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Rotola il Barile. Rimbalzo rinviato
12/01/2016 08:37

I mercati azionari faticano enormemente a trovare la via del rimbalzo, dopo l’incredibile serie negativa che ha portato, nella prima settimana dell’anno, a registrare perdite record generalizzate.
In USA: SP500 (-6%), Nasdaq Comp. (-6,5%); in Europa: Eurostoxx50 (-7,2%), Dax (-8,3%), Ftse-Mib (-7,2%); i BRICS: Brasile (-6,3%), Russia (-5,1%), India (-4,7%), Cina Shanghai (-10%). Non c’è stato mercato che abbia saputo resistere alla zampata dell’orso, che sembra improvvisamente uscito dal letargo. Lo stesso indice mondiale MSCI World con un impietoso -6,1% ha testimoniato quanto dura sia stata la ripresa delle contrattazioni azionarie dopo Capodanno.
Se questa settimana deve rappresentarci la reazione dei mercati, l’immagine che ci ha fornito la seduta di ieri, che l’ha iniziata, è stata quella di un pugile suonato, che si aggrappa alle residue forze per non andare K.O., ma che per ora non riesce a riprendersi dai duri colpi subiti.
L’inizio di settimana è stato subito condizionato dalla nuova caduta degli indici cinesi. Shanghai ha perso un altro 5% abbondante, rotolando nei pressi di 3.000 punti, che stamane ha difeso con le unghie e coi denti.
Gli investitori cinesi si attendevano un intervento espansivo da parte delle autorità monetarie nel week-end, che però non è arrivato. Le vendite hanno annullato il rimbalzo tecnico di venerdì e sprofondato gli indici sui supporti successivi, che oggi hanno tenuto.
In Occidente la voglia di rimbalzo si è esaurita nel pomeriggio, quando si è materializzato l’ennesimo crollo del prezzo del petrolio, che ormai è sceso a pochi centesimi da quella quota 30 dollari che i pessimisti indicavano come possibile minimo. Ovviamente cominciano a salire di numero le previsioni che spostano l’asticella a 20 dollari, aggiungendosi a quella di Goldman Sachs, che i 20 dollari li ha chiamati già prima delle vacanze di Natale.
In questo contesto è molto difficile rimbalzare e le borse europee hanno chiuso tutte in negativo, nei pressi dei minimi di venerdì scorso. Wall Street ha stretto i denti ed è riuscita a chiudere la seduta sostanzialmente in pareggio.
E’ evidente che a forza di scendere si raggiungono eccessi di breve che rendono difficili ulteriori compressioni. Oltretutto la vicinanza dei minimi di settembre costituisce un naturale supporto che potrebbe contenere la discesa in atto. Però la situazione di debolezza dei mercati è tale che diventa anche assai difficile pensare alla possibilità di recuperi miracolosi.
Resta pertanto necessario non fare troppo affidamento sul rimbalzo che è imminente, anche se non è detto che arrivi proprio oggi, dato che il petrolio non accenna ancora a stabilizzarsi.
Quel che conta sarà la qualità del rimbalzo, cioè la capacità di aggredire le resistenze che questo calo ha formato. La strada del recupero, se tale dovrà essere, è lunga e difficile.
Potrebbero sicuramente aiutare utili pimpanti da parte delle società USA, che da ieri hanno iniziato a presentare i conti. E’ infatti iniziata la stagione delle trimestrali con il solito battistrada Alcoa, che ha pubblicato utili migliori delle attese ma fatturato inferiore alle stime. Un risultato che viene definito misto, poiché il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, a seconda dell’umore.
Ma in un periodo in cui l’umore è nero, come questo, i bicchieri debbono essere traboccanti per essere considerati pieni. E le previsioni degli analisti non sono molto incoraggianti sulla salute dei bilanci delle società americane.

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