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Aspetta e spera e' il motto dei mercati
16/01/2017 08:32

I mercati sembrano voler attendere l’insediamento di Trump prima di prendere decisioni direzionali.

Pare questo il messaggio che ci consegna anche la scorsa settimana. Infatti, dopo il rally che ha interessato le 5 settimane comprese tra la seconda di novembre e la seconda di dicembre, in cui i mercati USA hanno trascinato il resto del mondo in un poderoso rally, confidando sui miracoli che Trump ha promesso in campagna elettorale, le ultime 5 sono state invece settimane decisamente laterali, in cui nell’ultima settimana dello scorso anno si è addirittura imbastita una mini-correzione che le due prime settimane del 2017 hanno recuperato, ma senza avere la convinzione necessaria per proseguire il rally.

Chi confidava che Trump, una volta entrato nei panni del Presidente degli Stati Uniti d’America avrebbe smesso di insultare gli avversari e sparare bugie, per ora è stato deluso dalle bordate di grossolani tweet che continua a vomitare specialmente di notte. Riguardo alle bugie basta citare la statistica sul riscontro (gli americani lo chiamano  “fact checking”) delle affermazioni fatte da Trump durante la prima conferenza stampa presidenziale, tenuta mercoledì scorso, che numerose agenzie di stampa ha pubblicato. Sono state ben 14 le bugie raccontate, alcune grossolane, come quella che i disoccupati da assorbire in USA sarebbero 96 milioni. Vuol far lavorare anche studenti, pensionati e casalinghe?

Dovremo purtroppo abituarci a questo continuo stravolgimento della realtà chiamato post-verità. Ci dicono che è il nuovo stile comunicativo del millennio. In realtà è uno stile da sempre usato dalle dittature. Sovietici e cinesi sono stati maestri, oltre a tutti i regimi autoritari in giro per il mondo. Si pensava che l’emblema della democrazia ne fosse indenne. Forse chi ha i capelli grigi come me ricorderà la vicenda di Bill Clinton e Monica Lewinsky, nel 1998. Al di là degli aspetti boccacceschi, Clinton rischiò la destituzione per aver “mentito al popolo degli Stati Uniti”. Venne poi salvato da un voto del Congresso che non considerò una bugia l’affermazione di Clinton di non aver avuto rapporti sessuali completi con la celebre stagista. L’America e il mondo tremarono per una bugia.

Ora Trump, prima di cominciare ne racconta 14 in una sola conferenza stampa. Aspetto con ansia l’arrivo anche in USA di qualche zoccola nipote di Putin da proteggere (Mubarak non c’è più).

A far riflettere i mercati è anche l’inconsistenza di dettagli che vengono per ora emergono sui programmi futuri. Solo slogan aggressivi e nient’altro. Occorrerà che i suoi consiglieri, che ho l’impressione che vengano assai poco ascoltati, gli ricordi che la campagna elettorale è finita e continuare a spaccare la nazione fomentando l’odio può essere utile ad un candidato populista che vuole prendere il potere, ma dannoso per chi il potere lo vuole conservare.

Insomma. Mi sono dilungato sul gossip perché di sostanzioso questa settimana si è visto poco. Temo che sarà così anche la prossima, che già comincia con un giorno di vacanza in USA. Oggi è il Martin Luther King Day ed i mercati USA sono chiusi. Quelli europei non avranno il consueto traino americano, mentre la borsa italiana, dove qualcosa è capitato, dovrà assorbire qualche seccatura. Su tutto lo scandalo dieselgate, che ha coinvolto Fiat Chrysler e nel week end sembra incattivirsi per la polemica tra Berlino ed il governo italiano, con i tedeschi che invocano controlli su Fiat anche in Europa ed i ministri italiani che rispondono “Pensate a Volkswagen”. Ma qualche problema potrebbe venire fuori anche sul settore bancario, dato che venerdì anche la quarta delle principali agenzie di rating, la canadese DBRS, ha tolto la A al merito di credito del debito pubblico italiano, declassandolo a BBB, come le altre 3 (Moody’s e Standard&Poor’s, americane, e la francese Fitch). Questo fatto comporta l’immediato aumento dei margini sul collaterale che le banche italiane debbono consegnare a garanzia della liquidità chiesta in prestito alla BCE. Ma anche la notizia della inchiesta della Procura di Milano sulla fusione da cui è nato il Banco BPM potrebbe causare qualche presa di profitto sul settore.

Non mancano comunque le notizie positive. Mentre scrivo appare la notizia della fusione tra Luxottica e la francese Essilor, che creerà un colosso da 50 miliardi di euro.

Stiamo a vedere. Comunque i mercati, a parte storie specifiche credo che si trascineranno in laterale fino a Venerdì alle 18, quando in USA finalmente inizierà il rito di insediamento del nuovo Presidente e, con un tocco di bacchetta magica, un miliardario bugiardo diventerà il principe della democrazia occidentale. State toccando ferro (… o altro)? Ottima mossa.

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