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La rincorsa dei compratori
06/10/2015 08:48

Dopo una chiusura di settimana in gran spolvero, anche il primo giorno di quella appena iniziata ha visto i mercati azionari occidentali proseguire il mini-rally verso le resistenze di questo incerto autunno.
Come già successo venerdì per quelli sul mercato del lavoro, i mercati hanno trovato sostegno nei brutti dati macroeconomici, riguardanti il sentiment dei manager europei ed americani.
Ieri è stata la volta dei dati definitivi di settembre dell’indice PMI Servizi dell’Eurozona, che misura l’umore di un campione di 600 Direttori degli acquisti di grandi imprese di servizi europee. Il dato complessivo è stato rivisto al ribasso, pur mantenendosi in territorio che indica proseguimento della crescita. La colpa è stata soprattutto di Italia, Spagna e Germania, tutte con revisioni ribassiste, mentre la Francia, che da mesi soffre più degli altri, ha invece ricevuto un incremento.
Nel pomeriggio anche l’analogo indice ISM Servizi americano ha riportato un calo peggiore delle attese. Il risultato sui mercati azionari è stato di oltre il +3% medio di rialzo in Europa e +1,83% per l’indice SP500 americano, che ha chiuso la seduta sui massimi a 1.987 punti.
Chi non è avvezzo alle allucinazioni speculative dei mercati, troverà strano vedere le borse recuperare con impeto in presenza di dati economici deboli, che sostanzialmente confermano i timori di rallentamento economico anche in Europa ed USA. Va però considerato che i mercati scontano le notizie in anticipo. Pertanto quel che si legge nei dati di questi giorni è stato già scontato nelle scivolate che i mercati hanno collezionato ad agosto e nella seconda metà di settembre. Ora non manca chi sta ricomprando a prezzi più bassi dopo aver venduto in precedenza o magari per mediare prezzi di carico superiori (pratica intelligente in situazioni di trend favorevole, ma disdicevole quando il mercato è al ribasso). Ad essi si aggiungono gli acquisti dei ribassisti pentiti, cioè di coloro che hanno aperto posizioni short su livelli più alti ed ora le chiudono comprando per intascare i guadagni. Costoro aspetteranno gli indici sui livelli di resistenza che a metà settembre hanno respinto il primo tentativo di recupero, per riprovare magari a shortare nuovamente. Una terza categoria di operatori sta inseguendo i mercati al rialzo: sono i gestori dei fondi che, sorpresi dallo scossone ribassista di agosto, hanno ridotto le posizioni a settembre ed ora si ritrovano sotto pesati con il mercato che rimbalza. La necessità di rimanere agganciati al benchmark li obbliga a ricomprare.
Un altro elemento che spiega la stranezza operativa di questi giorni è il fatto che brutti dati potrebbero spingere le banche centrali a perpetuare o intensificare le fallimentari politiche attualmente in atto.
La FED potrebbe rimettere nel cassetto le ipotesi di alzare i tassi quest’anno, la BOJ potrebbe già questa settimana intensificare il suo QE ed altrettanto potrebbe fare più avanti Draghi e la sua BCE.
La scommessa sull’arrivo di altra fresca droga monetaria rende piacevoli i dati brutti, come nelle allucinazioni da stupefacenti.
Sta di fatto che ora, con le due ultime pimpanti sedute, sono stati raggiunti i primi ostacoli che si frappongono ad ulteriori recuperi.
L’indice USA SP500 è a pochi punti da 1.995, il livello oltre cui non è mai riuscito a chiudere alcuna seduta dopo il 20 di agosto. E’ una resistenza forte, seconda solo ai 2.020 punti che costituiscono il massimo rimbalzo raggiunto durante la seduta del 17 settembre. Questi sono i due livelli nei pressi dei quali i venditori sono posizionati in attesa.
Analogo discorso si può fare per il nostro Ftse-Mib, che è già nei pressi della resistenza di 22.201, oltre cui, nonostante i molti tentativi, non è mai riuscito a chiudere alcuna seduta dopo il 20 di agosto. Se riuscisse a superarla troverebbe 22.449, cioè il massimo del rimbalzo di settembre.
L’indice europeo Eurostoxx50 è invece un po’ più lontano dal primo ostacolo (3.260) ed ancor più dal massimo di settembre (3.327). Avrebbe spazio per salire ancora un po’, ma ovviamente è difficile che questo avvenga senza il “nulla osta” del mercato americano.
Intanto si avvicina l’inizio della stagione delle trimestrali, che giovedì vedranno presentare i conti del tradizionale apripista Alcoa. Sempre giovedì riaprirà la borsa cinese dopo un lungo ponte. Qualche timore è più che giustificato.

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