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I mercati sono arrivati al Bivio
08/10/2015 08:32

Dopo tanti giorni di salita, ieri si sono viste le prime crepe nel movimento di rimbalzo dei mercati azionari. La coralità in Europa è stata interrotta da qualche piazza, che ha chiuso la seduta in negativo. In Europa si è forse esagerata la momentanea debolezza dell’indice USA SP500, che subito dopo l’apertura ha raggiunto quasi quota 2.000, ma poi ha accusato un brusco ripiegamento. Il passo indietro deve aver un po’ spaventato gli indici europei, causando un precipitoso finale. Wall Street poi ha ritrovato la forza di chiudere proprio a. 1.995, cioè la resistenza che lo sta tenendo in scacco da fine agosto e gli impedisce di fornire un valido segnale di inversione al trend di breve periodo. Tra i peggiori indici della giornata dobbiamo annoverare il nostro Ftse-Mib, che ha perso la battaglia con la resistenza di 22.200 ed è arretrato poco sopra 22.000.
Ad evidenziare un po’ di forza relativa è stato finalmente l’indice tedesco Dax, nonostante che al mattino sia arrivato un pessimo dato sulla Produzione Industriale tedesca di agosto. Anziché crescere nel mese, come prevedevano gli analisti, ha accusato un calo del -1,2%, dimostrando che la l’economia tedesca ha risentito assai della crisi cinese. Faccio notare che la batosta “dieselgate” è capitata a settembre e non ha inciso sul brutto dato di agosto. Ne vedremo gli effetti solo nelle prossime rilevazioni.
Perché allora la borsa tedesca è stata tra le migliori in Europa, salendo oltre un punto percentuale per tutta la seduta e riuscendo a chiudere comunque a +0,66%? Perché ieri è arrivato un rimbalzo abbastanza corale del settore auto in Germania. Dopo tanta sofferenza e l’ennesima confessione pubblica del nuovo CEO della Volkswagen, con promessa di redenzione, i titoli del colosso tedesco hanno rimbalzato con vigore, trascinando al rialzo tutto il settore ed incidendo positivamente sull’indice.
In USA invece la sensazione è che l’incrollabile convinzione, tipica dell’”american way of trading”, che nel lungo periodo le borse siano destinate a perenne rialzo, ha portato ancora qualche compratore all’azione, in modo da assorbire le prime prese di beneficio che sulla resistenza si sono cominciate a vedere. Del resto occorreva verificare la reazione della borsa cinese oggi. Infatti il mercato azionario cinese è stato chiuso dal 30 settembre fino a ieri. In questo periodo i mercati occidentali, quello giapponese e gli emergenti in genere hanno messo a segno un deciso e corale rimbalzo, mediamente tra i 5 e i 10 punti percentuali. Molti trader americani avranno pensato: “Vuoi che la Cina tradisca le attese e non si unisca, con una seduta scoppiettante, al ritrovato ottimismo?” Ecco allora che qualche puntatina speculativa si sarebbe ancora potuta giocare e chi sta guadagnando magari poteva aspettare ancora un giorno a vendere. Pertanto SP500 è tornato a salire e si è posizionato proprio sul punto dove oggi tutto è possibile: lo sfondamento euforico di 1.995 per tentare l’arrivo a 2.020 e magari addirittura oltre, completando un segnale di inversione che porterebbe in proiezione oltre i precedenti massimi assoluti; oppure tornare indietro se si verificasse che neanche il rabbioso recupero di fiducia altrui è bastato a far dimenticare ai cinesi le loro angustie.
Il livello chiave da osservare per l’indice di Shanghai e 3.257. Uno sfondamento decreterebbe l’uscita al rialzo dalla lunga fase di incertezza durata tutto il mese di settembre e lo sfondamento della trend line ribassista principale. Sarebbe un segnale di inversione piuttosto significativo, che anticiperebbe un miglioramento congiunturale della situazione economica cinese.
Forse basterebbe ad archiviare anche in occidente le preoccupazioni e permetterebbe una nuova tornata speculativa, trainata anche questa volta dalle attese di compiacenza dalle banche centrali: la FED che potrebbe tener fermi i tassi fino al 2016; la BCE che potrebbe allargare il suo QE, come pure la Banca del Giappone, che magari potrebbe agire piuttosto in fretta, dato che nel paese del Sol Levante continua lo stillicidio di pessimi dati congiunturali. Stamane è arrivato il crollo degli ordini di macchinari produttivi di agosto, mentre gli analisti si aspettavano una ripresa.
Lo scenario è aperto. Mentre scrivo in Asia il vento non è dei migliori. Sembrerebbero prevalere le prese di beneficio, con tutte le principali borse in calo. Fa ovvia eccezione Shanghai, che sta attuando il preventivato rimbalzo dovuto a crisi di astinenza da trading. Il livello raggiunto dall’impulso iniziale è ancora lontano dalla resistenza di 3.257. Però sappiamo che la vera partita si gioca nell’ultima ora di contrattazione, cioè tra le 8 e le 9 ora italiana, quando scendono in campo i manipolatori governativi.
Questa è una di quelle giornate in cui bisognerebbe osservare gli eventi seduti su una montagna di liquidità.

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