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Il 2016 si apre con uno scatto in retromarcia
07/01/2016 08:38

I mercati finanziari avevano mostrato tentennamenti significativi nelle giornate a cavallo tra Natale e Capodanno. L’indice americano più rappresentativo, SP500, aveva subdolamente concluso l’anno 2015 con performance negativa, mostrando una certa fretta di scendere anche in mancanza di evidenti catalizzatori negativi. Chi ha snobbato la debolezza dei mercati azionari con un’alzata di spalle ed ha confidato per il 2016 ancora una volta nelle previsioni positive degli “esperti”, che anche questa volta non sono mancate, come lo spumante sui tavoli di Capodanno, si è ritrovato a rivivere un inizio di anno a dir poco devastante.
Nelle prime tre sedute dell’anno (ormai possiamo dire 4 per le borse asiatiche) è sembrato di rivivere l’incubo di agosto, con vendite generalizzate e fuggi fuggi frettoloso degli investitori, atterriti dalle incertezze dell’economia mondiale e dalle certezze sull’inasprimento della situazione geopolitica mondiale.
Tutte le novità giunte sui monitor di questo per ora terribile 2016 (per i superstiziosi: anno bisesto, come il 2000 e come il 2008) sono state negative. In ambito geopolitico possiamo enumerare le nuove tensioni in Medio-Oriente tra Arabia Saudita ed Iran, che hanno interrotto le relazioni diplomatiche, aggiungendo ulteriore benzina sul fuoco già assai vivace della guerra all’Isis; il nuovo test nucleare annunciato ieri dalla Corea del Nord; le persistenti minacce terroristiche in Europa, che hanno blindato i festeggiamenti di fine anno in molte grandi città; l’incapacità europea di gestire il flusso di profughi, col rischio che venga mandato in soffitta il trattato di Schengen.
In ambito economico, mentre il prezzo del petrolio continua la sua discesa verso quota 30 dollari ed ha rotto anche il minimo del 2009 di 33,81 dollari al barile, è tornata sul braciere la questione cinese, che non riesce a svoltare verso una stabilizzazione della crescita e continua a diffondere dati congiunturali che evidenziano un persistente rallentamento economico che le numerose misure di allentamento monetario e di stimolo fiscale del governo non riescono a fermare. Le autorità cinesi stanno rispondendo svalutando il yuan, esattamente come in agosto. E come in agosto la fuga di capitali porta il terremoto sulle borse, a cui le autorità cinesi rispondono con le nuove misure di sospensione automatica delle contrattazioni. La seduta odierna sulla borsa di Shanghai è stata sospesa dopo pochi minuti, quando l’indice ha superato la perdita del -7%. Questo indice ha già perso il 12% in questo scorcio di 2016 e sembra voler precipitosamente tornare verso i minimi dell’agosto scorso a 2.850. La perforazione odierna di quota 2.250 impone questo obiettivo nei radar del mercato azionario cinese.
Tutte le borse mondiali stanno accusando seri danni da questa improvvisa scarica di panic selling.
Ieri sera SP500 ha violato anche in chiusura di seduta i 2.000 punti e torna a testare, per la quarta volta, l’area di supporto di 1.990, che separa lo scenario ribassista da quello laterale.
In Europa Eurostoxx50 ha recuperato in chiusura quota 3.139, che aveva sfondato nel durante. Si tratta del minimo di dicembre, che oggi verrà ulteriormente messo alla prova con buone possibilità di sfondamento. In tal caso la strada sarebbe spianata per un ritorno in area 2.985, dove l’indice è rimbalzato ad agosto e nuovamente a settembre. Il nostro Ftse-Mib ieri ha rotto, sebbene non in modo eclatante, il forte supporto di 20.500 ed oggi dovrebbe testare 20.158, che è il minimo realizzato il 24 di agosto. Il fatto che il nostro indice arrivi già oggi ai supporti da ultima spiaggia dimostra la debolezza relativa del nostro mercato, con buona pace della maggior parte dei commentatori finanziari, evidentemente affetti dal virus della Renzite, che ci hanno inebetito narrandoci le piacevoli vicende della nostra borsa migliore d’Europa nel 2015. E’ vero che il Ftse-Mib ha fatto +12,6% nel 2015, ma il dato scomposto ci parla di un parziale di +27% da gennaio al 20 luglio e di un -14,4% da quella data alla fine dell’anno. Ed ora si ritrova a combattere per non sprofondare agli inferi che già si intravedono sotto quota 20.000 punti.
Questa settimana sarà decisiva per le sorti del 2016. Ne parleremo nel commento di domani. Oggi ci tocca sperare nel miracolo del rimbalzo.

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