Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

La dannazione del Ftse-Mib si chiama banche
05/04/2016 08:34

Se vogliamo riassumere in poche parole quanto successo ieri dobbiamo parlare di battuta d’arresto per gli indici americani, dopo l’impennata euforica di venerdì scorso, modesto recupero per quelli europei e drammatica debolezza del settore bancario italiano, che ha trascinato l’indice Ftse-Mib a confermarsi come la peggior borsa del mondo in questo inizio del 2016.
Ho già fatto notare nei giorni scorsi le molteplici sfaccettature che presenta questo inizio d’anno. Ci devo tornare per ribadire lo stupore che provoca l’osservazione di un indice USA in grado di rispettare gli obiettivi rialzisti dell’ultima inversione e di tornare a meno di 3 punti percentuali dai suoi massimi (assoluti!) dello scorso anno, e di un Ftse-Mib che dai suoi massimi assoluti (realizzati in altra era geologica, cioè il 6 marzo del 2000 a quota 50.109 punti) distava ieri il 184% del suo attuale valore di 17.639, mentre dai suoi minimi assoluti di 12.295 (del 25 luglio 2012) la distanza è assai più ridotta (appena il 30%).
Se il confronto tra l’indice USA e quelli che rappresentano l’eurozona (Eurostoxx50) ed il Giappone (Nikkei225) è impietoso e rivela meglio di qualunque altro indicatore la diversa efficienza nella creazione di valore finanziario che distingue le vecchie economie nipponica ed europea dal dinamismo americano, l’osservazione del nostro listino porta a conclusioni addirittura disarmanti.
E’ il preponderante settore delle banche quotate a trascinare giù l’intero listino, come dimostra l’impressionante calo dell’indice Ftse-Banks che lo rappresenta, riuscito a dimezzare il suo valore in poco più di 6 mesi (da fine luglio 2015 ai primi giorni dello scorso mese di febbraio). Dopo un rimbalzo di 4 settimane, dalla seconda metà di marzo sta nuovamente correndo verso i minimi di febbraio, ormai molto vicini.
Gli altri settori hanno accusato, certo, una battuta d’arresto nel recupero avviatosi da metà di febbraio, ma non mancano quelli che sono ancora in positivo rispetto ad inizio anno (come i settori Utility e Alimentari). Soprattutto, nessuno è così vicino ai minimi dell’anno come il settore bancario. Tra quelli messi peggio sono presenti, non a caso, quelli più vicini come attività al settore bancario (Finanziari ed Assicurativi), insieme ad altri meno affini (Tecnologici e Telecomunicazioni).
Sulle motivazioni della debolezza delle banche abbiamo già parlato. I rendimenti a zero prosciugano le fonti di business tradizionali, che alimentano i bilanci con il margine di interesse. L’introduzione del Bail-in e la penosa gestione del salvataggio delle 4 banche popolari toscane, da parte di un governo che non ha potuto nascondere conflitti di interesse, ha provocato la ritirata o almeno la razionalizzazione dei depositi bancari da parte di molti risparmiatori. Il ruolo molto attivo, che il vittimismo italico ha spesso bollato come persecutorio, della vigilanza BCE, ha richiesto ricapitalizzazioni e forse ne chiederà ancora per ridimensionare il pericolo delle sofferenze, che in Italia sono il doppio che nel resto d’Europa e pesano (quelle lorde) per circa 200 miliardi sui bilanci del settore. La difficoltà a disfarsi in modo non troppo penalizzante di questi crediti largamente inesigibili pone infatti problemi di sostenibilità futura e potrebbe comportare altre richieste di aumenti di capitale per le banche più esposte e non in grado di ridurle.
Tutto ciò ha creato un clima di diffidenza nei confronti del settore che spinge gli investitori a vendere al primo stormir di fronde.
E’ una questione di sentiment negativo e non è molto facile invertirlo in assenza di fatti importanti in grado di far tornare la fiducia.
Lo dimostra il fatto che anche ieri le banche hanno continuato a rotolare in basso in modo uniforme, nonostante abbia preso il via ufficialmente l’estensione ad 80 miliardi di euro mensili (dai 60 precedenti) dell’acquisto sul mercato di titoli pubblici e privati per opera della BCE e delle banche centrali di Eurozona, in applicazione delle misure comunicate da Draghi il 10 marzo scorso. Eppure la misura è stata presentata come un aiuto a migliorare la solidità degli attivi bancari. Ma per ora non è servita a nulla, e le banche sembrano del tutto incapaci di reagire. Ciò non fa che peggiorare l’immagine del nostro indice e lo confina ormai da parecchi giorni in pianta stabile al fondo della classifica delle performance quotidiane delle borse europee, mentre Wall Street è ad un soffio dai massimi. C’è da chiedersi che cosa succederà quando Wall Street deciderà di correggere.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

UN AIUTO PER LA TUA OPERATIVITA'

I nostri SERVIZI INFORMATIVI ti aiutano a guadagnare in borsa con un metodo chiaro, semplice, efficace e, soprattutto, replicabile!
 

GOLD, Report Quotidiano sul Mercato Azionario, fornisce ogni giorno indicazioni di acquisto e vendita sul azioni italiane, sulle blue chips  europee e sui principali ETF-ETC quotati.     >>>  Provalo GRATIS per un mese!  <<<

GAP, Report settimanale per investire con ottica di medio periodo su Fondi ed ETF.  >>>  Provalo GRATIS per un mese!  <<<