Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

Mercati nervosi per le troppe minacce di guerra
04/04/2017 08:38

La settimana si è aperta con una dose abbastanza marcata di nervosismo da parte delle Borse mondiali, che non gradiscono sentire toppo utilizzare la parola guerra.

Se ci riflettiamo, negli ultimi giorni questo termine che frena gli ottimismi è stato pronunciato più volte dai commentatori politici.

Non solo quando parlano delle numerose guerre ancora in corso e che sembrano essere ancora lontane da una soluzione. Lo ha dimostrato l’ennesimo attentato terroristico che questa volta ha colpito la Russia. A queste guerre il mercato è abituato e non le considera più. Ma altri utilizzi del fosco termine sono stati introdotti in questi ultimi giorni. A cominciare dalla prova di forza protezionistica contro tutto il resto del mondo che Trump, in assetto da wrestling, ha deciso di combattere. Tutti evocano scenari di guerra commerciale dopo l’introduzione dei primi dazi contro i 90 prodotti europei ed i provvedimenti per preparare altre bordate contro la Cina e tutti i paesi con cui l’interscambio americano accusa deficit. Lo scenario è preoccupante e potrebbe effettivamente, grazie alle ovvie ritorsioni che i paesi colpiti attuerebbero all’istante, rischia di avvitare l’economia mondiale in un processo di autodistruzione della globalizzazione, che è stata il motore principale della crescita economica mondiale di questo terzo millennio, già in affanno da qualche anno, dopo lo shock della recessione globale del 2009.

Nel week-end Trump ha poi anche minacciato, direttamente la Corea del Nord ed indirettamente la stessa Cina, di prendere provvedimenti decisivi se i cinesi non convinceranno in fretta i coreani a smetterla con la provocazione degli esperimenti missilistici. E’ la minaccia di un attacco militare in grande stile contro un paese povero ma dotato di armi nucleari e soprattutto di un leader assolutamente irragionevole, e pertanto capace di qualunque azione. E, dato che la Cina, finora, sempre più a disagio, lo ha protetto, le parole di Trump non faranno certo molto piacere al Presidente Xi, che arriverà in Florida giovedì per un vertice che si annuncia piuttosto teso e tutto dedicato alla discussione dei numerosi temi di contrasto esistenti tra i due paesi.

Se uniamo a queste considerazioni anche l’effetto di inerzia ribassista sui rendimenti obbligazionari, che il rallentamento dell’inflazione ha fatto emergere in Europa e quello sulla crescita attesa in USA sta imponendo in America, comprendiamo i motivi per cui la giornata di ieri ha ripetuto il calo di venerdì sulle borse americane e trascinato l’Europa a restituire quanto aveva guadagnato venerdì.

A spingere giù i listini sono state soprattutto le banche, condizionate in negativo dal calo dei rendimenti. E questo significa che le peggiori performance tra gli indici azionari europei ieri sono toccate allo spagnolo Ibex ed al nostro Ftse-Mib, che sono i più carichi di bancari. Entrambi hanno accusato un calo di oltre un punto percentuale.

L’indice americano SP500 ha confermato per ora l’incapacità di invertire la tendenza negativa di breve, fissando il terzo massimo discendente dopo la fine di febbraio. Tuttavia la scivolata di ieri, che per più di due ore sembrava in grado di farsi preoccupante, nella seconda parte della seduta (con le borse europee già chiuse) è stata quasi del tutto riassorbita. Questo fatto potrebbe oggi fornire una seconda possibilità ai mercati USA per riprovare a sfondare la trendline discendente che ora passa da 2.376 punti.

Il recupero finale di Wall Street stamane potrebbe dare agli indici europei la spinta per tentare di assorbire il calo di ieri e ripristinare il trend rialzista, anche se la forte sovra performance europea della scorsa settimana potrebbe invogliare a proseguire nelle prese di beneficio.

Un nuovo calo odierno di Wall Street sarebbe probabilmente in grado di far tornare le borse europee alla classica correlazione e segnare la fine della ricreazione.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

VUOI FARE TRADING CON SODDISFAZIONE?

IMPARA IL TRADING DA CASA:  9 Webinar in diretta e differita per imparare a fare bene il trading online. Il primo webinar è gratis.

FARE TRADING CON LE OBBLIGAZIONI: 2 Webinar in diretta e differita per capire il mondo delle obbligazion per l’investimento ed il trading .

APRI LA PORTA A FUTURES ED OPZIONI: 2 Webinar in diretta e differita per imparare ad utilizzare nel tuo trading gli strumenti finanziari derivati.

                                           SCOPRILI QUI