nostro mercato.

Intanto a tutti i lettori auguro di trascorrere serene giornate di Festività Pasquali.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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