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La FED cerca di spiegarsi meglio
22/09/2015 08:33

I mercati europei e quello americano hanno tentato il recupero dopo il tonfo di venerdì, anche se lo spessore del rimbalzo non è sembrato molto rilevante.
La seduta di ieri pertanto non modifica la direzione dei mercati, anche se toglie un po’ di pressione ribassista.
A segnare l’andamento dei mercati azionari, nel bene e nel male, è stato interamente quel che è successo nel week-end. Da un lato l’affannarsi di molti membri del FOMC ad effettuare dichiarazioni con l’intento di correggere l’errore comunicativo compiuto giovedì, che ha fatto scattare le vendite.
Sostanzialmente la FED ha cercato di chiarire che non conosce nulla di spaventoso ed ignoto ai mercati sulla situazione cinese. Il rinvio è stato deciso solo per non creare ulteriore turbativa sui mercati. La situazione dell’economia USA è solida e il rialzo avverrà quanto prima.
Un tentativo, a mio parere maldestro, per rassicurare le borse.
In questo modo la FED dichiara apertamente di essere completamente ostaggio dei mercati. Quando questi sono turbati diventa accondiscendente. Se questi si spaventano della troppa generosità, si dichiara subito pronta alla stretta. Insomma: i tempi in cui la FED prendeva le sue decisioni senza guardare in faccia la speculazione, ma soltanto gli interessi dell’economia reale, sono finiti con Greenspan. Lui ed i suoi successori (Bernanke ed ora Yellen) hanno progressivamente aumentato la connivenza con la grande speculazione, consentendo e favorendo le sue scorribande, alimentando le bolle speculative e caricandosene i fallimenti.
Ma la forma, almeno fino a qualche tempo fa, era preservata. Ora neanche più quella. La credibilità è sotto i tacchi.
Le Borse sono diventate un Casinò (spesso senza neanche l’accento) e la FED è il suo croupier.
Paga l’economia reale, che viene periodicamente disossata dai crolli causati dall’ingordigia degli speculatori e dal lassismo delle Banche Centrali. Contenti tutti, perché la politica, che dovrebbe rappresentare l’interesse di tutti è assente o connivente pure essa. La massa è ormai ipnotizzata dai videoclip di gattini sui social network o passa il tempo ad insultarsi su Facebook e Twitter, senza capire quel che sta succedendo. La libera stampa indipendente ed il giornalismo d’inchiesta sono scomparsi. Ora gli articoli si scrivono dall’ufficio facendo il collage di notizie di agenzia e i giornali sembrano tutti uguali.
Archiviato lo sfogo, notiamo che le dichiarazioni del week end hanno riportato il barometro delle previsioni verso il lato del rialzo e vanificato del tutto il tentativo di rimbalzo dell’euro sul dollaro, che già venerdì aveva mostrato la corda nel pomeriggio. Da quota 1,145, raggiunta a caldo dopo l’annuncio FED di giovedì, il cambio è scivolato ieri fin sotto 1,12. Anche questo movimento favorisce l’alleggerimento della pressione ribassista, dato che la correlazione degli ultimi tempi è chiaramente “euro debole – borse in rialzo” e viceversa.
L’altro evento del week-end che ha condizionato i listini è stata la vicenda di Wolkswagen, beccata con le mani nella marmellata a truccare i sistemi anti inquinamento dei motori diesel per sfuggire ai controlli. Risparmio al lettore un altro sfogo relativo alla continua manipolazione della realtà che le grandi multinazionali sono oggi in grado di attuare, anch’esso in barba agli interessi collettivi.
La borsa ha duramente scontato multe, spingendo il titolo Vw a perdere fino al -25%, e colpito di vendite tutto il settore, nel timore che l’abitudine sia diffusa. Dato che i produttori di auto tedeschi sono parecchi, l’indice tedesco Dax ha passato gran parte della giornata in negativo, ma nel tardo pomeriggio è riuscito anch’esso a ritrovare il segno +.
Nel panorama borsistico europeo si mette ancora in luce il nostro listino, che ha avuto anche ieri il maggior rialzo nell’area, superando il punto percentuale. La forza del Ftse-Mib è però tale solo se confrontata con quella degli altri indici europei. In assoluto non ha fornito indicazioni rialziste. Per riuscirci dovrà superare l’area 22.300, mentre Eursotxx50 dovrà salire sopra i 3.300 punti. L’indice USA SP500 ha lottato per rientrare all’interno della figura di cuneo (wedge) rotta venerdì, ma per ora non è riuscito a risalire abbastanza. E’ probabile che oggi ci riprovi ancora, ma un ulteriore fallimento potrebbe nuovamente scatenare i venditori.

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