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Un brutto dato, anzi bello
05/10/2015 08:37

Venerdì un dato assai inferiore alle attese sul mercato del lavoro USA ha sorpreso i mercati. In settembre sono stati creati solo 142.000 posti di lavoro contro la previsione di oltre 200.000. Inoltre sono stati rivisti al ribasso anche i numeri di luglio e di agosto. Perciò, dopo una mattinata passata in buon rialzo, trainata dalla buona chiusura di Wall Street del giorno precedente e dai rimbalzi asiatici, il dato americano ha causato una brusca contrazione sul mercato azionario europeo e stimolato un’apertura piuttosto pesante da parte dell’indice USA SP500.
Il timore è quello che la crisi cinese abbia spinto anche gli imprenditori USA a togliere il piede dall’acceleratore occupazionale, e che questa reazione possa incidere negativamente sul risultato congiunturale degli ultimi due trimestri americani.
Ma presto è tornata ad imporsi la classica chiave di lettura che definirei del “tanto peggio, tanto meglio”. I compratori sono riapparsi nella convinzione che dati deboli non fanno che agevolare la decisione della FED di non alzare i tassi. E’ stato infatti zittito chi, come il membro del FOMC Lacker, evocava qualche giorno fa la possibilità di un rialzo fin dalla seduta del 29 ottobre, ed anche il rialzo a dicembre comincia a non essere più così certo. Il recupero di fiducia dei compratori ha così permesso alle borse europee di chiudere in positivo ed all’indice SP500 di archiviare a quota 1.951 la quarta seduta positiva consecutiva, che ha fatto dimenticare la pessima candela di lunedì scorso.
Se diamo un’occhiata ai grafici settimanali, notiamo che le candele disegnate da SP500 ed anche da Eurostoxx50 sono molto incoraggianti. La tenuta dei supporti rappresentati dai minimi di agosto, riuscita brillantemente martedì scorso, ha stimolato un recupero che si sta facendo piuttosto ampio e potrebbe riportare i mercati azionari al test delle resistenze, rappresentate dai massimi di settembre, che sono in area 2.020 per SP500 e a 3.328 per Eurostoxx50. Anche il nostro Ftse-Mib evidenzia configurazioni analoghe e prova a riportarsi a contatto con la resistenza di 22.450.
L’ipotesi del pullback verso le resistenze sembra essere l’ipotesi di lavoro dei mercati occidentali per la settimana entrante.
Sembrerebbe confermata anche dal buon inizio di settimana dei mercati asiatici, dove il Giapponese Nikkei è tornato nei pressi di 18.000 punti e le altre piazze recuperano in modo consistente.
Probabilmente il movimento di alleggerimento delle pressioni ribassiste è facilitato dall’assenza cinese dalla scena. La piazza di Shanghai è chiusa per la lunga festività in corso e non riaprirà i battenti fino a giovedì. L’incognita è perciò come reagiranno i mercati cinesi alla riapertura. Ma intanto, in assenza del gattaccio giallo, i topi asiatici possono continuare a ballare ancora qualche giorno.

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