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Lanciati verso lo 0-0
23/12/2015 08:34

Dopo il rimbalzo riuscito di lunedì, anche ieri Wall Street ha proseguito la rincorsa verso il pareggio.
Questo 2015, che sta terminando, non è stato un anno facile per gli indici americani.
SP500, l’indice azionario americano più rappresentativo, ha ballato per 9 mesi su 12 entro lo stretto range compreso tra 1.980 e 2.135 punti, con un baricentro a 2.058 punti, magicamente coincidente con il valore finale del 2014. Solo le perturbazioni estive, provocate dal contagio subito per le bizze della borsa cinese, hanno allontanato l’indice dal suo noioso tran tran intorno ai valori dello scorso anno, ma solo per 8 settimane, da metà agosto a metà ottobre. Poi la noia è tornata a prevalere. E’ un segno molto evidente di esaurimento dell’inerzia rialzista che ha caratterizzato il mercato azionario USA dal 6 marzo 2009 al 20 maggio 2015, quando SP500 ha compiuto la sua cavalcata impetuosa e con pochi momentanei ripensamenti da quota 666 a 2.135. Ma è anche un segno che, fino a quando le banche centrali non si mostreranno maggiormente convinte a tornare alla normalità monetaria ed abbandonare la politica dei tassi a zero, come sembra voler fare, tra mille cautele, la FED americana, il paracadute rappresentato dalla mancanza di alternative all’investimento azionario continua a funzionare ed attenua la volatilità. Il toro non ha più la forza per scorrazzare, ma l’orso, tenuto per ora a bada dagli aiuti monetari, non ha ancora la forza di abbatterlo.
Non c’è pertanto molto da stupirsi se il valore di 2.058 per l’indice SP500, dopo aver esercitato la sua attrazione per tutto l’anno, sta mostrando di essere efficace anche in queste battute finali dell’anno borsistico, in cui appare sempre più evidente dai volumi di contrattazione che l’attenzione si sta spostando verso i festeggiamenti natalizi.
Ieri SP500 è ulteriormente progredito, chiudendo a 2.039 e riducendo ormai a meno di un punto percentuale la distanza che separa il segno meno dal segno più sulla tabella dei risultati annuali.
Non è più tempo di rally di Natale. Il Babbo Natale americano quest’anno non riuscirà a portare altro che il mesto pareggio (almeno si spera).
Quello europeo è stato un po’ più generoso, ed il segno positivo pare acquisito per tutti i principali indici di Eurolandia, anche se l’attuale +7% dell’indice Dax è assai meno del +26,3% raggiunto il 10 aprile scorso, e il +10,8% che vanta il nostro indice Ftse-Mib (il migliore d’Europa! Strano che Renzi se lo sia fatto scappare) è parecchio inferiore al risultato parziale del +27% raggiunto il 20 luglio scorso. Bisogna sapersi accontentare. Anche perché il 2016 ben difficilmente potrà ripetere la bonaccia che ha caratterizzato il 2015. Il lungo laterale di SP500 assomiglia terribilmente ad una fase distributiva che precede l’inversione di lungo periodo.
Siccome le minacce per i mercati sono tante e tutte ancora ben presenti (deflazione, petrolio e materie prime al ribasso senza fine, guerre valutarie e guerre vere e proprie, possibili insolvenze per paesi emergenti e corporate high yield) non vorrei trovarmi tra un anno a rimpiangere la calma piatta del 2015.
Ma ora pensiamo alle Feste Natalizie.
Auguro, a tutti coloro che mi seguono, di trascorrere un Natale Sereno e un 2016 coronato dal raggiungimento dei propri onesti desideri (quelli disonesti non li auguro a nessuno).

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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