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Il nostro indice torna "di moda"
11/11/2015 08:31

Dobbiamo abituarci a giornate poco direzionali, in attesa che le banche centrali facciano le loro mosse ed i mercati comincino a ragionare su quelle successive.
Ieri i mercati azionari occidentali hanno proseguito nell’incertezza, dopo qualche giornata di calo. Effettivamente è difficile per le borse americane continuare a salire con entusiasmo ora che Yellen ha dichiarato che a dicembre scatterà l’ora X dell’aumento dei tassi.
Anche quelle europee hanno poco da stare allegre, nonostante la debolezza dell’euro che le dovrebbe favorire.
Mai come in questi giorni si sono viste tante forze centrifughe nei confronti dell’Unione Europea.
La Grecia è tornata un problema da risolvere, dopo la sospensione degli aiuti da parte dei ministri delle finanze dell’Eurogruppo. Il Portogallo ha avviato una crisi che ha travolto il governo pro-austerity e che rischia di insediare una coalizione contraria alla disciplina europea. La Spagna rischia la disgregazione dopo che sono state avviate le procedure per l’indipendenza della Catalogna. Cameron ha presentato le condizioni per la trattativa con la Commissione UE che dovrà impedire l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Ce n’è abbastanza per non far dormire sonni tranquilli ai mercati.
Nel marasma di incertezza ieri hanno costituito eccezione positiva le due borse asiatiche che più sono salite in novembre (Giappone e Cina), che hanno proseguito il rialzo grazie all’inerzia accumulata, anche se si intravede la necessità di una pausa. Del resto proprio dalla Cina continuano ad arrivare notizie di rallentamento economico. Ieri è stata la volta dei prezzi al consumo, la cui salita si è ridotta ad un modesto +1,3%, contro le attese di un +1,5%, e dei prezzi alla produzione, che hanno subito il 44° calo mensile consecutivo, perdendo un ulteriore -5,9%. Stamane è stata la produzione industriale a mancare le attese, con un incremento del +5,6% annuale contro l’atteso +5,8%. Non credo che dati economici così brutti possano essere snobbati ancora per molto tempo.
Anche il nostro indice ha brillato, compensando la pessima prova del giorno precedente. La causa è soprattutto il ritorno impetuoso di moda dei titoli del lusso, tutti in deciso rialzo. Gli operatori vedono bene il calo dell’euro su queste società molto esposte in dollari. Anche il settore bancario ha respirato per la promozione di Moody’s, che ha alzato a “stabile” il suo outlook sulle banche nazionali.
Oggi parlerà Draghi, aprendo una serie di interventi che proseguirà anche domani con altri due discorsi e vedrà anche Yellen partecipare al “talk show” dei banchieri centrali, diventati ormai vere e proprie star mediatiche.
Noi continuiamo a vivere alla giornata, nella convinzione che, comunque, tanto lontano non si possa andare prima di dicembre.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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