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Che Regalo, Babbo Gentiloni !!
23/12/2016 08:40

Ieri i mercati in generale non hanno consegnato brividi ed hanno continuato il consolidamento con scarsi volumi in attesa che passino le festività.

Dedico il commento odierno alla questione MPS, poiché, mentre Babbo Natale sta caricando sulla slitta i doni per i bambini, questa notte Babbo Gentiloni lo ha anticipato, regalando un bel pacco di miliardi pubblici (cioè nostri, di tutti gli italiani) ai possessori di bond subordinati della banca e prendendosi in cambio i cocci dell’aumento di capitale.

Come tutte le cose drammatiche (e quelle losche) i fatti sono avvenuti in piena notte. Alle 21 di ieri il CdA di MPS ha ufficialmente dichiarato fallito l’aumento di capitale, per insufficienza di adesioni, ed ha chiesto l’intervento precauzionale del Governo. Per evitare attacchi e facili ironie ha comunicato anche che le Banche d’Affari advisor dell’operazione (soprattutto JP Morgan e Mediobanca) non verranno pagate. Prendo atto, anche se non ci credo.

Gentiloni ha riunito alle 23,30 il Consiglio dei Ministri, che ha varato in poco più di un’ora il misterioso decreto, pronto da giorni, a cui è stato cambiato il nome mediatico: da salva-banche a salva-risparmio. Tecnicamente viene seguito un piano in tre mosse: immediatamente viene varato uno scudo sulla liquidità, che viene garantita dallo Stato fin da subito e permette di scavalcare l’anno senza violare il diktat della vigilanza BCE. Poi viene prevista la conversione obbligatoria delle obbligazioni subordinate in azioni: vengono valutate la 75% del valore nominale quelle in mano agli istituzionali e al 100% quelle in mano a pubblico retail. A questi ultimi viene poi fatto un secondo regalo: l’emissione di obbligazioni senior pagabili con le azioni da loro ricevute, che poi verranno girate allo Stato. Praticamente si scambia gratis un’obbligazione subordinata, che il mercato valutava ieri intorno al 50%, con una meno rischiosa obbligazione senior senza vincolo di subordinazione. Il meccanismo previsto non solo evita perdite per il pubblico retail, ma addirittura lo premia. Ovviamente a spese della collettività.

E’ francamente incredibile che la Commissione UE abbia accettato questo Burden Sharing all’italiana, che costituisce una plateale violazione dello spirito delle norme sulla condivisione delle perdite.

Ma l’apoteosi della faccia tosta è nella motivazione che ha giustificato questo meccanismo: “lo scopo di prevenire liti giudiziarie connesse alla commercializzazione delle obbligazioni stesse da parte degli oltre 40mila risparmiatori”. Tradotto: siccome qualcuno è stato truffato dalla banca al momento del collocamento delle obbligazioni subordinate, anziché accertare la truffa e costringere il truffatore a rimborsare il truffato, si rimborsano tutti, truffati e speculatori, con i soldi del contribuente.

Ultimo caposaldo del decreto è la concessione di garanzia pubblica alle eventuali obbligazioni emesse in futuro dalla banca salvata, per consentirle l’accesso al mercato. Anche su questo aspetto, come si faccia a negare che si tratti di aiuto di stato in violazione della concorrenza, a me risulta ostico da capire.

Mi aspetto più di una reazione negativa in Europa e soprattutto in Germania a questo decreto del Governo, che di fatto aggira tutta l’impostazione della direttiva sul Bail-in, preservando in blocco i risparmiatori retail da qualsiasi partecipazione alle perdite. E non mi stupirei nemmeno che venisse fuori che la Commissione non ha concordato un bel nulla.

La reazione del mercato è rinviata a dopo Natale, perché il titolo, che è stato tranquillamente abbandonato al suo destino nei giorni scorsi, oggi che la soluzione diventa ufficiale, è stato sospeso dalla Consob, con un altro fulgido esempio di italico tempismo.

Giunge così al termine la fase più drammatica della vicenda MPS, che ha tenuto col fiato sospeso per mesi i mercati finanziari, mandato sull’ottovolante il titolo e alimentato anche polemiche politiche.

Non credo che scenda ora un velo, che non potrebbe che essere pietoso, sulla banca. Le polemiche dovrebbero continuare, anche se l’imminenza delle festività natalizie, che vede i politici assenti da Roma e impone a tutti di essere buoni, non è il periodo più indicato per la battaglia politica.

Qualcuno sicuramente si chiederà se questo esito a tarallucci e vino, che, secondo le dichiarazioni di Gentiloni dopo il Consiglio dei Ministri, “rassicura i risparmiatori e il futuro di MPS”, è stato veramente “concordato con le autorità europee”. In tal caso, non poteva essere adottato già in estate? La scelta di consumare la liquidità e la scarsa residua credibilità della banca più antica del mondo, per arrivare ad un clima di emergenza, in cui noi italiani riusciamo sempre a dare il meglio di noi stessi e fregare l’Europa, era inevitabile? Non sarebbe stato più opportuno risparmiare al paese la penosa messinscena dell’aumento di capitale privato, ostinatamente portato avanti fino allo stremo dal CdA di MPS, secondo le direttive di Renzi e la volontà dell’advisor JP Morgan?

Perché non è stato fatto? Per garantire agli advisor la lauta commissione prevista di ben 400 milioni? Per evitare i problemi politici che Renzi ha già vissuto con il salvataggio delle “Boschi Bank”? Per usare il ricatto MPS al fine di vincere il referendum?

Sono domande che faremo bene a rivolgere a Babbo Natale, quando passerà a casa nostra, la notte di domani.

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