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Tre motivi per il rimbalzo
01/10/2015 08:41

La seduta di ieri ha portato finalmente un deciso rimbalzo sui mercati azionari di tutto il mondo. Erano parecchi giorni che non si vedevano segni positivi generalizzati come ieri. Molti listini sono saliti anche oltre il 2% e gli stessi indici americani hanno performato più o meno intorno a quella cifra.
Chi cercasse una motivazione in qualche sorta di dato proveniente dall’economia reale vedrebbe frustrati i suoi sforzi. Anzi, il dato più importante arrivato ieri è stato quello che certifica la ripresa del calo dei prezzi al consumo dell’Eurozona, ed il conseguente ritorno di pressioni deflazionistiche tutt’altro che positive per la crescita futura. Dopo un’estate passata dalla BCE ad auto-incensarsi per il successo del QE ed a prevedere il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione al 2% nel 2017, il dato di ieri rappresenta una doccia fredda e dovrebbe spingere i burocrati monetari europei ad un salutare bagno d’umiltà. Sono certo che non sarà così. Draghi sosterrà che la loro medicina avrebbe funzionato se non fosse stato per il petrolio, la Cina, ora la Volkswagen, e poi la prossima volta magari i marziani….
In una istituzione seria chi mette la faccia su un obiettivo e poi lo manca clamorosamente viene sostituito.
Ma quello della finanza è un mondo spietato solo ai bassi livelli. Il piccolo trader o l’investitore privato che sbaglia viene duramente punito dal mercato con la potatura del suo patrimonio. Agli alti livelli (banche, burocrazia, banche centrali) chi sbaglia non paga mai. I suoi errori li pagherà il contribuente.
Se l’unico dato significativo era negativo, perché mai i mercati hanno deciso di rimbalzare?
Per tre motivi legati alla psicologia di massa ed al formarsi di aspettative sul futuro.
Il primo motivo è il forte eccesso ribassista che si era accumulato nelle giornate precedenti e, come un elastico che viene teso al limite, viene il momento in cui deve essere rilasciato, con conseguenze di ritorni anche forti verso la parte opposta. Martedì scorso l’arrivo di molti indici (SP500, Dax, Eurostoxx50) sui forti supporti, rappresentati dai minimi di agosto, ha spinto alcuni ribassisti a chiudere le posizioni ed ha stimolato qualche acquisto da parte di inguaribili ottimisti, abituati negli ultimi anni a comprare con successo sui supporti, sui quali i mercati principali hanno sempre costruito la base per raggiungere nuovi massimi assoluti.
Il secondo motivo è legato al “window dressing” che in extremis qualche gestore di fondi ha tentato di effettuare alle performance del trimestre, terminato ieri, per consegnare alle statistiche risultati un po’ meno pesanti. In effetti il terzo trimestre del 2015 per i fondi azionari è stato piuttosto negativo, dato che i listini di tutto il mondo hanno accusato perdite diffuse ed in qualche caso devastanti. Si va da perdite medie intorno al 7-8% per i listini dei paesi più avanzati, fino a quasi il -20% per le borse emergenti, che tanto andavano di moda tra i promotori finanziari.
Sono perdite che giustificano i deflussi di denaro avvenuto al rientro dalle ferie da parte dei risparmiatori più aggiornati, che sarà seguito da nuovi riscatti appena quelli meno attenti riceveranno la visita del promotore finanziario con i rendiconti trimestrali del portafoglio investito.
Il terzo e forse più importante aspetto che ha stimolato acquisti, almeno nell’ottica di ipotizzare futuri andamenti dei mercati, è il riflesso condizionato che ha colpito subito molti operatori dopo il dato negativo sull’inflazione europea. La mente è andata subito alla reazione di Draghi e qualcuno comincia a scommettere che il QE sarà decisamente ampliato in tempi abbastanza rapidi, per reagire allo shock deflazionistico ed anche per approfittare del momentaneo blocco del potere di interdizione da parte della Bundesbank, da sempre contraria ad emettere troppa moneta. Con quel che è successo alla credibilità tedesca, per Weidmann sarà molto difficile opporsi a proposte accomodanti da parte di Draghi.
Se così sarà, l’euro potrebbe svalutarsi ancora ed i tassi verrebbero ulteriormente schiacciati, con conseguente sostegno alla speculazione rialzista.
E’ ovviamente presto per trarre conclusioni da un solo giorno di rialzo. Però è possibile prevedere che il rimbalzo possa proseguire anche oggi, dato che nella notte dalla Cina, che però oggi ha i mercati chiusi, è arrivato il dato dell’indice PMI manifatturiero in lieve ripresa e soprattutto leggermente migliore delle attese. La notizia ha prodotto rialzi in Asia e probabilmente verrà bene accolta anche in Europa.
Poi si vedrà. Rimbalzo è una cosa, inversione è tutt’altro affare. Per ora dobbiamo accontentarci del primo ed aspettare che il tempo, da sempre galantuomo, evolva la situazione.

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